(AGENPARL) – Roma, 22 Gennaio 2026
La Danimarca è pronta a discutere con gli Stati Uniti e con gli alleati della NATO il rafforzamento della sicurezza nella regione artica, ma non permetterà che vengano oltrepassati determinati limiti quando si parla della Groenlandia. Lo ha dichiarato la primo ministro danese Mette Frederiksen al suo arrivo a un vertice di emergenza dell’Unione Europea dedicato alla crescente tensione geopolitica sull’isola artica.
“Credo che tutti nella NATO siano d’accordo – gli Stati artici, ma anche gli altri Stati membri – sulla necessità di una presenza permanente dell’Alleanza nella regione artica, Groenlandia compresa”, ha affermato Frederiksen. “Naturalmente possiamo discutere con gli Stati Uniti di come rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza nella regione”.
La premier ha ricordato che tra Copenaghen e Washington è già in vigore un accordo di difesa risalente al 1951, che costituisce la base della cooperazione militare tra i due Paesi. Tuttavia, Frederiksen ha voluto chiarire che esistono confini invalicabili. “Mi avete chiesto delle linee rosse: le abbiamo, ovviamente. Siamo uno Stato sovrano e non possiamo negoziare su questo, perché fa parte dei valori democratici più basilari”, ha sottolineato.
Nel suo intervento, la leader danese ha anche lanciato un appello all’unità europea, invitando gli alleati dell’UE a presentarsi compatti di fronte alle pressioni esterne. “Quando l’Europa non è divisa, quando siamo uniti e chiari, e forti nella volontà di difenderci, allora i risultati si vedono”, ha dichiarato.
Le affermazioni di Frederiksen arrivano in un contesto di crescente attenzione internazionale sulla Groenlandia. Il 21 gennaio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver concordato con il segretario generale della NATO Mark Rutte un accordo quadro sul futuro dell’isola. Trump ha più volte ribadito l’importanza strategica della Groenlandia per la sicurezza nazionale americana, in particolare in relazione al progetto del sistema di difesa missilistica “Golden Dome”, per il quale – secondo Euronews – Washington avrebbe stanziato circa 175 miliardi di dollari.
Secondo il portale Axios, la bozza di accordo proposta da Rutte preserverebbe formalmente la sovranità danese sulla Groenlandia, ma prevederebbe un aggiornamento dell’intesa del 1951. Ciò consentirebbe agli Stati Uniti di istituire nuove basi militari e zone di difesa sull’isola qualora la NATO lo ritenesse necessario, oltre al possibile dispiegamento di elementi del sistema di difesa missilistica.
La posizione di Copenaghen appare dunque improntata a un delicato equilibrio: apertura al dialogo sulla sicurezza e al rafforzamento della cooperazione transatlantica, ma fermezza assoluta nel difendere la sovranità nazionale e il controllo politico sulla Groenlandia.