(AGENPARL) - Roma, 15 Febbraio 2026(AGENPARL) – Sun 15 February 2026 L’ARTIGIANATO COLPITO DA ABUSIVISMO E CONTRAFFAZIONE
Nella Marca Trevigiana l’abusivismo colpisce 8.606 imprese artigiane, pari al 39,5% del totale. Le più colpite sono l’acconciatura e l’estetica (2.040) e i mestieri del comparto edile (4.411)
La contraffazione colpisce soprattutto il settore moda: dal 2023 è boom di sequestri. Tra il 2012 e il 2024 sequestrata merce per 700 mila euro. Dati che collocano Treviso ai primi posti in Veneto
Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: «Il falso si somma all’abusivismo, generando danni importanti per l’intero comparto artigiano, oltre a essere un danno per la fiscalità. Chiediamo tolleranza zero e azioni premianti per imprese e cittadini»
Sono 8.606 le imprese artigiane sotto pressione dell’abusivismo, il 39,5% del totale della Marca Trevigiana. A livello veneto il fenomeno interessa 48.953 imprese, pari al 40,8% del totale. «È ormai evidente che c’è un problema sistemico che penalizza tanto i consumatori, quanto gli imprenditori onesti», denuncia Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana.
Il settore più colpito è l’acconciatura e l’estetica, con 2.040 artigiani (23,7%) che subiscono la concorrenza sleale. A livello di comparto, quello più colpito dall’abusivismo è l’edilizia, con 4.411 imprese interessate (51,3%), con in testa i muratori (1.433), seguiti dai pittori edili (1.090), dagli elettricisti (953) e dagli idraulici (935).
Collegati al “sistema casa”, penalizzati anche i riparatori di beni, con 473 imprese interessate, i potatori e giardinieri (393) e i traslocatori (5). Il fenomeno del “nero” interessa anche 981 autofficine di riparazione autoveicoli, 131 tassisti, 151 fotografi e 21 videoperatori.
Oltre all’abusivismo professionale, a colpire l’artigianato è anche la contraffazione, che colpisce in particolare il settore moda. Nel 2024 ci sono stati 302 sequestri, pari al 55,7% del totale dei sequestri in provincia negli ultimi 12 anni, per un valore di 102 mila euro. In Veneto i sequestri sono stati 1.083, per un valore di 936 mila euro. Treviso si colloca al secondo posto in Veneto per numero di sequestri, mentre è terza per valore della merce sequestrata.
«A partire dal 2023 c’è stata un’impennata dei sequestri», sottolinea Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «È un segnale d’allarme per il Made in Italy, proprio in un momento nel quale deve rafforzare la credibilità, la trasparenza e la legalità lungo tutta la filiera produttiva. Purtroppo, il falso si somma all’abusivismo, generando un danni importanti per l’intero comparto artigiano, alimentando sfruttamento e concorrenza sleale. Oltre a essere un danno per la fiscalità, con le mancate contribuzioni che derivano dal lavoro irregolare svolto non rispettando la normativa in materia lavoristica, fiscale e contributiva. Un danno che a livello nazionale ammonta 77,2 miliardi di euro, che pesano per il 3.6% sul PIL».
L’economia non osservata cresce del 7,5% nell’ultimo anno, con una maggiore, spinta (+11,3%) che deriva dal lavoro irregolare. Negli ultimi dieci anni l’economia non osservata è cresciuta del 9,6%, con il lavoro irregolare che si attesta sul +8,2%. Il peso sul PIL dell’economia non osservata, seppur in un sentiero di diminuzione dal 2015, ha registrato degli aumenti nel 2017 e nel biennio 2022-2023.
«Chiediamo tolleranza zero sia per l’abusivismo che per la contraffazione che sottraggono lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato», è l’invito del presidente Armando Sartori. «Far rispettare le norme e tutelare la legalità è fondamentale, ma non sufficiente per sconfiggere queste piaghe di illegalità. È necessario strutturare anche delle azioni premianti, sia per le imprese che per i cittadini, di concerto con il governo e gli organi di controllo. Serve prevedere delle facilitazioni in termini di bonus e di sgravi per chi opera nella legalità, magari agendo concerto con le compagnie di assicurazione. Azioni mirate prioritariamente ai settori più esposti all’abusivismo e alla contraffazione. In particolare si devono intercettare i sedicenti professionisti che si propongono sui social aumento così l’ opportunità di individuare potenziali clienti. I cittadini, poi, dovrebbero essere consapevoli che, nel momento in cui si rivolgono a chi opera scorrettamente, sono scoperti sotto i profili della sicurezza e del risarcimento».
