(AGENPARL) - Roma, 29 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 29 January 2026 *Foligno, il “San Giovanni Battista” compie venti anni: quando un presidio
ospedaliero cambia il modo di curare *(AUN) – Foligno, 29 gennaio 2026 –
Vent’anni possono sembrare un tempo breve per misurare l’impatto di una
struttura sanitaria. Eppure, a due decenni dall’apertura del nuovo ospedale
“San Giovanni Battista”, Foligno può rivendicare qualcosa di più di un
semplice anniversario: un’esperienza che ha inciso profondamente sul modo
di pensare e organizzare l’assistenza ospedaliera in Umbria.
Il 2006 ha segnato per la città e per la comunità una svolta.
L’abbandono della sede storica nel centro cittadino non ha rappresentato
soltanto un cambio di indirizzo, ma l’avvio di una trasformazione
culturale. Il nuovo ospedale è nato infatti con l’ambizione di superare
l’assetto tradizionale per reparti, puntando su un’organizzazione capace di
adattarsi ai bisogni reali dei pazienti.
“Una scommessa vinta” – ha dichiarato la Presidente della Regione Umbria
Stefania Proietti intervenuta alla cerimonia di celebrazione del Ventennale
del presidio ospedaliero di Foligno, promossa dall’Azienda Usl Umbria 2 e
tenuta in una sala Alesini gremita in ogni ordine di posti.
“Oggi – ha aggiunto – l’ospedale di Foligno si colloca all’interno della
rete ospedaliera umbra con un ruolo da protagonista in coerenza con il
Piano sociosanitario. È riconosciuto come polo ospedaliero fondamentale nel
sistema sanitario regionale e punto di riferimento per la gestione iniziale
delle emergenze tempo-dipendenti e delle patologie acute e croniche a media
e bassa complessità. Un ruolo che va consolidato e rafforzato insieme ad un
piano di assunzione con l’ingresso di nuovi professionisti e la copertura
di ruoli chiave oggi vacanti quali la direzione della struttura complessa
di Ostetricia e Ginecologia. Gli investimenti in tecnologie e innovazione,
insieme all’integrazione ospedale territorio, qualificheranno ulteriormente
la risposta ai cittadini”.
A tal proposito la Presidente, anche in questa occasione, ha confermato
l’impegno della Regione Umbria a realizzare anche a Foligno la Casa della
Comunità, “un punto di accesso unico – ha spiegato – per l’assistenza
sanitaria, sociosanitaria e sociale di prossimità. Il suo ruolo è integrare
medici, infermieri e assistenti sociali per gestire la cronicità, prevenire
malattie e ridurre l’affollamento negli ospedali, offrendo cure
personalizzate”.
“La prospettiva dei prossimi anni – ha spiegato la Presidente Proietti –
guarda al digitale e alle nuove tecnologie quali la telemedicina,
l’integrazione dei dati e la sperimentazione responsabile dell’intelligenza
artificiale come supporto alle decisioni cliniche. Tecnologie pensate non
per sostituire il professionista, ma per rafforzarne il ruolo”.
“La direzione è chiara e tracciata: continuare a tenere insieme innovazione
e centralità della persona, perché il futuro della sanità – ha concluso
Stefania Proietti – passa dalla capacità di curare meglio, senza perdere
l’umanità”.
Alla celebrazione sono intervenute numerose personalità che a vari
livelli hanno consentito la nascita del “San Giovanni Battista”. Da Maria
Rita Lorenzetti, presidente della Giunta Regionale dal 2000 al 2010, al
management che ha gestito il passaggio dalla sede storica al complesso di
via Arcamone fino al personale di allora che ha contribuito alla crescita
delle attività ospedaliere.
“In un contesto nazionale ancora fortemente ancorato alla divisione per
discipline – è stato ricordato nel corso della cerimonia – Foligno ha
scelto una strada diversa, diventando uno dei primi siti pilota del modello
per intensità di cura. Un’impostazione che ribaltava la logica classica del
ricovero: non più il paziente che si sposta tra reparti, ma un sistema che
si organizza attorno alla gravità clinica e alla complessità assistenziale”.
A questa visione si è affiancato un forte investimento tecnologico. Dalla
PET-TC, tra le prime attivate nel Centro Italia, alla telecardiologia, fino
alla progressiva digitalizzazione dei processi clinici e organizzativi, il
nosocomio ha puntato su strumenti in grado di migliorare diagnosi,
efficienza e sicurezza delle cure.
La presa in carico più continua e personalizzata, la necessaria
collaborazione strutturata tra professionisti e specialità, l’idea dei
“reparti aperti” e di una rianimazione pensata non come spazio chiuso, sono
scelte ancora oggi attuali di un presidio profondamente legato alla città
come confermato anche dall’adesione delle massime autorità civili, militari
religiose, ma anche di tanti cittadini e rappresentanti delle associazioni
alla giornata promossa dall’Azienda Usl Umbria 2.
Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini
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