(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2026(AGENPARL) – Wed 28 January 2026 *Dimensionamento scolastico in Umbria, Barcaioli: “Il Governo decide di
continuare la politica dei tagli e svende la scuola pubblica” *(AUN) –
Perugia, 28 gennaio 2026 – A seguito della comunicazione dell’Ufficio
scolastico regionale per l’Umbria sul dimensionamento scolastico che
riguarda le direzioni didattiche di Città di Castello e Gubbio, l’assessore
all’Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, esprime una netta
contrarietà riguardo la decisione assunta dal Governo Meloni. “Il Ministro
Valditara ha scelto di andare avanti senza ascoltare la Regione –
sottolinea Barcaioli – colpendo la scuola pubblica nel suo insieme e
riducendola a una variabile di bilancio. È una scelta che penalizza
studentesse, studenti, famiglie e tutto il personale scolastico, dai
docenti al personale Ata”.
Secondo l’assessore a pesare è anche l’assenza di una difesa unitaria
degli interessi regionali: “In questa vicenda – dice – alcune forze hanno
preferito tutelare il proprio orticello, rinunciando a una visione
complessiva della scuola in Umbria. Così la nostra scuola è stata
sacrificata a equilibri e rapporti politici”.
Le ricadute sono evidenti anche sul piano organizzativo. “Il risultato
– prosegue l’assessore – è un dimensionamento deciso all’ultimo momento,
che a Città di Castello porta alla nascita di due istituti comprensivi tra
i più grandi dell’Umbria. Noi intanto aspettiamo l’esito del ricorso del
Presidente della Repubblica, che potrebbe avere effetti sulle decisioni
assunte”.
“Auspico che questo atto rappresenti l’ultimo passaggio di un triennio
segnato da tagli continui alla scuola tutta – prosegue Barcaioli – Una
stagione che ha indebolito il sistema scolastico e che deve terminare per
lasciare spazio a una progettazione diversa, capace di accompagnare
studentesse e studenti verso competenze aggiornate, digitali e orientate al
futuro, tutelando al tempo stesso il lavoro di chi opera ogni giorno nella
scuola”.
Barcaioli indica infine le priorità urgenti: “È necessario intervenire
sul numero di studenti per classe, affrontare la precarietà del personale,
contrastare lo spopolamento delle aree interne e avviare una progettazione
condivisa della scuola del 2030. L’Umbria, insieme a Emilia-Romagna,
Toscana e Sardegna, sottoposte al commissariamento, chiede un sistema
scolastico stabile, sostenibile e vicino ai bisogni dei territori”.
“La scuola non può continuare a essere trattata come uno strumento di
