(AGENPARL) - Roma, 23 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Fri 23 January 2026 CONFARTIGIANATO IMPRESE SARDEGNA
COMUNICATO STAMPA 23 GENNAIO 2026
START UP INNOVATIVE – La sfida quotidiana delle imprese sarde ad alto
contenuto tecnologico. 143 realtà che studiano, sperimentano e
innovano per tenere la Sardegna al passo con il resto del Mondo.
Meloni e Serra (Confartigianato Sardegna): “Proseguire l’impegno per
creare le condizioni favorevoli all’innovazione, alla nascita e allo
sviluppo di nuove aziende”.
Sono 143 le start up innovative della Sardegna, imprese ad alto
contenuto tecnologico, con forti potenzialità di crescita, iscritte
nella sezione speciale del Registro delle Imprese, che hanno come
oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la
commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore
tecnologico.
Sul totale delle aziende attive, 18 sono gestite da giovani under 35
(il 12,6%) mentre 21 da donne (il 14,7%).
In termini assoluti, l’Isola si piazza al quart’ultimo posto nazionale
in una classifica aperta dalla Campania con 242 e chiusa dalla Valle
d’Aosta con 15, contro le 12.133 registrate in tutta Italia.
Sono questi, in sintesi, i dati dell’analisi su questa tipologia di
impresa realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese
Sardegna, su dati 2024 UnionCamere-Infocamere, Istat e Ministero del
Lavoro.
L’amara sorpresa, però, arriva dal raffronto tra le imprese attive tra
2016 e il 2024; l’Isola, infatti, registra un calo netto del 5,3% sul
totale delle realtà (peggior risultato italiano) e un crollo del 43,8%
in quelle giovanili mentre, al contrario, una sensibile crescita
(10,5%) si registra in quelle femminili. A livello nazionale, sempre
nell’arco temporale 2016-2024, le start up innovative sono cresciute
del 111,6%, quelle giovanili del 66,5% e le femminili del 121,2%.
A livello provinciale a Cagliari operano 70 start up innovative, di
cui 8 giovanili (l’11,4%) e 10 femminili (14,3%), a Sassari-Gallura
40, di cui 7 giovanili (17,5%) e 5 femminili (12,5%), a Nuoro 24 di
cui 3 giovanili (12,5%) e 6 femminili (25%) e a Oristano 9 con nessuna
giovanile e nessuna femminile. A livello nazionale sono in totale
12.133 di cui 2.049 giovanili e 1.648 femminili.
Tra il 2016 e 2024, a Cagliari le start up innovative sono calate del
32% e a Sassari-Gallura del 2,4%. Al contrario sono cresciute a Nuoro
del 500% (cinquecento) e a Oristano del 200% (duecento). A livello
nazionale, come detto, sono cresciute del 111,6%, le giovanili del
66,5% e le femminili del 121,2%.
“La frenata registrata negli ultimi 8 anni è preoccupante e da non
sottovalutare perché il contributo di queste attività che studiano e
sperimentano, è fondamentale affinché l’economia e l’innovazione della
Sardegna tengano il passo con il resto d’Italia, d’Europa e del mondo
– commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese
Sardegna – ricordiamoci inoltre che, soprattutto negli ultimi 5 anni,
nonostante pandemia e complesse situazioni internazionali, le start up
innovative hanno continuato la loro avventura imprenditoriale dando
continuità alla rigenerazione del tessuto produttivo”. “Nonostante
tutto, queste aziende dimostrano come anche nella nostra regione le
idee imprenditoriali non manchino e come le nuove, e giovani, micro e
piccole attività siano attente alla potenzialità del cambiamento –
prosegue Meloni – queste, infatti, pur di migliorare, sono pronte a
sperimentare il più possibile i propri prodotti o servizi innovando il
processo produttivo, nuovi materiali, perfezionamento di strumenti già
esistenti, dispositivi tecnologici avanzati. Intuizioni che possono
apportare un valido contributo e garantire una maggiore competitività
al sistema economico”.
