(AGENPARL) - Roma, 30 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Fri 30 January 2026 “Giustizia e Pace in Terra Santa”: si avvicina l’incontro del cardinale Pizzaballa ad Arezzo
Presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa l’atteso evento del 14 febbraio promosso dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, da Rondine Cittadella della Pace e dalla Caritas diocesana: dalla visita alla Cittadella della Pace, ai temi della lectio magistralis nella basilica di San Francesco
Arezzo, 30 gennaio 2026 – Arezzo si prepara ad accogliere il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che offrirà la sua lectio magistralis alla cittadinanza nell’ambito dell’incontro pubblico “Giustizia e Pace in Terra Santa”. L’evento promosso dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, da Rondine Cittadella della Pace e dalla Caritas diocesana si terrà sabato 14 febbraio alle ore 15.30 nella basilica di San Francesco. L’evento è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso il Palazzo Vescovile di Arezzo.
«Si tratterà di un pomeriggio di vero dialogo dedicato a una terra martoriata e colpita da una spirale di violenza che a volte pare difficile spezzare, un momento che appartiene a tutta la cittadinanza – dice il mons. Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro -. Vogliamo ringraziare il Comune di Arezzo, che ha conferito il patrocinio a questa iniziativa, permettendo una migliore garanzia di partecipazione da parte della gente. Stiamo anche lavorando, come diocesi, a un pellegrinaggio in Terra Santa, una delle forme più concrete di aiuto, specialmente per i cristiani, duramente colpiti anche economicamente dal calo dei pellegrini. Speriamo di poter concretizzarlo già nel 2026, magari in autunno, con un’attenzione speciale per i giovani. È importante far sentire la nostra vicinanza ai cristiani di Terra Santa, particolarmente colpiti dal conflitto, anche con azioni concrete. Per questo, inizialmente con i Medici Cattolici e con la Pastorale della salute e adesso estendendo l’iniziativa a tutta la diocesi, abbiamo attivato una raccolta di farmaci per i bambini di Gaza perché possa essere ricostruita secondo logiche ecclesiali, andando incontro alle necessità della gente e non agli interessi finanziari. Doneremo il frutto di questa raccolta direttamente nelle mani del cardinale, finora abbiamo già raccolto 12.000 euro, ma con l’aiuto di tutti, si può fare di più (maggiori dettagli nel sito della diocesi)».
L’incontro si configura come un momento di grande rilievo ecclesiale, culturale e civile, pensato per offrire strumenti di comprensione sull’attuale situazione in Terra Santa, sulla condizione delle comunità cristiane e sulle possibili vie per una pace autentica, fondata sulla giustizia, sul dialogo e sulla ricostruzione delle relazioni di fiducia.
«Siamo onorati di poter ospitare il direttore di Caritas Italiana don Marco Pagniello che ci illustrerà un aspetto sul quale si riflette troppo poco: la dimensione educativa della pace, che è fondamentale per una società più fraterna – aggiunge don Fabrizio Vantini, direttore Caritas diocesana -. Le guerre sono grandi macchine di distruzione e povertà, per questo la nostra missione di Caritas è anche quella di collaborare per costruire la pace».
Il convegno sarà preceduto da una visita privata del Patriarca a Rondine Cittadella della Pace, durante la quale il cardinale potrà conoscere da vicino l’esperienza della Cittadella e incontrare i giovani provenienti da popoli in conflitto che scelgono di convivere insieme, trasformando il dolore vissuto in un cammino di riconciliazione e di pace. Un incontro significativo che rafforza un legame profondo e duraturo.
Ha dichiarato Luca Roti, Membro del CDA di Rondine Cittadella della Pace con delega alle Relazioni Internazionali: «Accogliere il cardinale Pizzaballa a Rondine è per noi un grande onore e una gioia, oltre che un segno di continuità e di profonda sintonia. Il suo lungo vissuto in Terra Santa e la sua costante cura delle relazioni umane in una terra lacerata dal conflitto armato è da sempre per Rondine un’ispirazione e incoraggiamento a continuare il nostro percorso che mette al centro i giovani attraverso l’ascolto, la condivisione del dolore, credendo fermamente nella possibilità di ricostruire legami tra le persone anche nei contesti così profondamente segnati dalla guerra. Un incontro che ci chiama tutti alla responsabilità e all’impegno quotidiano nella comune nella costruzione della pace».
