(AGENPARL) - Roma, 15 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Sun 15 February 2026 *COMUNICATO STAMPA*
* Maltempo: Cia Calabria, abbandono e incuria degli alvei fluviali complici
eccellenti dei cicloni Harry, Ulrike e Nils*
*Appello della Confederazione sul territorio per un piano straordinario di
manutenzione*
LAMEZIA TERME (CZ), 15 feb – Non sono solo i nomi dei cicloni a far tremare
la Calabria. A rendere devastanti i passaggi di Harry, Ulrike e Nils è
stata una rete di “alleati” silenziosi, ma onnipresenti: la scarsa cura dei
crinali, l’assenza di manutenzione ordinaria e una pulizia degli alvei
fluviali che resta, troppo spesso, solo sulla carta. Cia Calabria ancora
una volta, lancia un grido d’allarme che è anche una denuncia politica per
tutti quelli che devono agire e continuano a non farlo, al di là delle
ragioni e delle discolpe.
Le aree interne della nostra regione, cuore pulsante dell’agricoltura e
presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico -continua la nota-
hanno necessità di interventi molto più incisivi e risolutivi sia sul piano
infrastrutturale per le politiche di contesto che sul piano della messa in
sicurezza dal dissesto idrogeologico.
“Il territorio non si governa con l’emergenza, ma con interventi continui
di manutenzione -dichiara il presidente di Cia Calabria, Nicodemo Podella-.
Assistere ogni anno allo stesso copione di fiumi che esondano e versanti
che cedono è inaccettabile. Gli agricoltori sono i primi custodi di queste
terre, ma non possono essere lasciati soli a combattere contro la furia
degli elementi in mancanza di opere essenziali a prevenzione dei danni”.
Procedendo così, sempre più, la fragilità delle nostre montagne e delle
vallate si sovrapporrà alla desertificazione sociale e produttiva. I
cittadini che ancora abitano le zone interne, e in generale le aree rurali
della nostra Calabria, sempre più rari e spesso isolati, finiscono per
subire lo stesso destino dei loro territori.
Per questo, Cia Calabria torna a chiedere con forza un “Piano Straordinario
di Manutenzione del Territorio” che passi anche attraverso il
coinvolgimento diretto delle aziende agricole, profondi conoscitori delle
criticità presenti e con mezzi e attrezzature adeguate; interventi
strutturali e non episodici sugli alvei fluviali, per la loro pulizia
profonda da sedimenti accumulati nel tempo e dalla presenza di imponenti
boscaglie che impediscono il normale deflusso delle acque, per la messa in
sicurezza dei costoni nelle aree montane, per il rafforzamento degli argini
nelle aree di pianura, per prevenire esondazioni che distruggono raccolti e
infrastrutture; politiche reali per le aree interne, con investimenti in
servizi e infrastrutture anche per mitigare il dissesto idrogeologico e
quindi per fermare l’abbandono.
Non possiamo più permetterci -continua Cia Calabria- di aspettare il
prossimo ciclone per ricordarci che la Calabria è una terra fragile. È
tempo di interventi immediati e risolutivi, prima che l’ultimo agricoltore
decida di abbandonare il proprio presidio. Nel frattempo, è necessario fare
una veloce ricognizione dei danni alle infrastrutture sui territori colpiti
per il loro ripristino e per predisporre adeguati ristori alle aziende
agricole che permetta loro di riprendere a produrre.
INFORMATIVA BREVE ai sensi dell’art. 14 GDPR 679/2016
Per L’informativa completa si rimanda al seguente link: https://www.cia.it/informativa-articolo-14-ufficio-stampa
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