Diverso il discorso relativo alle Start Up generiche; sempre nel 2024,
le “vere” nuove aziende che hanno iniziato l’attività sono state 3.480
di cui il 33,3% (1.160) aperte da giovani under 35, il 28% aperte da
donne e il 7,5% “aperte” da stranieri. Una startup è, infatti,
un’impresa emergente, giovane e temporanea, focalizzata sullo sviluppo
di un modello di business unico, replicabile e scalabile, spesso
caratterizzato da forte innovazione tecnologica, con l’obiettivo di
crescere rapidamente e conquistare una quota di mercato significativa.
A differenza delle aziende tradizionali, le startup cercano soluzioni
innovative per prodotti/servizi, sperimentano e attraggono capitali
esterni (come venture capital) per finanziare l’espansione, con
l’aspirazione di diventare grandi imprese consolidate.
“Grazie alla loro costante attività di miglioramento, cresce la
propensione a individuare soluzioni creative e l’utilizzo di nuove
tecnologie – aggiunge Daniele Serra, Segretario di Confartigianato
Sardegna – per questo anche l’artigianato sardo contribuisce a
mantenere elevata la qualità del made in Italy”. “Come Associazione
Imprenditoriale stiamo presidiando tutte le opportunità che possano
consentire agli imprenditori di innovare prodotti e processi
produttivi – conclude il Segretario – continuando a ribadire alla
Politica Regionale come sia fondamentale proseguire l’impegno per
creare le condizioni favorevoli all’innovazione e alla nascita e allo
sviluppo di nuove aziende, che possano fornire un contributo rilevante
alla crescita dell’economia e dell’occupazione, specie quella
giovanile, favorendo la diffusione di conoscenza nel sistema
imprenditoriale. Una sfida quotidiana che ha come protagonista il
patrimonio intellettivo e creativo delle nostre imprese artigiane”.
A livello nazionale.
I giovani “pesano” di più al Nord, le donne più al Sud: è la geografia
delle startup innovative in Italia nel 2024. Al Settentrione gli under
35 conducono il 17,2% delle startup innovative dell’area, Piemonte in
testa con il 23,2%, contro il 16,9% della media nazionale e del Centro
e il16,4% del Sud. Ma la mappa geografica si “capovolge” se guardiamo
alla quota delle startup innovative guidate da donne nelle singole
macro-ripartizioni: nel Mezzogiorno, infatti, pesano di più (15,8%),
con punte del 27,5% in Molise, seguito a ruota dal Centro (15,1%) e
dal Nord (11,8%).
Ma al Nord giovani e donne startupper sono più numerosi, soprattutto a Milano
In termini assoluti giovani e donne startupper restano più numerosi al
Nord che detiene più della metà delle start up innovative under 35 del
Paese, più precisamente 1.084 su 2.049, e oltre un terzo di quelle
femminili, ovvero 745 su 1.648, oltre che il 52% del complesso di
queste realtà produttive. Ma all’interno del Settentrione si evince
anche una rilevante dicotomia: il Nord ovest fa da traino, con quasi
il 37,3% delle startup giovanili italiane (765 unità) e con il 29,4%
(485) di quelle guidate da donne, mentre il Nord est frena presentando
l’incidenza più bassa d’Italia sia per quanto riguarda gli startupper
under 35 (319 pari al 15,5% del totale dell’area) sia per le femminili
(260 pari al 15,8% dell’area). A livello regionale, la metà di queste
imprese si trova in Lombardia (568 quelle giovanili equivalenti al
27,7% del totale nazionale e 382 quelle femminili pari al 23,2%),
Campania (242 quelle giovanili pari all’11,8% del totale Italia e 232
quelle femminili pari al 14,1%) e Lazio (231 quelle giovanili pari
all’11,3% e 224 quelle femminili pari all’13,6%). Non sorprende dunque
trovare nelle prime tre posizioni della classifica provinciale Milano
(che detiene 408 startup innovative giovanili ovvero il 19,9% di
quelle nazionali e 281 startup innovative femminili ovvero il 17,1% di
quelle italiane), Roma (206 quelle under 35 il 10,1% e 200 quelle
femminili pari al 12,1%,) e Napoli (139 quelle giovanili il 6,8% e 121
quelle femminili 7,3%).
