(AGENPARL) - Roma, 15 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Sun 15 February 2026 Onorevole Marinella Pacifico
Già Senatrice della Repubblica Italiana durante la XVIII Legislatura, Componente Commissione Esteri, Segretario Comitato Schengen, Presidente Unione Interparlamentare Italia-Tunisia
COMUNICATO STAMPA
Referendum del 22-23 marzo 2026, Pacifico: No alla riforma Meloni sulla giustizia, ennesimo passo verso il controllo politico sulla magistratura.
Roma, 15 febbraio 2026
Con il decreto del Presidente della Repubblica del 7 febbraio 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 31 del medesimo giorno, è stato precisato il quesito referendario confermativo sulla legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, già approvata dal Parlamento e pubblicata in G.U. n. 253 del 30 ottobre 2025.
Il quesito sottoposto agli italiani recita testualmente:
Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?
Questa riforma costituzionale, fortemente voluta e intestata dal governo Meloni-Nordio, interviene in modo radicale sull’assetto della magistratura, modificando ben sette articoli della Costituzione. Introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, sdoppia il Consiglio Superiore della Magistratura in due distinti organi (uno per i giudicanti e uno per i requirenti), prevede l’estrazione a sorte di gran parte dei componenti laici e, elemento più grave e preoccupante, istituisce un’Alta Corte disciplinare di rango costituzionale per i magistrati ordinari, sottraendo di fatto il potere disciplinare agli organi di autogoverno attuali.
Quella che il governo spaccia per modernizzazione e lotta alle correnti è in realtà una operazione spregiudicata per indebolire l’indipendenza della magistratura e piegarla al controllo politico dell’esecutivo. L’Alta Corte disciplinare, unita alla separazione delle carriere e al sorteggio, rischia di trasformare la giustizia in uno strumento condizionato dal potere di turno, minando uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia: l’autonomia del terzo potere dello Stato. Giorgia Meloni, dopo aver già tentato di scardinare l’equilibrio istituzionale con altre riforme, persegue con determinazione l’obiettivo di pieni poteri: meno controlli, meno contrappesi, meno indipendenza degli organi che devono vigilare sull’operato del governo e della maggioranza. Si tratta di una deriva autoritaria mascherata da riforma necessaria, che nulla risolve dei veri problemi della giustizia italiana, tempi dei processi, organici carenti, digitalizzazione e mira invece a ridurre gli spazi di autonomia della procura e dei giudici.
Chiedo a tutti i cittadini di recarsi alle urne il 22 e 23 marzo e di votare NO a questa revisione costituzionale.
Bocciare questa riforma significa difendere la Costituzione antifascista del 1948, l’indipendenza della magistratura e lo Stato di diritto. Significa dire no a chi vuole trasformare l’Italia in un paese dove il potere esecutivo non tollera più controlli scomodi.
La rimonta del NO nei sondaggi dimostra che gli italiani stanno comprendendo la posta in gioco.
Il 22-23 marzo abbiamo l’occasione di bocciare non solo una cattiva riforma, ma un progetto di concentrazione del potere che mina le basi della nostra Repubblica. Dichiarazione dell’Onorevole Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica.
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