(AGENPARL) - Roma, 7 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Sat 07 February 2026 Il 6 febbraio la Conferenza delle Regioni e delle Province ha espresso, con
un articolato documento, numerosi rilievi critici al disegno di legge
delega “Per la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni”,
attualmente in Commissione Affari Costituzionali al Senato.
Le Regioni, all’unanimità, appellandosi alle prescrizioni e ai rilievi con
cui la Corte Costituzionale demoliva numerosi punti della legge Calderoli
86/2024, sostanzialmente ignorati dal disegno attualmente in discussione,
chiedono una revisione del testo, rivendicando il principio di “leale
collaborazione” e il dovere dello Stato di garantire con risorse e fondi
perequativi statali i diritti civili e sociali ad ogni cittadino/a.
L’unanimità della richiesta di modifica del testo, sottoscritta anche dalle
regioni a maggioranza di centrodestra, dimostra l’oggettiva insostenibilità
del progetto del Ministro della Lega.
D’altra parte, rimane il fatto che, nel frattempo, le Regioni Veneto,
Piemonte, Lombardia e Liguria stanno procedendo speditamente verso le
intese con il Governo per la devoluzione di importanti materie, in linea
con l’impianto della legge che si contesta, per i cui decreti attuativi si
rivendica esattamente lo strumento procedurale dell’intesa.
Se il disegno di legge del Governo è lo strumento per attuare di fatto
l’autonomia differenziata senza rispettare le indicazioni della Corte
Costituzionale, come affermato dalle Regioni, è necessario che sia bocciato
e che vengano fermate le intese intraprese dalle regioni del Nord.
Su questo urge l’impegno attivo da parte del Parlamento e delle Regioni, la
mobilitazione sociale.
I LEP, cioè i diritti fondamentali delle persone, dalla scuola alla sanità
ai trasporti, non possono essere funzionali all’autonomia differenziata:
essi costituiscono un preciso adempimento costituzionale che deve
rispondere ai principi di equità e di uniformità e necessita di percorsi
partecipati e di stanziamento di risorse.
Altro che spese per il riarmo e tagli allo stato sociale!
Tonia Guerra,
responsabile nazionale campagna NO Autonomia Differenziata
Rifondazione Comunista
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