(AGENPARL) - Roma, 11 Febbraio 2026Ieri mattina a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica si è tenuta la Conferenza stampa “Screening cardio-nefro-metabolico: conoscere il rischio per agire tempestivamente”, promossa dalla Senatrice Elena Murelli, Intergruppo Parlamentare per le malattie cardio, cerebro e vascolari, in collaborazione con Meridiano Cardio, la piattaforma di TEHA sulle malattie cardiovascolari, sostenuta dal contributo non condizionante di Sanofi.
In tale occasione, l’Agenparl ha intervistato Luigi Palmieri, Responsabile e Coordinatore, Progetto Cuore, Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Leader, Work Package 8 (Screening, JACARDI).
«La Joint Action europea JACARDI è un’iniziativa che studia le malattie cardiovascolari e il diabete. Coinvolge 21 Paesi e l’Italia è coordinatore attraverso l’Istituto Superiore di Sanità. La Joint Action JACARDI cerca di seguire il percorso del paziente a partire dal miglioramento delle sue conoscenze, la cosiddetta alfabetizzazione sanitaria, promuovendo gli screening per la diagnosi precoce delle malattie cardiovascolari e seguendo soprattutto i percorsi di cura integrati.
Dalla Joint Action emerge una situazione molto frammentata sia degli screening che vengono svolti, non solo in Italia ma anche a livello europeo, sia dei protocolli utilizzati. Per questo uno degli obiettivi del progetto è armonizzare questi protocolli e facilitare la scelta dello strumento e del protocollo migliore a seconda dell’obiettivo della ricerca.
Il progetto JACARDI ha, inoltre, contribuito in modo importante all’European Safe Hearts Plan, il piano europeo per le malattie cardiovascolari, contribuendo a tre pilastri fondamentali: la prevenzione (a promozione della salute), lo svolgimento di screening per la diagnosi precoce e i percorsi di cura.
In Italia abbiamo diversi progetti pilota che stiamo implementando all’interno del progetto JACARDI e il nostro Paese dispone di un grande patrimonio di dati, capacità e strumenti. A mio modesto parere, ciò che rappresenta un limite nella lotta alle malattie cardiovascolari è la difficoltà nell’accesso ai dati e nella loro integrazione, soprattutto ai fini della ricerca.»
