(AGENPARL) - Roma, 12 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 12 February 2026 Procura della Repubblica
presso il Tribunale ordinario di CIVITAVECCHIA
COMUNICATO STAMPA
Federica Torzullo vittima di femminicidio
Civitavecchia 9 febbraio 2026
La premessa. La morte di Federica per mano del coniuge Carlomagno Agostino
Claudio è un dato ormai acquisito.
La maturazione del femminicidio. La fase ideativa.
Rimanevano da esplorare le ragioni del gesto omicidiario che, sin dall’inizio con la
formalizzazione del provvedimento del fermo del coniuge del 18 gennaio 2026,
l’Ufficio di Procura aveva individuato nel rifiuto di Federica di mantenere il rapporto
affettivo con il coniuge. Il prosieguo delle indagini ha confermato e rafforzato il
movente: prove documentali e dichiarative riferiscono dell’iter seguito alla ricerca di
una soluzione condivisa, convintamente da Federica e, solo apparentemente, da
Agostino, più interessato a tirarla per le lunghe nel tentativo di difendere la confort
zone raggiunta: permanenza nella villa di proprietà di Federica e fruizione
dell’appoggio logistico offerto dai suoceri per la gestione del figlio nei momenti di
assenza dei genitori. Intanto, Federica doveva rassegnarsi a vivere così. Solo Federica,
passando dall’idea all’azione di separarsi, avrebbe potuto mandare all’aria i piani di
Agostino.
La fase esecutiva. L’accelerazione dell’esecuzione omicidiaria.
L’accelerazione della decisione, già da tempo maturata, di disfarsi di Federica arriva
nel periodo natalizio quando Federica, stanca e provata dall’ostruzionismo di Agostino,
gli dà l’ultimatum: dopo le feste di Natale ognuno si sarebbe dovuto trasferire in
domicili diversi da quello familiare: il minore sarebbe rimasto nella villa familiare e, a
turno, ognuno dei genitori si sarebbe alternato nel ruolo di educatore. Infatti, dopo aver
trascorso insieme le festività natalizie, Federica preannuncia che al ritorno da un
viaggio in Basilicata, previsto per l’11 gennaio 2026, le modalità concordate della
separazione si sarebbero inverate. Ed è proprio la sera di giovedì 8 gennaio, alla vigilia
della partenza per la Basilicata, che Federica, alle prese con la preparazione delle
valigie, ritorna sull’argomento in maniera decisa incontrando la reazione violenta di
Agostino, il quale realizza che ormai la melina era inutile e che i suoi piani, come aveva
previsto, sarebbero saltati con decorrenza lunedì 11 gennaio: recupera il coltello che
aveva occultato all’abbisogna e infierisce su Federica: lo ha fatto in bagno, nel box
doccia, nella camera armadio? Questo lo diranno le prove scientifiche in fase di
perfezionamento. Ha agito da solo dalle 6,40 alle 7,15? Anche questo lo diranno le
prove scientifiche. Ha bruciato il corpo della vittima nella buca scavata o nel cassone
del camion? Il resto è conosciuto. Siamo in attesa del deposito della consulenza
autoptica e di quella forense sui cellulari sequestrati.
Il prosieguo delle indagini.
Il tempo che ci separa dal deposito delle anzidette consulenze costituisce lo spazio
ancora concesso all’indagato per chiarire i molti punti oscuri lasciati sullo sfondo a
seguito dei due distinti interrogatori cui è stato sottoposto, anche per valutare la
ricorrenza dei presupposti per le future valutazioni di competenza riservate alla fase
dedicata alla dosimetria della pena. Diversamente, successivamente al deposito delle
suddette consulenze, avremo conferma delle previsioni già ragionevolmente attese
dall’evidenza indiziaria già raccolta: omicidio consumato tra le ultime ore dell’8
gennaio e le prime del 9 gennaio 2026 in ambienti anche diversi dal vano bagno;
utilizzo di un coltello non ancora ritrovato; predisposizione della buca dove poi sarà
sepolta Federica; presenza di terze persone nella fase antecedente, coeva o successiva
alla consumazione del reato tenuto conto dell’inverosimile ricostruzione fornita: solo
40 minuti per consumare il reato ed eliminare le tracce in perfetta solitudine.
La priorità attuale. La tutela del minore, orfano di femminicidio.
Sul punto, rivolgendomi a tutti gli attori del processo (difensori e consulenti
dell’indagato e delle parti offese parti offese comprese, tutore e curatore del minore) e
ai media, avverto la necessità di richiamare tutti, me compreso, ad una sorta di selfrestraint e di valutare attentamente il contenuto delle informazioni acquisite e veicolate
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