(AGENPARL) - Roma, 23 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Fri 23 January 2026 Ruffino (Az): “Basta penalizzare i comuni montani, rivedere i criteri.
Presentata interrogazione al governo”
“I comuni montani non possono continuare ad essere penalizzati. L’ho detto
più volte al ministro Calderoli in occasione dei lavori del ddl montagna,
sottolineando come il cambio dei parametri che portano ad una significativa
modifica per classificare gli enti dovesse essere oggetto di un’attenta
valutazione. Se ogni nuova legge ha il principio del risparmio nei
confronti dei comuni, in particolare di quelli più piccoli, allora vorremmo
sapere, in modo davvero trasparente, gli obiettivi di questo governo:
sopprimere i piccoli enti con caratteristiche di aree interne e montane?”.
A dichiararlo è Daniela Ruffino, deputata di Azione.
“La recente mancata intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni sui nuovi
criteri di classificazione dei comuni montani – prosegue Ruffino – ha
ulteriormente irrigidito la situazione di incertezza attorno alla legge per
il riconoscimento e la promozione delle zone montane, alimentando il
malcontento degli amministratori locali. La riforma, che introduce
parametri basati esclusivamente su altimetria e pendenza, rischia di
escludere dalle agevolazioni e dai fondi oltre 1.200 enti su tutto il
territorio nazionale, ignorando fattori determinanti come la marginalità
socio-economica e la carenza di servizi essenziali”.
“Per questo motivo – osserva Ruffino – ho presentato un’interrogazione al
ministro per gli Affari regionali e le autonomie e al ministro
dell’Economia chiedendo di non limitare la classificazione ai parametri
citati ma di introdurre ulteriori indicatori di natura socio-economica e
infrastrutturale, come la struttura demografica, il PIL pro capite e le
condizioni delle infrastrutture, per scongiurare l’esclusione di aree
caratterizzate da oggettiva vulnerabilità dall’accesso a misure essenziali
per la coesione e lo sviluppo territoriale. Ricordo che in alcune regioni,
come il Piemonte, ci si troverebbe di fronte a incongruenze geografiche e
con una possibile perdita dello status che significherebbe minori servizi,
con chiusura delle scuole, abbandono delle attività agricole e fusioni
forzate tra i comuni. Non possiamo permetterlo”.
Secondo Ruffino “le Unioni affrontano già problemi di sopravvivenza e
questa riforma va nella direzione errata. Attendiamo una risposta rapida
dai ministeri interrogati”.
*Ufficio Stampa Azione*
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