(AGENPARL) - Roma, 14 Febbraio 2026 - Il governo di coalizione di destra in Svezia ha annunciato nuove regole per l’ottenimento della cittadinanza, includendo il divieto per i migranti che non parlano la lingua svedese. Il Ministero della Giustizia ha dichiarato che le nuove norme entreranno in vigore entro il 6 giugno 2026, aumentando i requisiti per vivere nel Paese da cinque a otto anni e richiedendo un reddito mensile di circa 20.000 corone (2.250 dollari) per dimostrare l’autosufficienza.
Inoltre, i futuri cittadini dovranno dimostrare di conoscere la lingua e la società svedese. Il Ministro delle Migrazioni Johan Forssell ha affermato che la cittadinanza “non dovrebbe essere solo un documento di viaggio, ma una ricevuta che attesta l’ingresso a pieno titolo nella nostra comunità”. Ludvig Aspling, portavoce del partito populista Democratici Svedesi, ha aggiunto che i requisiti precedenti erano troppo deboli e che ora la cittadinanza sarà riservata principalmente a individui onesti e ben educati.
Il precedente governo di sinistra aveva gestito l’impatto della crisi migratoria europea del 2015, che ha trasformato la Svezia, portando stranieri a rappresentare oltre un quinto della popolazione e causando un aumento dei conflitti tra bande. Tuttavia, il governo guidato dal Primo Ministro Ulf Kristersson ha invertito alcune tendenze: secondo il Daily Telegraph, il numero di sparatorie è diminuito del 63% nel 2025 rispetto al picco del 2022, passando da 390 a 147. La legislazione conservatrice ha permesso alla polizia di fermare e perquisire persone sospette, inclusi minori coinvolti in reti criminali.
Il governo prevede anche di modificare la legge per consentire ai bambini di 13 anni di essere processati come adulti per reati gravi. Forssell ha dichiarato: “È ragionevole ed equo che chiunque voglia diventare cittadino svedese debba saper parlare svedese, provvedere al proprio sostentamento, avere una conoscenza di base del nostro Paese e vivere onestamente”.