(AGENPARL) - Roma, 4 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Wed 04 February 2026 Quarta edizione del “Dovere della parola” evento organizzato dal Comune di Livorno
Venerdì 6 febbraio alle ore 11
Sala del Consiglio Comunale – Palazzo Comunale
Livorno, 4 febbraio 2026 – Venerdì 6 febbraio si terrà nella Sala del Consiglio Comunale la quarta edizione dell’evento “Il dovere della parola”, che rientra nelle manifestazioni legate al Giorno della Memoria.
Saranno presenti il sindaco Luca Salvetti, Catia Sonetti (Istoreco) e Marta Baiardi studiosa della Shoah e delle tematiche relative alla trasmissione della memoria.
Marta Baiardi, che collabora come ricercatrice all’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea, ha pubblicato numerosi contributi, specificamente sulle persecuzioni antiebraiche a Firenze (nell’ambito di una ricerca coordinata da Enzo Collotti), sulla memorialistica, sulla deportazione delle donne. Ha curato, insieme ad Alberto Cavaglion, “Dopo i testimoni. Memorie, storiografie e narrazioni della deportazione razziale” (2014). Ha inoltre pubblicato il volume “Le tavole del ricordo” che è stato oggetto dell’intervento dell’edizione 2025 de “Il dovere della parola”.
La dottoressa Baiardi quest’anno parlerà di:
La voce delle donne deportate: vicende, testi, biografie
“A più di ottant’anni dalle deportazioni razziali e politiche nei Lager nazisti, pare significativo ricordare un aspetto specifico di quella funesta vicenda: le donne (e i bambini) che quella esperienza vissero e patirono. Anche quando il nazismo era già palesemente destinato a perdere la guerra, non dismise tuttavia fino all’ultimo la presa feroce sulle popolazioni dell’Europa occupata, sostenuto dai governi collaborazionisti. In Italia operò in questo senso la Repubblica Sociale Italiana, che dopo l’8 settembre aiutò efficacemente i tedeschi occupanti nell’opera criminale delle deportazioni dal nostro Paese. Le donne ebree, le donne rom e sinte (con i loro figli), e le donne ‘nemiche del Reich? entrarono nel sistema concentrazionario e di sterminio nazista in condizioni di piena parità con gli uomini. Disumanizzazione e sterminio valsero per tutti e tutte, ovvero donne e uomini soffrirono nella stessa misura. Ma oggi la storiografia più avvertita riconosce una specificità all’esperienza femminile nei Lager che va descritta e considerata. Intenderei dunque soffermarmi sinteticamente sui caratteri generali della deportazione femminile, per poi illuminare in particolare alcune figure significative: Liana Millu, Liliana Segre, Lidia Beccaria Rolfi”.
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