(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2026(AGENPARL) – Wed 28 January 2026 Salvaguardato modello Fvg fondato sui primi cittadini
Udine, 28 gennaio – “La Regione ha intrapreso una strada
complessa per trovare una sintesi normativa che salvaguardasse il
ruolo di sindaci e volontari nel sistema di Protezione civile.
Siamo soddisfatti del risultato ottenuto, che ora ? legge
cogente. Nessun passaggio di questo percorso era scontato: vi
erano posizioni anche molto diverse, che sono state ricomposte in
una norma che rispetta il ruolo di tutti e garantisce
l’efficienza del nostro modello regionale”.
Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile
Riccardo Riccardi intervenendo alla Consulta plenaria dei
Coordinatori dei gruppi comunali e dei presidenti delle
associazioni di volontariato di Protezione civile che si ?
riunita ieri sera nell’auditorium della Regione a Udine.
Riccardi, affiancato dal direttore della Pc regionale Amedeo
Aristei, ha ricostruito il lavoro portato avanti dalla Regione,
che ha trovato un punto di sintesi nel decreto legge 159 del
2025, convertito nella legge 198 del 2025. Il provvedimento ha
introdotto nel Decreto legislativo 81/2008 il nuovo articolo
3-bis, che definisce in modo puntuale i soggetti coinvolti e i
limiti delle responsabilit?.
In base alla nuova disciplina, il volontario di Protezione civile
? equiparato al lavoratore esclusivamente per quanto riguarda
formazione, informazione, addestramento, sorveglianza sanitaria e
dotazione dei dispositivi di protezione individuale. Il
volontario ? responsabile della propria sicurezza e di quella
altrui nei limiti della formazione ricevuta e delle istruzioni
impartite, mentre il rappresentante legale dell’organizzazione ?
tenuto a garantire il rispetto di tali obblighi. Viene inoltre
chiarito che le sedi delle organizzazioni di Protezione civile e
i luoghi di intervento, formazione ed esercitazione non sono
considerati luoghi di lavoro, salvo i casi in cui vi si svolga
un’attivit? lavorativa in senso proprio.
“? stato un percorso pi? complesso di quanto immaginassi
inizialmente – ha aggiunto Riccardi – ma il risultato ? frutto di
un lavoro corale: della struttura tecnica regionale, della forza
politica del presidente Fedriga, del Governo e del Parlamento. ?
uno dei presupposti fondamentali perch? questa esperienza possa
continuare a produrre il bene che ha sempre garantito alle nostre
comunit?. Oggi possiamo affermare che i nostri volontari sono
fuori dal perimetro applicativo del Decreto legislativo 81 in
materia di sicurezza sul lavoro. ? un riconoscimento importante
della specificit? e del valore del modello del Friuli Venezia
Giulia”.
Un elemento centrale della riforma riguarda anche il superamento
del precedente regime sanzionatorio penale, ritenuto non coerente
con la natura del volontariato. “La legge di conversione ha
escluso l’applicazione delle sanzioni penali previste dal Decreto
81 – ha spiegato l’assessore – introducendo un sistema di
sanzioni interdittive e amministrative pi? proporzionato”.
Nel dettaglio, per i rappresentanti legali delle organizzazioni
di Protezione civile ? prevista l’interdizione dalle attivit? in
caso di violazione degli obblighi fondamentali in materia di
formazione, dispositivi di protezione individuale e sorveglianza
sanitaria; quando tale ruolo coincide con quello del sindaco,
l’interdizione ? sostituita da una sanzione amministrativa
pecuniaria. Per i volontari, anche con funzioni di coordinamento,
? invece prevista l’interdizione temporanea dalle attivit? in
caso di violazione dei propri obblighi in materia di sicurezza.
Nel corso della serata ? stato illustrato anche il rafforzamento
del modello formativo regionale, oggi pi? strutturato e
qualificato. Il sistema di Protezione civile del Friuli Venezia
Giulia ha gi? formato 4mila nuovi volontari e pu? ora contare
anche sul nuovo centro di formazione nella sede di Palmanova, una
struttura in grado di accogliere fino a 50 allievi, dotata di
area mensa e foresteria, che consente lo svolgimento dei corsi
anche nei fine settimana.
“L’uscita dal perimetro della 81 non significa abbassare il
livello di attenzione o ridurre le responsabilit? – ha concluso
Riccardi -. Al contrario, la formazione, l’addestramento e l’uso
corretto dei dispositivi di protezione individuale restano
centrali. I volontari che abbiamo formato sono persone con
competenze elevate, veri professionisti della Protezione civile,
pronti a intervenire su scenari sempre pi? complessi e diversi
tra loro. La strutturazione del lavoro fatta in questi anni
valorizza queste competenze e ci permette di affrontare eventi
che vanno ben oltre l’emergenza meteorologica, come abbiamo
imparato anche durante la pandemia”.
ARC/SSA/gg
280955 GEN 26
