(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 28 January 2026 APPROVATO DDL CNEL SULLO SPORT COME CURA
Approvato dal CNEL, nella seduta che si è svolta questa mattina a Villa Lubin, un Disegno di legge sullo ‘Sport come Cura’, che nasce dall’esigenza di riconoscere allo sport un ruolo strutturato, scientificamente fondato e normativamente definito quale strumento di cura, prevenzione e promozione della salute. L’impiego dell’attività motoria e sportiva in chiave terapeutica costituisce un ambito complesso che richiede definizioni condivise ed uniformi, un elevato livello di competenza professionale e un approccio multidisciplinare fondato su evidenze scientifiche e su protocolli metodologici controllati. L’obiettivo generale è la costruzione di un sistema integrato e sostenibile in cui lo sport assuma pienamente la funzione di “cura attiva”, accanto e in complementarità alle tradizionali forme di intervento sanitario. “Si tratta di un intervento normativo – ha dichiarato il consigliere CNEL Emilio Minunzio, relatore del provvedimento – che metterà finalmente ordine tra le competenze professionali necessarie per l’impiego dello sport in ambito sociosanitario. La linea di demarcazione tra sport e ambito sanitario necessita di una chiara definizione a tutela dell’utenza”.
L’ATTIVITÀ FISICA E SPORTIVA QUALE STRUMENTO DI PREVENZIONE, INCLUSIONE E SALUTE
Il Disegno di legge “Disposizioni in materia di promozione dell’attività fisica e sportiva quale strumento di prevenzione, inclusione e salute” si propone di istituire un quadro normativo organico, per disciplinare l’impiego dell’attività fisica e sportiva ai fini preventivi, terapeutici ed inclusivi, garantendo l’appropriatezza degli interventi, la qualificazione delle professionalità coinvolte e l’integrazione tra sistema sanitario, sociale, scolastico e sportivo. Tre le linee di intervento individuate. La prima è indirizzata a garantire un sistema strutturato di monitoraggio e valutazione degli interventi di attività fisica e sportiva, finalizzato alla misurazione dell’impatto in termini di salute pubblica, inclusione sociale e sostenibilità economica, nonché all’individuazione di criticità e buone pratiche utili a orientare la programmazione delle politiche pubbliche. La seconda direttrice concerne la definizione dei contesti idonei all’erogazione dei programmi e del relativo quadro regolatorio, mediante l’individuazione dei requisiti strutturali, organizzativi e professionali delle sedi accreditate, in raccordo con la normativa sanitaria e sportiva vigente e nel rispetto delle competenze regionali. La terza direttrice attiene alla qualificazione delle figure professionali coinvolte e alla disciplina dei percorsi formativi e di aggiornamento, al fine di garantire competenze specifiche e un’effettiva integrazione operativa tra area sanitaria, area motoria e area sportiva, secondo un modello multidisciplinare orientato alla sicurezza e all’appropriatezza dell’intervento.
Ufficio Stampa
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