(AGENPARL) - Roma, 26 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 26 January 2026 Comando Provinciale Carabinieri Palermo
Palermo, 26 gennaio 2026
COMUNICATO STAMPA
PALERMO, IL “CAVALLO DI RITORNO” CORRE SUI SOCIAL
23ENNE INCASTRATO DAI CARABINIERI
Non aveva fatto i conti con la prontezza della vittima e la tempestività dei Carabinieri il 23enne
palermitano arrestato in flagranza di reato dai militari della Stazione Falde. Il giovane, volto già noto
alle forze dell’ordine, è accusato di una tentata estorsione con il classico metodo del “cavallo di
ritorno”, questa volta innescato da un annuncio sul web.
Tutto ha inizio con il furto di un motoveicolo: il proprietario nel tentativo di ritrovare il mezzo, lancia
un appello sui social network.
La risposta non tarda ad arrivare ma, non è quella sperata: un conoscente si fa avanti sostenendo di
sapere esattamente dove si trovi lo scooter. Il “servizio” di recupero, però, ha un prezzo – 2.000 euro
in contanti, destinati verosimilmente ai ladri per chiudere la pratica.
La vittima, anziché cedere al ricatto, ha scelto la via della legalità contattando immediatamente i
Carabinieri e fingendosi interessata alla trattativa, ha fissato un appuntamento in pieno giorno per la
consegna del denaro.
All’incontro, però, il ricattatore non ha trovato le banconote, ma i militari della Stazione e del Nucleo
Operativo della Compagnia San Lorenzo pronti a far scattare le manette. L’intervento tempestivo ha
stroncato il tentativo di estorsione prima che il denaro passasse di mano.
L’arresto è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo.
L’attività conferma l’importanza di denunciare immediatamente i tentativi di riscatto, evitando di
alimentare il circuito criminale dei furti di veicoli.
È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e
che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita
solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai
principi costituzionali di presunzione di innocenza.
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