(AGENPARL) - Roma, 5 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 February 2026 Comunicato stampa
FRUITLOGISTICA, ORTOFRUTTA EUROPEA A RISCHIO. DREI: “NON È PIÙ SOLO UNA QUESTIONE DI RECIPROCITÀ”
La produzione nazionale di ortofrutta tende a diminuire. Secondo il Presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei, le norme sui fitofarmaci creano doppi standard e penalizzano le aziende europee.
Senza una revisione urgente delle regole l’Europa mette a rischio la produzione agricola
5 febbraio 2026 – Dieci anni fa l’Italia vantava un potenziale produttivo nazionale di 26 milioni di tonnellate di ortofrutta, oggi ne produciamo circa 24,7 milioni, con colture come pere, kiwi e pesche e nettarine che hanno registrato i cali più significativi. Nel 2015 l’Italia produceva 1,4 milioni di tonnellate di pesche e nettarine, nel 2025 la produzione si attesta sulle 884.000 tonnellate. Una fotografia che fa lanciare al presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei una provocazione sulla tenuta del comparto produttivo nazionale ed europeo. “Presto la questione su cui dibattere – spiega Drei al margine della Fruitlogistica in corso a Berlino – non sarà più la reciprocità nei metodi produttivi tra l’Europa e il resto del mondo, ma se noi europei saremo ancora in grado di produrre”.
“In queste settimane in cui si è tanto parlato di accordi commerciali – spiega Drei – uno dei temi più caldi è stato quello della reciprocità”. La questione è nota: ad oggi la frutta coltivata e lavorata in un paese come il Brasile con prodotti fitosanitari vietati in Europa può ottenere il via libera ad entrare nel mercato comunitario, mentre per gli agricoltori europei rimane il divieto di utilizzo di determinati fitofarmaci. È la riprova del fatto che secondo il Presidente, “dalla Commissione Europea stiano arrivando risposte ancora poco incisive alle esigenze del mondo produttivo: non registriamo al momento una reale discontinuità nella attuazione di scelte politiche green messe a punto nella passata legislatura. La Commissione non tiene conto di un contesto che è radicalmente cambiato: i produttori europei utilizzano oggi, ad esempio, tecniche molto più avanzate rispetto a prima e anche i mezzi tecnici sono stati via sostituiti da quelli più rispettosi dell’ambiente”.
A fronte di tali cambiamenti, spiega Drei – “la normativa che regola l’approvazione e immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari andrebbe al più presto revisionata se davvero l’Europa intende sanare il problema dei doppi standard, ovvero l’apertura ai prodotti coltivati con residui di pesticidi vietati in Ue da un lato e la progressiva limitazione nel perimetro comunitario del numero di molecole autorizzate. Una limitazione che genera effetti distorsivi sulla concorrenza e sta creando danni qualitativi e quantitativi inaccettabili per le nostre aziende”. La nostra organizzazione – spiega Drei – “sta portando avanti da oltre un anno un’azione di lobbying per ottenere dall’Europa una rivisitazione delle attuali procedure e dei criteri di valutazione che disciplinano l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari (Regolamento 1107/2009)”. L’obiettivo è “di scongiurare le perdite di ulteriori colture e filiere, conservando nel contempo un alto profilo di garanzia per la salute di consumatori ed operatori”.
Tra le possibili aree di miglioramento, è fondamentale inserire anche una valutazione solida ed articolata sull’impatto economico che si genera quando vengono revocate determinate molecole. Andrebbe inoltre valutata non tanto la tossicità di una singola molecola, quanto piuttosto il rischio che è connesso al suo utilizzo, che oggi è limitato rispetto a un tempo, per via della notevole evoluzione nelle nuove tecnologie: l’utilizzo delle novità tecniche e dei moderni sistemi di applicazione mitigano infatti i rischi connessi all’uso delle molecole. L’altra priorità, infine, è riuscire ad ottenere da Bruxelles una armonizzazione delle regole attraverso processi autorizzativi e ri-autorizzativi con un mutuo riconoscimento automatico a livello europeo o zonale e ciò deve valere per tutti i prodotti fitosanitari. Anche in materia di usi eccezionali, se uno Stato membro autorizza l’uso eccezionale di una sostanza, tale uso deve essere esteso, alle medesime condizioni, almeno agli altri paesi della medesima zona. Nel provvedimento diffuso dalla Commissione lo scorso dicembre, il cosiddetto “Omnibus”, sono state incluse alcune prime proposte di modifiche del Regolamento 1107, che – conclude il presidente di Fedagripesca Confcooperative – “se da un lato rappresentano una prima apertura della Commissione, non sono a nostro avviso ancora sufficienti per fronteggiare le sempre più gravi emergenze fitosanitarie”. Tra le modifiche proposte, c’è stata l’introduzione dei biofarmaci, dei quali però “andrebbe valutata la sostenibilità economica in termini di efficacia”, conclude Drei.
Alina Fiordellisi
CONFCOOPERATIVE
Ufficio stampa
Via Torino 146
00184 ROMA
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