(AGENPARL) - Roma, 10 Febbraio 2026 - L’Associazione Medici e Odontoiatri Liberi Professionisti (AMOlp) si batte da anni per il riconoscimento del valore professionale di medici e odontoiatri. Dopo l’entrata in vigore della Legge 49/2023 sull’equo compenso, molte questioni restano aperte, soprattutto per le prestazioni rivolte ai pazienti privati. Abbiamo intervistato il Presidente AMOlp, Dr. Sergio Di Martino, per comprendere le posizioni dell’associazione, le criticità della normativa attuale e le prospettive per garantire compensi giusti e la tutela della salute dei cittadini.
Domanda: In che modo AMOlp ritiene che l’attuale Legge 49/2023 sull’equo compenso debba essere modificata per garantire un’effettiva tutela dei medici e odontoiatri, considerando che oggi la normativa si applica principalmente ai rapporti con grandi committenti (banche, assicurazioni, pubblica amministrazione), escludendo la maggior parte delle prestazioni professionali con i pazienti?
Sergio Di Martino: L’attuale legge su l’Equo Compenso è un deciso passo avanti dopo l’abolizione deli tariffariminimi del 2006, per la tutela del decoro professionale. Già oggi, se fossero disponibili
anche i parametri tariffari di riferimento per il settore medico e odontoiatrico, costituirebbe
un importante presidio per i rapporti in particolare con le Assicurazioni che troppo spesso
erogano compensi sottostimati rispetto all’effettivo valore delle prestazioni svolte, per i
medici competenti, consentendo loro di regolamentare in modo più equo i compensi per gli
incarichi con la pubblica amministrazione e anche per quei medici e odontoiatri che
lavorano, spesso con compensi inadeguati per la loro professionalità, presso strutture
convenzionate, molte delle quali rientrerebbero già da subito nei parametri di applicabilità
della legge.
In ogni caso AMOlp, in linea con le richieste di FNOMCeO e CAO, ritiene che per ottenere
più significativi effetti contro il proliferare delle catene low cost e contro i potenziali rischi
per la salute dei pazienti, la norma vada assolutamente estesa ai rapporti tra
professionista e cliente ordinario che in sanità è rappresentato dal paziente.
Domanda: AMOlp ha espresso sostegno al DDL della Senatrice Erika Stefani per estendere la norma sui compensi equi anche ai rapporti professionali con i pazienti. Quali sono, secondo lei, gli ostacoli principali che questo disegno di legge sta incontrando in Parlamento e come si può accelerarne l’approvazione?
Sergio Di Martino: Il DDL della Senatrice Erika Stefani rappresenta un passo avanti verso le aspettative di AMOlp e di molti medici e odontoiatri. Tuttavia, a oggi risulta fermo da tempo presso le commissioni parlamentari per quella che è stata definita una “pausa di riflessione”. L’approvazione richiede un impegno politico concreto e un riconoscimento diffuso della necessità di proteggere la dignità professionale e la sicurezza dei pazienti.
Domanda: Quali effetti concreti prevede per la qualità delle prestazioni sanitarie, la sicurezza del paziente e la dignità professionale se non si dovesse arrivare a definire parametri tariffari minimi o criteri più chiari per l’applicazione dell’equo compenso nel settore medico-odontoiatrico?
Sergio Di Martino: La definizione dei parametri tariffari di riferimento è un passaggio fondamentale, direi strategico. Senza di essi, diventa impossibile stabilire cosa sia un compenso equo, favorendo il proliferare di catene low cost che possono comportare rischi per la salute dei pazienti. La salute resta il fulcro dell’attività medica e odontoiatrica. Sono trascorsi quasi tre anni dall’introduzione della norma: estenderla e applicarla al più presto è essenziale, perché ulteriori ritardi potrebbero peggiorare la situazione attuale.
