(AGENPARL) - Roma, 11 Febbraio 2026Ieri mattina a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica si è tenuta la Conferenza stampa “Screening cardio-nefro-metabolico: conoscere il rischio per agire tempestivamente”, promossa dalla Senatrice Elena Murelli, Intergruppo Parlamentare per le malattie cardio, cerebro e vascolari, in collaborazione con Meridiano Cardio, la piattaforma di TEHA sulle malattie cardiovascolari, sostenuta dal contributo non condizionante di Sanofi.
In tale occasione, l’Agenparl ha intervistato Rossana Bubbico, Senior Consultant di TEHA Group.
«Abbiamo realizzato il primo incontro del 2026 dell’Intergruppo parlamentare per le malattie cardio e cerebrovascolari, in collaborazione con Meridiano Cardio, la piattaforma sulle malattie cardiovascolari di The European House – Ambrosetti.
Al centro dell’incontro il tema della prevenzione cardiovascolare. Il 90% degli italiani presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare e tre quarti dei decessi per queste patologie potrebbero essere evitati proprio agendo sui fattori di rischio. Questo rende la prevenzione un pilastro strategico su cui intervenire in maniera tempestiva.
È emersa anche l’importanza di fare rete e di fare squadra tra tutti gli attori, dalla comunità scientifica alle associazioni dei pazienti, e di rendere strutturali le esperienze e le strategie di prevenzione che oggi vengono implementate a macchia di leopardo.
Perché è importante farlo? Parliamo di malattie cardiovascolari alle quali è associato un burden economico di 24 miliardi di euro l’anno. Questo ci fa comprendere quanto sia necessario limitare tale esborso.
Un altro elemento rilevante riguarda i programmi di screening cardio-metabolico, che sono caratterizzati da un ritorno dell’investimento positivo. Le stime che abbiamo realizzato mostrano infatti come i costi per sostenere tali programmi siano ripagati dai benefici derivanti dalla loro implementazione, perché consentono di intercettare precocemente i pazienti a rischio cardiovascolare ed evitare che incorrano in un evento cardiovascolare acuto, al quale sono associati notevoli costi sanitari diretti, ma anche costi indiretti legati alla perdita di produttività.»
