(AGENPARL) - Roma, 10 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 10 February 2026 Gentilissimo Assessore con delega agli Enti Locali
Dott. Roberto Santangelo
Gentilissimo Presidente della Giunta Regionale
Dott. Marco Marsilio
Dott. Lorenzo Sospiri
Oggetto: Istanza di revisione dei criteri di classificazione montana e adeguamento della L.R. 10/2008 alla Legge Nazionale 131/2025 – Richiesta di chiarimenti sui parametri tecnici e misure di salvaguardia per il Comune di Atessa (CH).
Gentile Assessore,
faccio seguito alle Sue recenti dichiarazioni agli organi di stampa, nelle quali Lei ha opportunamente definito la montagna come una “condizione complessa, non un numero scritto su una carta topografica”, che non può tradire la realtà dei territori, dando atto dell’interlocuzione con il Governo per la definizione dei parametri di salvaguardia di molti Comuni montani abruzzesi. Tuttavia, tali criteri non hanno ancora consentito di sanare il paradosso che investe il Comune di Atessa, come di molti altri Comuni che ad oggi risultano esclusi.
Presumendo che si renderà necessaria una revisione strutturale della L.R. 10/2008 per adeguarla alla nuova Legge Nazionale 131/2025, il Comune di Atessa esprime forte preoccupazione. Noi attualmente siamo inseriti nella categoria dei “parzialmente montani”. Il rischio concreto è che un’errata o parziale interpretazione dei criteri tecnici possa escludere il nostro Ente dai futuri bandi regionali per le aree interne e montane, che in passato hanno fatto riferimento ai comuni inseriti in questa legge regionale quale presupposto di partecipazione o anche solo premiale. Non parliamo solo di fondi per scuolabus o spazzaneve, ma di risorse vitali per la Rigenerazione Urbana, il contrasto al Dissesto Idrogeologico, l’Efficientamento Energetico e la Sostenibilità. Questi sono pilastri indispensabili per la tenuta di un territorio di 110 km² con 80 contrade e frazioni, un bilancio comunale di soli 12 milioni di euro. Verrebbero meno anche importanti deroghe normative, come quelle sul numero minimo di alunni per la formazione delle aule scolastiche.
A tal proposito, sento il dovere di precisare quanto segue:
Siamo consapevoli delle contestazioni sollevate da alcuni piccoli Comuni che auspicano l’esclusione di realtà come Atessa. Tuttavia, la politica ha il compito di analizzare e comprendere le ragioni di tutti, evitando conflitti sterili e una “guerra tra poveri”, come da Lei stesso evidenziato. Atessa non chiede di sottrarre risorse a nessuno, ma rivendica il riconoscimento della propria natura montana: un dato fisico e orografico, non una concessione politica.
Il governo nazionale invece di aumentare le risorse nazionali, sceglie una semplice operazione contabile. Ridurre i beneficiari tagliando fuori alcuni territori.
Noi pensiamo che questa non sia la strada giusta, non si tratta di togliere risorse, ma di aggiungerne per rispondere ai bisogni reali, presenti non solo in montagna ma anche a quote altimetriche inferiori, dove sussistono le medesime criticità e problematiche.
Di tutto si può parlare tranne che di una vera strategia nazionale a sostegno delle aree interne, che subiscono sempre più gli effetti dello spopolamento.
Atessa rappresenta il cuore pulsante dell’economia abruzzese e garantisce una quota determinante del PIL della nostra Regione. Tuttavia, siamo un “gigante dai piedi fragili”: l’impossibilità di gestire la complessità territoriale con il solo bilancio ordinario è certificata da parametri oggettivi:
Primato Territoriale ed Escursione Altimetrica. Con i suoi 110 km², Atessa è il primo Comune per estensione della Provincia di Chieti e il sesto nella Regione Abruzzo. Il territorio presenta un’escursione altimetrica estrema, che parte dai circa 50 m s.l.m. della Valle del Sangro per raggiungere gli 820-830 m s.l.m. nelle zone sommitali, determinando zone climatiche totalmente differenti nello stesso perimetro comunale.
Indice di Acclività e Pendenza. Oltre il 65% della superficie territoriale è caratterizzato da un indice di pendenza media superiore al 20%, valore che secondo i parametri UNCEM e i nuovi orientamenti legislativi definisce inequivocabilmente lo status di territorio montano per le difficoltà di urbanizzazione e manutenzione che ne derivano.
Il Comune-Arcipelago. La nostra realtà è quella di un territorio frammentato in 80 frazioni e nuclei abitativi sparsi. Molte di queste realtà hanno una popolazione e caratteristiche orografiche sovrapponibili a quelle dei piccoli Comuni montani limitrofi. Di fatto, Atessa si trova a gestire e garantire servizi (neve, scuola, viabilità) a una miriade di “piccoli comuni interni” con le sole forze del proprio bilancio ordinario.
Uso del Suolo. Circa l’80% del territorio è occupato da terreni agricoli e boschivi caratterizzati da forti pendenze. Questa componente montana richiede una manutenzione costante, fondamentale per la tutela dell’intero bacino idrografico a valle e della stessa zona industriale.
In riferimento ai criteri elaborati durante la trattativa con il Governo per “salvare” molti Comuni, chiediamo formalmente di conoscere quali siano stati i parametri adottati dai tecnici regionali. In particolare, chiediamo se siano stati considerati:
L’Altimetria reale per frazioni (superando la media sulla “casa comunale”, ovvero la residenza del municipio, che è un dato fuorviante);
L’Indice di acclività e pendenza media territoriale (con focus sulle aree sopra il 20-30%);
L’indice di frammentazione insediativa (rapporto tra km di strade comunali/numero residenti) e il carico ambientale netto.
Non si può continuare a utilizzare la presenza del polo industriale come pretesto per l’esclusione. La realtà dei fatti racconta un paradosso insostenibile: oltre i due terzi del gettito IMU (Cat. D) viene trattenuto dallo Stato, lasciando al Comune solo una quota marginale a fronte di enormi oneri di manutenzione e una pesante “servitù ambientale”. Atessa sopporta l’impatto di un hub europeo a beneficio di tutta la Regione, ma viene poi privata dei fondi per la resilienza necessari a proteggere il proprio territorio fragile.
Rivendichiamo con forza la certezza che, nella revisione della L.R. 10/2008, vengano inserite misure compensative strutturali in favore dei Comuni montani che dovessero risultare esclusi dalle classificazioni nazionali. Tali misure devono essere codificate e garantite:
In primis con risorse proprie, certe e continuative della Regione Abruzzo, per assicurare stabilità alla programmazione locale;
In subordine, attraverso l’impiego dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC), per finanziare quegli interventi di rigenerazione e sostenibilità oggi preclusi.
Assessore, la montagna ad Atessa inizia dove finisce la fabbrica. Chiediamo che la Regione riconosca questo dato oggettivo con atti concreti e stanziamenti certi che garantiscano equità a tutti i cittadini.
Restiamo in attesa di un riscontro urgente e della convocazione di un tavolo tecnico per confrontare i dati cartografici in nostro possesso con quelli elaborati dai Suoi uffici.
Cordialmente,
Il Sindaco di Atessa
Dott. Giulio Sciorilli Borrelli
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