(AGENPARL) - Roma, 10 Febbraio 2026(AGENPARL) – Tue 10 February 2026 Buongiorno,
si trasmette il sottostante comunicato stampa della Procura della Repubblica presso il Tribnale di Bari e un link video, relativo all’operazione in oggetto eseguita dal Comando Provinciale di Bari.
Al seguente link è possibile scaricare un video: https://we.tl/t-G8VmGGHMl2
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Ufficio Stampa
Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri
Viale Romania, 45
00197 Roma
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Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Bari
Direzione Distrettuale Antimafia
Bari, omicidio aggravato: arrestati i presunti responsabili.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di due persone, accusate a vario titolo dei delitti di omicidio premeditato in concorso aggravato dal metodo mafioso e dalle condizioni di minorata difesa, un cold case risalente a ben 23 anni fa.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica – DDA – di Bari e sviluppate in più fasi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati – tra cui uno ritenuto reggente del clan Di Cosola, attivo sul territorio di Bari e provincia – e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso, consumato in pieno centro a Valenzano la sera del 14 novembre 2003 nel mentre la vittima, 22enne originario di Bari, all’interno del proprio veicolo, era a telefono con un’altra persona. Nella circostanza, approfittando della distrazione del predetto, dunque delle condizioni di minorata difesa, gli indagati hanno esploso nei suoi confronti almeno 8 colpi di pistola cal. 22, provocandone poi il decesso.
L’evento delittuoso, inquadrato all’interno di un più ampio contesto criminale, ha visto la partecipazione diretta un appartenente al clan Di Cosola e di alcuni suoi parenti, all’epoca dei fatti giovani leve del sodalizio, coinvolti nella guerra di mafia avviata contro i membri del clan Strisciuglio.
È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.