(AGENPARL) - Roma, 14 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Sat 14 February 2026 Cia Potenza-Matera: novità positive per circa 1000 piccoli allevatori
Da quest’anno gli allevamenti bovini in Basilicata con meno di *20 UBA*
(Unità di Bestiame Adulto) potranno accedere al *premio di 240 euro per UBA*
senza dover sostenere i costi per la certificazione *SQNBA* (Sistema di
Qualità Nazionale Benessere Animale). A riferirlo è Cia-Agricoltori
Potenza-Matera sottolineando che la decisione in Basilicata riguarda
circa *1.000
allevamenti*, in gran parte di piccole dimensioni e situati nelle aree
interne, dove zootecnia e agricoltura rappresentano non solo reddito, ma
anche presidio ambientale e coesione sociale. E’ il risultato importante
dell’iniziativa incalzante della Cia che -sottolineano il presidente e il
direttore Cia Potenza Giambattista Lorusso e Giovanna Perruolo – ha
coinvolto l’assessore alle Politiche Agricole Carmine Cicala al quale va
dato atto di aver raccolto la nostra forte sollecitazione. La deroga
rappresenta una risposta concreta alle difficoltà segnalate dai piccoli
allevatori, spesso penalizzati dai costi e dagli adempimenti necessari per
accedere ai regimi premiali della nuova PAC.«È una scelta di equità e buon
senso – aggiunge la Cia Potenza-Matera –. Finalmente si riconosce la
specificità delle piccole aziende zootecniche lucane, che garantiscono
benessere animale, qualità delle produzioni e tutela del territorio, ma che
non sempre hanno la forza economica per affrontare ulteriori costi
burocratici». Secondo l’organizzazione agricola, la misura consentirà
di *ampliare
la platea dei beneficiari* dell’Ecoschema 1 – livello 2, rafforzando la
sostenibilità economica di aziende familiari che operano in contesti
marginali e montani.* Un impatto strategico per le aree interne. *In
Basilicata la zootecnia estensiva svolge un ruolo chiave nella *manutenzione
del territorio, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nel
contrasto allo spopolamento*. La deroga all’obbligo di certificazione per
le aziende sotto le 20 UBA va dunque letta come una misura che coniuga
sostenibilità ambientale e sostenibilità. Secondo i dati disponibili più
recenti sul territorio lucano, il *patrimonio bovino regionale si attesta
intorno a circa 90.000 capi allevati in poco più di 2.200 aziende
zootecniche* dedicate alla produzione di carne e latte. Questi numeri
collocano la Basilicata tra le regioni italiane con una significativa
presenza di allevamenti, anche se la densità zootecnica è inferiore
rispetto alle grandi regioni del Nord. È importante sottolineare che buona
parte di questi *bovini è allevata in sistemi estensivi o semi-estensivi*:
in molte aziende, soprattutto nelle aree interne, gli animali trascorrono
gran parte dell’anno all’aperto o al pascolo. Questo modello di
allevamento, pur non essendo registrato con la stessa precisione statistica
dei sistemi intensivi, rappresenta una componente culturale e ambientale
distintiva della Basilicata e delle regioni del Sud Italia, legata anche a
razze autoctone come la *razza Podolica*, diffusa proprio nei pascoli
lucani.
*Piccoli allevamenti: fra dignità economica e presidio del territorio**. *Le
aziende bovine lucane – affermano Lorusso e Perruolo (Cia) – non svolgono
soltanto un ruolo economico tradizionale: *custodiscono i paesaggi rurali*,
contribuendo all’uso sostenibile dei pascoli e alla prevenzione del
dissesto idrogeologico; *mantengono viva la biodiversità*, soprattutto
attraverso la conservazione di razze locali come la Podolica; sono un *elemento
di coesione sociale nelle aree interne*, dove attività agricole e
zootecniche sono spesso l’unica occasione di reddito stabile e di
radicamento al territorio. In questo quadro, la semplificazione
dell’accesso ai sostegni PAC per le aziende sotto soglia non è solo
un’agevolazione tecnica, ma un intervento che può *rafforzare la
sostenibilità delle imprese agricole lucane*, offrendo loro dignità
economica e prospettive per il futuro.
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