(AGENPARL) - Roma, 26 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 26 January 2026 Nota di Enrico Melasecche (capogruppo Lega Umbria): “La presidente
Proietti rinvia sine die, il sindaco Bandecchi organizza un sit in e
la sinistra lo demonizza”
(Acs) Perugia, 26 gennaio 2026 – “Il nuovo ospedale di Terni, dopo
vent’anni di nulla assoluto perché fino al 2019 non è mai stato
all’ordine del giorno delle Giunte regionali e comunali di sinistra,
sta diventando terreno di scontro fra vari protagonisti, chi in buona
fede, chi meno, mentre la città, già prostrata dal dissesto
finanziario del 2017, si sta barcamenando verso un futuro alquanto
incerto, con un’Amministrazione regionale gestita dal Campo largo che
sta facendo di tutto per far fallire tutti i progetti che
consentirebbero alla città dell’acciaio di rialzare la testa, dal
progetto geniale stadio/clinica a quello della nuova struttura
ospedaliera”. Lo dichiara il consigliere regionale di opposizione
Enrico Melasecche (capogruppo Lega Umbria).
“La Sinistra – spiega Melasecche – dopo aver votato a Terni
Bandecchi al ballottaggio pur di non far vincere il centrodestra, oggi
lo attacca sostenendone l’incoerenza di volere in contemporanea sia la
sanità privata del progetto stadio/clinica (per contribuire a
realizzare il nuovo stadio) che il nuovo nosocomio, come se l’una cosa
fosse incompatibile con l’altra. Grave è infatti quanto pelosa
l’incomprensibile disparità di atteggiamento che hanno fra le due
province dell’Umbria gli assessori e consiglieri regionali della
sinistra. Terni non ha diritto ad avere una clinica privata a meno che
non siano altri soggetti diversi dalla Ternana a cui lo stadio non
interessa di certo. Ci vorrebbe da parte di costoro un minimo di
decenza e coerenza nella tutela degli interessi di tutti gli umbri,
compresi quelli che vivono nel territorio del centro sud regionale.
Va ricordato per gli smemorati che il primo documento istituzionale
per la realizzazione della nuova struttura sanitaria ternana è
costituito dalla mozione, su iniziativa del sottoscritto e del
consigliere Carissimi, votata all’unanimità dei presenti nella scorsa
legislatura in Consiglio regionale il 27 aprile 2021. Sono seguiti
anni di impegno anche rilevante in prima linea con la volontà di
conseguire quell’obiettivo. La passata Giunta ha portato a conclusione
il progetto per costruire l’ospedale di Narni/Amelia oltre ai
moltissimi investimenti PNRR sulle nuove sedi sanitarie,
digitalizzazioni e tecnologie su cui la presidente Proietti taglia
disinvoltamente i nastri, che certificano, come sostiene Bonaccini,
l’Umbria benchmark sulla sanità, seconda in Italia, per gli anni
2021, 2022, 2023 e quarta nel 2024, un impegno rilevantissimo che
l’Umbria non aveva mai visto negli ultimi cinquant’anni. Uno schiaffo
alle narrazioni terrificanti che la coppia Proietti/Bori aveva
imbastito in campagna elettorale pur di vincere a tutti i costi”.
“Purtroppo – aggiunge Enrico Melasecche – sulla nuova struttura
ospedaliera ternana, va detto senza infingimenti che l’unico progetto
serio ad oggi esistente, presentato in project financing da due
imprese di assoluto livello nazionale, con progettisti di settore di
fama internazionale, non è stato approvato da un gruppo di tecnici
regionali. Non ho condiviso quell’approccio negativo con molte
osservazioni misteriosamente spuntate nel secondo project che
avrebbero dovuto essere smussate, come prevede la legge, rimodulando
il piano che oggi avrebbe ben potuto vedere il cantiere aperto.
Assistiamo oggi all’assalto all’arma bianca da parte di questa
sinistra contro la seconda provincia dell’Umbria, che bolla la
metodologia del project financing come una sorta di privatizzazione
delle opere pubbliche realizzate con il partenariato pubblico privato.
Ridicolo solo il pensarlo. La differenza con la procedura tradizionale
sta nel fatto che, se gestito professionalmente nell’interesse
prevalente del pubblico, ingenera meccanismi virtuosi per cui
l’imprenditore che vince la pubblica gara ha poi tutto l’interesse ad
accelerare i cantieri dovendo rientrare delle somme che ha impegnato
anche nel parziale finanziamento dell’opera. Non per nulla tale
procedura è stata e viene oggi utilizzata sia dalle Regioni governate
dalla sinistra come l’Emilia Romagna (Cesena, Carpi e Piacenza) e da
quelle del centrodestra come il Piemonte per l’ospedale ‘Le
Molinette’ di Torino”.
