(AGENPARL) - Roma, 5 Febbraio 2026(AGENPARL) – Thu 05 February 2026 [cid:076ccc06-36e6-454c-b15a-8f363099a7eb]
5 febbraio 2026
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Un “avatar” del tumore per studiare e combattere l’osteosarcoma pediatrico
Il più diffuso tumore delle ossa in età pediatrica sarà ricreato in laboratorio e impiantato all’interno di un uovo fecondato. Il progetto del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna è sostenuto dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro
L’osteosarcoma è il tumore maligno delle ossa più frequente nelle bambine, nei bambini e negli adolescenti. Si tratta di una malattia aggressiva e ancora difficile da curare, dato che le terapie disponibili, non abbastanza efficaci, non sono cambiate negli ultimi decenni.
Uno dei principali ostacoli è la mancanza di sistemi di studio sperimentali con cui riprodurre fedelmente la complessa interazione tra le cellule tumorali e il loro microambiente.
È questo limite che il nuovo progetto del FaBiT – Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Alma Mater punta a superare, attraverso la creazione di un vero e proprio “avatar” tridimensionale del tumore.
Allo studio parteciperà l’assegnista di ricerca Francesca Rossi, grazie a una borsa di studio post-doc di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.
“Il progetto ci permetterà di ricreare il tumore in laboratorio in una forma molto più realistica rispetto al passato, osservando come si sviluppa e come risponde ai farmaci in un ambiente simile a ciò che succede nell’organismo – afferma la dottoressa Rossi – È un passo importante per comprendere meglio la malattia e individuare nuove strategie terapeutiche a beneficio dei giovani pazienti”.
Il sistema prevede di osservare la crescita delle cellule di osteosarcoma in aggregati tridimensionali in cui si imitano l’architettura e i processi molecolari del tumore. Gli aggregati cellulari saranno successivamente impiantati sulla membrana corioallantoidea (CAM) dell’embrione di pollo, un sistema naturalmente ricco di vasi sanguigni che fungerà da incubatore. Ciò dovrebbe permettere al tumore di svilupparsi in un ambiente vivo e vascolarizzato, consentendo a ricercatrici e ricercatori di osservare fenomeni chiave come la crescita tumorale, la formazione di nuovi vasi, l’invasione dei tessuti circostanti e la risposta ai farmaci in condizioni molto più simili a quelle dei pazienti.
L’utilizzo della CAM non è considerato sperimentazione animale e offre una piattaforma a basso costo, facilmente traslabile verso la clinica.
Il tumore sarà analizzato con tecniche avanzate a raggi X di una potenza molto elevata, generati da luce di sincrotrone. La loro brillanza è infatti centomila miliardi di miliardi di volte superiore a quella del Sole: una differenza enorme, che permette di studiare il tumore fino alla scala atomica.
L’obiettivo finale è lo sviluppo di un sistema sperimentale predittivo, utile a comprendere meglio i meccanismi dell’osteosarcoma, a valutare nuovi farmaci e nuove strategie terapeutiche, selezionando le più promettenti ad aprire la strada a futuri approcci di medicina di precisione.
La borsa di studio post-doc, della durata di due anni, permette di articolare il progetto in diverse fasi, dalla messa a punto del modello sperimentale, alla caratterizzazione biologica e strutturale del tumore, fino allo screening farmacologico.
La ricerca avviene sotto la supervisione del professor Emil Malucelli, docente di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica all’Università di Bologna, e si inserisce in una rete di collaborazioni nazionali e internazionali che coinvolge centri di ricerca e infrastrutture di eccellenza.
Ufficio Stampa
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Via Zamboni 33 – 40126 Bologna
