(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2026Preg.mo Direttore,
Le invio una mia personalissima riflessione, accompagnata da alcune domande che credo molti cittadini comuni — quelli che desiderano informarsi e vorrebbero essere informati non da “tifoserie”, ma da una stampa davvero super partes ed equidistante — si pongano quotidianamente.
Alla ricerca della verità: chi vince e chi convince
Chi è dotato di una naturale (quasi normale) capacità critica e non è ideologicamente schierato, ma cerca semplicemente “la verità” attraverso i media — e in particolare la stampa — incontra oggi enormi difficoltà nel compiere una sintesi razionale dei fatti e degli eventi che accadono intorno a noi.
Ci imbattiamo, come di consueto, in due visioni contrapposte e divergenti.
I fatti, gli eventi, gli accadimenti vengono letti con occhi diversi; le argomentazioni addotte a sostegno delle rispettive tesi generano interpretazioni tra loro inconciliabili. Potenti campagne di disinformazione, provenienti da entrambe le parti, producono narrazioni distorte, talvolta smentite, che tuttavia alimentano le “tifoserie” alla ricerca di una propria, assoluta verità.
In questo contesto, l’analisi critica delle fonti dovrebbe essere cruciale per giungere a una sintesi obiettiva e super partes. Eppure, le tesi rimangono sempre opposte, sempre in conflitto.
Nel conflitto russo-ucraino: è colpevole l’Occidente guerrafondaio o il pacifico e silente Putin?
Nel conflitto israelo-palestinese: le responsabilità sono del genocida Netanyahu o dei terroristi di Hamas che utilizzano il popolo palestinese come scudi umani?
Nella recente operazione speciale promossa da Trump: ha fatto bene a “liberare” il Venezuela dal tiranno Maduro o si tratta di una palese violazione del diritto internazionale?
Guardando all’interno dei nostri confini: l’ultima manovra finanziaria di fine anno è funzionale o fallimentare, come sostiene l’“illuminata” opposizione?
Sul conflitto russo-ucraino, la Russia denuncia minacce e definisce le proprie azioni come difensive; l’Ucraina parla di aggressione illegale e brutale, denuncia crimini di guerra (Bucha, Mariupol) e rivendica la necessità di difendere la democrazia grazie alla resilienza del proprio popolo.
Sul conflitto israelo-palestinese, entrambi gli attori rivendicano il diritto a una terra considerata patria storica. La soluzione dei due Stati, autonomi e indipendenti, con garanzie di sicurezza per entrambi i popoli, appare l’unica via possibile.
Perché allora non si riesce ad adottarla? Per colpa di Israele o della Palestina? E quale ruolo gioca la comunità internazionale? Questo traguardo sarà mai raggiunto, e quando?
Sulla recente operazione “Absolute Resolve”, condotta il 3 gennaio 2026 dalle forze armate statunitensi in Venezuela: circa 150 aerei avrebbero effettuato bombardamenti per coprire l’atterraggio di elicotteri a Caracas con l’obiettivo di catturare il presidente Maduro e sua moglie. Il bilancio sarebbe di circa 80 morti tra militari e civili venezuelani e cubani.
Qual è il significato geopolitico del bombardamento di Caracas e del sequestro di Maduro?
Riguarda anche Iran, Russia e Cina? È un monito rivolto a Teheran, a Putin e a Pechino?
Il giudizio, forse, spetterà al futuro.
Sulla manovra finanziaria di fine anno, le interpretazioni restano ancora una volta diametralmente opposte:
– la sinistra la critica aspramente, sostenendo che favorisca i grandi interessi economici, penalizzi il tessuto sociale e i servizi essenziali, riduca risorse a sanità, scuola e pensioni, tagli diritti e privilegi spese come il Ponte sullo Stretto e le armi, aumentando le diseguaglianze fiscali;
– il centrodestra la difende come un atto di responsabilità, capace di coniugare crescita economica e sostegno sociale, evidenziando la riduzione delle tasse (IRPEF e IRAP), il supporto a famiglie e imprese e la proroga dei bonus edilizi.
Il ministro Giorgetti parla di una manovra prudente (circa 22 miliardi), non austera e incisiva sui temi sociali ed economici.
Cottarelli osserva che garantisce stabilità nel breve periodo, ma manca di una visione per la crescita futura.
Ancora una volta, due letture opposte su temi centrali per il Paese.
Come può un cittadino avere la certezza che la valutazione più corretta sia quella di una parte piuttosto che dell’altra?
Quali sono gli ostacoli che impediscono scelte chiare?
Paura di conseguenze ignote? Mancanza di informazioni complete, esaustive e soprattutto veritiere?
Qual è la tesi corretta?
Chi vince? Chi convince?
“Essere o non essere”: il dubbio amletico come metafora di un dilemma irrisolvibile e di una scelta angosciosa. L’invidia verso chi possiede certezze assolute è grande.
La sintesi auspicata in premessa dovrebbe condurre a una conclusione unitaria, frutto di un’analisi equidistante e onesta. Ma forse l’unica analisi oggi possibile è una sorta di “trattamento psicoanalitico” per chi vorrebbe semplicemente capire.
E la baraonda continua.
Cordialmente,
Ferdinando Guarnieri
