(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 28 January 2026 INFORMAZIONE ISTITUZIONALE
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Ufficio Stampa
TS 28/1/2026
OPERAZIONE BATISCAFO TRIESTE: A 66 ANNI DALLA
STORICA DISCESA NELL’ABISSO CHALLANGER – NELLA FOSSA
DELLE MARIANNE – IL TRAILER DEL FILM È DISPONIBILE SUL
CANALE YOUTUBE DEL COMUNE DI TRIESTE
Online il trailer della produzione cinematografica che racconta una storia di
scienza, audacia e visione pionieristica. Una sfida nata per un futuro di pace
nel tempo della Guerra Fredda, ricostruita per il grande schermo attraverso le
voci dei protagonisti, con molte immagini d’archivio, nell’ambito del Progetto
Batiscafo Trieste. Commissionato dal Comune di Trieste, scritto e diretto da
Massimiliano Finazzer Flory, il film sarà presentato in anteprima all’inizio di
marzo al Cinema Ariston di Trieste e viaggerà poi – sulle tracce del Batiscafo –
a Napoli, Roma, Milano e negli Stati Uniti, dove sarà proiettato a fine marzo, a
Washington e New York.
Il 23 gennaio 1960, sessantasei anni fa, il Batiscafo Trieste si immergeva
nelle acque al largo dell’isola di Guam, nell’oceano Pacifico: cinque ore dopo
avrebbe raggiunto, per la prima volta nella storia dell’umanità, il punto più
profondo della crosta terrestre, il cosiddetto abisso Challenger nella fossa
delle Marianne.
A bordo del Batiscafo c’erano gli esploratori Jacques Piccard e Don Walsh,
che diventarono i primi uomini a spingersi a quelle profondità. Procedendo a
una velocità tra 1 e 2 metri al secondo, il Trieste si avventurò pian piano negli
abissi e dopo cinque ore e mezza di immersione, toccò il fondo del Challenger,
a quasi 11mila metri di profondità.
Una macchina fotografica installata nella cabina dal Time ritrasse Walsh e
Piccard nella fotografia scattata alla quota più profonda di ogni tempo.
Quell’impresa diventa oggi un film, «Operazione Batiscafo Trieste», la
produzione cinematografica commissionata dal Comune di Trieste, scritta e
diretta da Massimiliano Finazzer Flory, prodotta da Movie&Theater in
collaborazione con Rai Cinema e Armundia. Prodromo del film, nel corso del
2025, è stata la ricostruzione del Batiscafo Trieste in scala reale 1:1, affidata
alla perizia di M23 Srl, azienda di rilievo internazionale nel settore dei
sommergibili avanzati e delle camere iperbariche, partner di Marine e Forze
Speciali in tutto il mondo. Rolex ha supportato l’iniziativa e resa disponibile una
copia dell’orologio che accompagnò l’impresa nella Fossa delle Marianne nel
1960. Hanno sostenuto il progetto la Regione Autonoma Friuli Venezia
Giulia, la Fondazione CRTrieste, Trieste Trasporti e il Convention Visit
Bureau, partner Mare Nordest, consulente storico Enrico Halupca.
L’originale Batiscafo è tuttora conservato a Washington, al National Museum
of the U.S. Navy.
Nel sessantaseiesimo anniversario dall’impresa più rilevante del Batiscafo
Trieste, il trailer del film è disponibile per tutti sul canale youtube del Comune
di Trieste (https://youtu.be/gFxh238gaDo) e sul sito del
Amico personale di Auguste e Jacques Piccard, fu lo stesso Diego de
Henriquez a incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la
realizzazione del Batiscafo, negli anni dalla Guerra Fredda. Ed è nel Museo a lui
dedicato che il Batiscafo troverà, nel corso del 2026, una collocazione definitiva
ed emblematica: perché fu proprio de Henriquez a intuire e coltivare il valore
pacifista e scientifico di quell’impresa.
Operazione Batiscafo Trieste offre un racconto poetico che intreccia
immagini e memoria, per restituire la tensione epica dell’impresa e l’emozione
di veder risorgere un gigante degli abissi. Anche le fasi della rinascita dell’unità
sommergibile sono parte del film: dalla minuziosa lavorazione dei pezzi nei
capannoni bergamaschi della M23, alle mani sapienti che ne hanno ricostruito
le linee, fino all’atteso viaggio verso il mare e la città che gli diede i natali. Non
un semplice diario “tecnico”: le telecamere hanno registrato non solo bulloni e
lamiere, ma anche lo spirito di chi ha voluto restituire al presente il sogno dei
Piccard e di Diego de Henriquez.
Un’esperienza estetica e civile, quindi: la possibilità di guardare negli occhi
l’impresa del Trieste, attraverso la lente del cinema, e sentirne vibrare, in un
tempo in cui tornano inquietanti eco di guerra, il messaggio di coraggio,
conoscenza e pace.
Nel trailer che anticipa il film, parlano, fra gli altri: Bertrand Piccard e Kelly
Walsh, figli di Jacques Piccard e Don Walsh che pilotarono il Trieste
nell’immersione fino al punto più profondo del pianeta, ovvero a 10.916 metri;
e ancora Julie Kowalsky, direttrice del National Museum of the United States
Navy, il promotore del progetto Giorgio Rossi, assessore alle Politiche della
Cultura e Turismo del Comune di Trieste, l’AD di M23 Bruno Peracchi che ha
coordinato la ricostruzione del Batiscafo, il giornalista e scrittore Antonio
Ferrara, l’archivista delle acciaierie Terni Valeria Sabbatucci, lo storico Enrico
Halupca, il perito navale Cosimo Cosenza.
“Quella del Batiscafo Trieste è una storia straordinaria per la città”, osserva
l’assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Giorgio Rossi.
“Nel 2025 abbiamo voluto riportare a casa il “Trieste”. Nel corso del 2026
verrà inaugurata la nuova collocazione del Batiscafo nel Museo dedicato a
Diego de Henriquez, onorando così la sua memoria e l’impegno che il
collezionista aveva dispiegato per quell’impresa di scienza e pace, negli anni
convulsi della Guerra Fredda che parlano oggi al nostro tempo. Il film, che
abbiamo voluto prevedere ad integrazione del progetto, prefigura questo
passaggio con la forza di immagini spettacolari e attraverso testimonianze
importanti: ogni grande impresa, per restare viva, ha bisogno di essere