“Viceversa – prosegue il consigliere di opposizione – la procedura
ordinaria voluta dalla Giunta Proietti non solo fa ripartire l’iter da
zero, non tenendo conto che un progetto modernissimo già esiste,
rimodulabile quanto si vuole, ma rimanda alle calende greche il tutto,
spostando la sede da Colle Obito, abbandonando un intero quartiere al
destino di Monteluce, lasciando con uno spreco assurdo di risorse
l’attuale sede moderna dell’Università, la palazzina delle ex cellule
staminali appena conclusa per estendere a Terni la benemerita
iniziativa della Fondazione Chianelli, ma anche i nuovissimi reparti
di radiologia ed endoscopia digestiva con un costo che la relazione
tecnica regionale certifica come pari al doppio del project, da 300 a
600 milioni, bruciando di fatto qualsiasi possibilità di futura
realizzazione. Il sindaco Bandecchi, tornato su questa ipotesi, ha
ragioni da vendere, strumentali o meno ognuno la pensi come
preferisce. Lui dichiara che il re è nudo perché 600 è il doppio di
300 e chiunque comprende che se è difficile reperire oggi questa
cifra è del tutto impossibile trovare anche in futuro la prima. Ma la
cosa che rende ridicolo il tentativo della presidente Proietti di
nascondersi dietro lo studio di Reggio Emilia, il cui incarico era
funzionale all’obiettivo che questa sinistra si prefigge, è
l’ipervalutazione del costo che costoro fanno della nuova struttura a
Colle Obito in oltre 700 milioni quando il project ‘Salini e
Nocivelli’ ne certifica il costo in 300. Oltretutto questo
iperbolico rigonfiamento dei costi è smentito dallo stesso documento
sulle alternative progettuali frutto del lavoro dei tecnici del
Servizio Opere pubbliche della Regione. La verità triste è che la
nuova Giunta regionale, imbrigliata nei negazionismi massimalisti di
AVS, M5S e PD, non dimostra la minima capacità di riflessione pacata
ed alta ma butta la palla lontano negli anni bruciando la speranza di
Terni di avere un nuovo e moderno ospedale. Ciò che dice oggi il
sindaco di Terni sull’ospedale, al di là del solito fraseggio da
caserma, è musica per le mie orecchie perché, piaccia o no,
costituisce l’unica soluzione reale, concreta, sollecita, con un
cronoprogramma misurabile, per un progetto fortemente attrattivo, per
600 posti letto, al costo più basso possibile. Solo in questo modo
potremmo vedere il cantiere aperto entro un anno e concluso nei
successivi cinque. Qualsiasi alternativa, documenti alla mano,
costerebbe il doppio, quindi necessiterebbe di tempi non doppi ma del
tutto incerti verso i decenni successivi. La prova provata che la
presidente Proietti non crede alla nuova struttura è il cinismo con
cui dichiara una cosa ma quotidianamente fa di tutto perché questo
non avvenga. Quale buon padre di famiglia continuerebbe a spendere
decine di milioni nel vecchio decrepito nosocomio se avesse come
obiettivo di realizzare il nuovo? I 128 milioni di cui certificava la
disponibilità la delibera di Giunta n.1047 del 20 settembre 2024 sono
ridotti a circa 70 e proprio in queste ore, quasi di soppiatto, si
vanno a sostituire 5.000 metri quadrati di infissi del padiglione
centrale spendendo 4 milioni, una cifra assurda che si sottrae al
tesoretto per impedire di realizzare la nuova struttura. Un
accanimento terapeutico fuori dell’ordinario. In questo quadro reso
ulteriormente caotico dalle ipotesi di fantasia fatte dallo studio
Binini il sindaco annuncia di essersi comperato un autobus per portare
a fare un sit-in di protesta, per dieci giorni di seguito, con una
cinquantina di ternani, davanti alla sede della Regione”.
“Cui prodest – conclude Melasecche – questo assalto alla garibaldina
del pachiderma regionale, senza esperienza né forze adeguate, ma con
l’obiettivo di dare una certa visibilità ad una sua personalissima
esperienza parapolitica? Questo è il motivo per cui non posso
partecipare al sit-in pur avendo promosso molto prima di Bandecchi
quello specifico progetto, come ho sostenuto la realizzazione dello
stadio/clinica. La contestazione c’è tutta ma la politica, quella
seria, ha regole precise e rispetto dell’intelligenza dei cittadini
che avrebbero ben potuto e dovuto essere non cinquanta ma cinquemila e
molti di più perché la sfida in atto, vale bene un impegno corale di
tutto il centrodestra. Ripeto fino alla noia che i sindaci, come i
presidenti della Ternana, passano, le grandi realizzazioni decidono il
futuro di una città in modo definitivo”. RED/mp
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81898
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