Nel complesso, comunque, le startup innovative presentano un’incidenza
dei giovani quasi doppia rispetto a quella del totale delle imprese
italiane (16,9% contro l’8,4%) e una quota di imprese femminili pari a
circa la metà di quella del complesso delle aziende del Paese (13,6%
contro 22,7%).
Le startup innovative under 35 sono cresciute del 66,5% tra il 2016 e
il 2024, ma al Meridione hanno allungato maggiormente il passo
(+69,1%). Seguono il Nord 67,5% – rallentato dall’andamento del Nord
est (+12,7%) – e il Centro (60,2%). A livello regionale maggiori
accelerazioni si riscontrano in Valle d’Aosta che registra comunque
pochissime realtà produttive (+200,0%), Campania (+184,7%) e Lombardia
(+124,5%). Mentre sul piano provinciale, spiccano il volo Lecco
(+500%), Sondrio (+400%) e Prato (+300%), seppur ancora una volta con
numeri esegui di partenza.
Ed è ancora il Mezzogiorno ad avanzare più speditamente anche sul
fronte delle startup innovative femminili con incrementi del 175,5%, a
fronte del +106,3% del Centro e del + 99,7% del Nord frenato ancora
una volta dal passo del Nord est (+59,5%). Boom di crescita si
registrano a livello regionale in Molise (+533,3%), Campania (+337,7%)
e Puglia (+203,7%). Mentre sul piano provinciale, spiccano Avellino
(da 2 a 22, +1000,0%), Brindisi (+900,0%) e Como (+700,0%).
Nel Triveneto meno di una start up su 10 è donna
Il Molise è la prima regione dove il peso relativo le startup
femminili sul totale di queste realtà locali si presenta maggiore
(27,5%), seguito dalla Basilicata (20,6%) e dalla Calabria (18,4%).
Sul fronte opposto in fondo alla classifica troviamo il Friuli-Venezia
Giulia (9,4%), il Trentino-Alto Adige (10,0%) e la Liguria (10,5%). A
livello provinciale meglio fanno Isernia, La Spezia e Vibo Valentia,
tutte e tre con una quota pari al 33,3%, sebbene possano contare su un
numero esiguo di startup innovative femminili.
Abruzzo la regione meno “giovanile”
E’ il Piemonte ad accaparrarsi l’etichetta della regione più
giovanile, vantando quasi una startup innovativa giovanile su quattro
(23,2%). A completare il podio Trentino Alto-Adige (21,3%) e Valle
d’Aosta (20,0%). Le meno giovanili sono invece Abruzzo (11,4%), Umbria
(12,3%) e Friuli-Venezia Giulia (12,4%). Infine, per quanto riguarda
le province, emerge un quadro variegato, che vede Biella (33,3%), Vibo
Valentia (33,3%) e Forlì-Cesena (31,9%) sul podio delle startup
giovanili (sebbene tra queste solo Forlì-Cesena, con 15 startup
innovative giovanili può vantare numeri assoluti rilevanti) e ben
quarantacinque province con un tasso giovanile superiore alla media
nazionale.
—————–
Federico Marini
Confartigianato Imprese Sardegna
Via P.Sarpi 1 – 09131 Cagliari
www.confartigianatosardegna.it
Fb: Confartigianato Imprese Sardegna
Twitter: ConfartigianatoSard @Confartigianat2
Consigliere Regionale Ordine dei Giornalisti
Delegato Nazionale Associazione Stampa Sarda
Questo Comunicato Stampa ti è stato inviato da un giornalista iscritto
all’Ordine Nazionale dei Giornalisti della Sardegna (tessera n.093366
del 13 marzo 2001) e al G.U.S. (Giornalisti Uffici Stampa), Gruppo di
specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
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