(AGENPARL) - Roma, 22 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 22 January 2026 Ufficio Stampa / Press Office
ANTARTIDE | Perforata la calotta glaciale nel Mare di Ross per studiare il
clima del passato e comprendere le evoluzioni future
PressRelease/ComunicatoStampa
Un team internazionale di scienziati ha raggiunto sedimenti a 228 metri di profondità sotto
la calotta antartica: lo studio delle carote di ghiaccio consentirà di conoscere le variazioni
climatiche di milioni di anni fa per elaborare proiezioni sempre più complete sul clima futuro
[Roma, 22 gennaio 2026]
È stata recentemente completata in Antartide la perforazione record del sito
Crary Ice Rice, un remoto campo allestito sul ghiaccio a 700 chilometri di
distanza dalla base più vicina, la neozelandese Scott Base affacciata sul Mare di
Ross.
L’impresa scientifica, che ha coinvolto un team internazionale di ricercatori,
ingegneri e perforatori provenienti da dieci Paesi (Nuova Zelanda, Stati Uniti,
Germania, Australia, Giappone, Spagna, Repubblica di Corea, Paesi Bassi, Regno
Unito e Italia), è stata condotta nell’ambito del progetto SWAIS2C (Sensitivity of
the West Antarctic Ice Sheet to 2°C).
Il progetto SWAIS2C ha come obiettivo determinare se la Piattaforma di
Ross (Ross Ice Shelf) e la Calotta Glaciale dell’Antartide Occidentale (WAIS West Antarctic Ice Sheet) possano fondere come conseguenza del previsto
aumento della temperatura media globale di +2°C rispetto a quella dell’era
preindustriale.
Nonostante le condizioni ambientali estreme, la perforazione recentemente
conclusa ha consentito di raggiungere la profondità di 228 metri (superando di
28 metri l’obiettivo iniziale della spedizione), individuando sedimenti risalenti
a milioni di anni fa che custodiscono informazioni fondamentali sul destino della
Calotta Glaciale dell’Antartide Occidentale.
Questa vasta calotta di ghiaccio è protetta, da un lato, dalla Piattaforma di Ross, la
più grande massa di ghiaccio galleggiante al mondo che si sta progressivamente
indebolendo a causa del riscaldamento globale: se la Piattaforma di Ross
fondesse, provocherebbe a cascata il successivo scioglimento della Calotta
Glaciale dell’Antartide Occidentale che, a sua volta, porterebbe a un innalzamento
del livello del mare di 4 o 5 metri.
La sfida del progetto SWAIS2C, finanziato nell’ambito del programma ICDP
(International Continental Drilling Program) con il contributo di ogni nazione
partecipante, è fornire prove geologiche dirette del tipping point della
temperatura globale, vale a dire del “punto di non ritorno” oltre il quale
l’aumento della temperatura potrà innescare lo scioglimento irreversibile
della Piattaforma.
“L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) è in prima fila nella
governance di SWAIS2C per quanto riguarda l’Italia”, spiega il Presidente
dell’INGV Fabio Florindo. “Inoltre, personale dell’Istituto partecipa alla parte
scientifica dello studio della carota di ghiaccio recuperata al Crary Ice Rise
mettendo a disposizione del team composto da oltre 120 scienziati le proprie
competenze in cronostratigrafia, vulcanologia, petrologia e paleomagnetismo”.
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Oltre all’INGV, gli Enti italiani coinvolti nel Progetto sono l’Istituto Nazionale di
Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e le Università di Siena,
Trieste e Genova.
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Link al canale YouTube SWAIS2C con l’animazione della perforazione al
Crary Ice Rise.
Link utili:
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS)
Università di Siena
Università degli Studi di Trieste
Università di Genova
SWAIS2C
International Continental Drilling Program (ICDP)
Immagine: Il sito della perforazione del progetto SWAIS2C. ©SWAIS2C
—-MC/SaSt
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