(AGENPARL) - Roma, 10 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 10 February 2026 *GIORNO DEL RICORDO, la presidente Proietti: “Una memoria che si fa
educazione, soprattutto verso i più giovani, perché l’odio non trovi spazio
dove c’è conoscenza”*
(AUN) – Perugia, 10 febbraio 2026 – Nel Giorno del Ricordo la Regione
Umbria si unisce alla commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo
giuliano-dalmata, una pagina di storia segnata da violenza, paura e
sradicamento. Una memoria che porta con sé nomi, volti e famiglie spezzate,
vite interrotte o costrette a ricominciare altrove.
“Ricordare significa restituire dignità alle persone – dichiara la
presidente della Regione Stefania Proietti – ai loro nomi, alle loro
storie, alle famiglie che hanno portato sulle spalle la perdita e lo
sradicamento. Il ricordo è impegno costante perché la memoria non resti un
rito, ma diventi coscienza civile. Questa giornata ci chiede rispetto per
chi è stato ucciso, per chi è scomparso, per chi è stato costretto a
lasciare la propria casa. Il Giorno del Ricordo è il momento in cui
l’Italia si ferma e ascolta quel dolore, senza scorciatoie e senza
indifferenza”.
Un impegno che la presidente Proietti porta con sé dall’esperienza maturata
da sindaca di Assisi, quando scelse di costruire il Giorno del Ricordo come
un percorso di conoscenza, memoria e responsabilità civile, anche grazie
all’esperienza raccontata e vissuta da propri concittadini come Raffaella
Panella, esule istriana vissuta a Santa Maria degli Angeli. Negli anni la
città di Assisi ha sempre valorizzato il giorno del Ricordo e
l’amministrazione ha sempre svolto un ruolo attivo nella custodia di queste
“pagine strappate” della storia nazionale, interpretando il ricordo come
strumento per rafforzare la coscienza collettiva e una identità europea
consapevole delle tragedie del passato. Una scelta coerente con i valori
francescani di fraternità, che mettono al centro la dignità della persona
anche quando l’altro è esule, profugo o migrante, e che sono i valori
fondanti della Regione e della comunità dell’Umbria. La presidente Proietti
ricorda come, nelle linee programmatiche dell’Amministrazione regionale, vi
sia un capitolo dedicato alla valorizzazione culturale del giorno della
memoria e del giorno del ricordo, come momenti per suscitare la coscienza
critica in particolare nei giovani, e promuovere una cultura di pace e
fraternità.
Negli anni è stato rafforzato il lavoro educativo, attraverso incontri di
approfondimento con dirigenti scolastici, docenti e studenti, e “oggi più
che mai – afferma Proietti – occorre continuare con una coraggiosa
rivoluzione culturale fornisca ai più giovani gli strumenti per decidere di
stare sempre dalla parte dei perseguitati e degli oppressi”.
“La memoria si fa educazione civica, soprattutto verso i più giovani,
perché l’odio non trovi spazio dove c’è conoscenza – conclude la presidente
Proietti – quando l’altro viene ridotto a una categoria e la paura prende
il posto della convivenza, la civiltà arretra. Il modo più serio di onorare
chi ha sofferto è costruire ogni giorno una comunità che non lascia
indietro nessuno e che rifiuta la logica della vendetta e della
disumanizzazione”.
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