(AGENPARL) - Roma, 27 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 27 January 2026 I farmaci per la gotta riducono il rischio di infarto e ictus: risultati di un nuovo studio
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Uno studio ha evidenziato che i farmaci utilizzati per il trattamento della gotta sono associati a una riduzione del rischio di infarto miocardico e ictus nei pazienti affetti da gotta.
Lo studio, pubblicato su JAMA Internal Medicine, dimostra che il trattamento della gotta secondo un approccio “treat-to-target”, finalizzato al raggiungimento di specifici livelli di urato sierico, è associato non solo a un miglior controllo della malattia, ma anche a una riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori. La ricerca è stata condotta dal Dott. Edoardo Cipolletta durante il Corso di Dottorato di Ricerca in Human Health all’Università Politecnica delle Marche, in un periodo di attività di 12 mesi all’Università di Nottingham sotto la supervisione del Professor Abhishek, e in collaborazione con ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine (Regno Unito) e dell’Università di Göteborg (Svezia).
La gotta è una forma frequente di artrite caratterizzata da elevati livelli di urato sierico e dalla deposizione di cristalli di urato monosodico a livello articolare e periarticolare, con conseguenti episodi di artrite acuta. Nel Regno Unito e nell’Unione Europea interessa circa un adulto su 40 ed è associata a un aumento del rischio cardiovascolare. I farmaci ipouricemizzanti, come l’allopurinolo, se somministrati a dosaggi adeguati, riducono i livelli di urato sierico e favoriscono la dissoluzione dei depositi cristallini.
È noto che il raggiungimento di livelli sierici di urato inferiori a 6 mg/dL è associato a una riduzione degli attachi acuti di gotta; tuttavia, le evidenze relative all’impatto di tale controllo metabolico sul rischio di infarto e ictus sono state finora limitate.
L’obiettivo di questo studio è stato valutare se il raggiungimento di un livello target di urato sierico 6 mg/dL. L’analisi è stata condotta emulando uno studio clinico randomizzato di tipo pragmatico, basato su dati sanitari raccolti routinariamente dal Sistema Sanitario Nazionale inglese, che consente di valutare gli effetti del trattamento in tempi più rapidi rispetto agli studi clinici randomizzati tradizionali.
I pazienti sono stati classificati in due gruppi: trattamento ipouricemizzante “treat-to-target” (T2T), per coloro che hanno raggiunto un livello di urato sierico
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