(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026(AGENPARL) – Tue 20 January 2026 *Grano duro, finalmente la CUN. Sicolo: “Una lotta della CIA, ora prezzi
equi” *
Il vicepresidente nazionale: “Punto di partenza importante, la parte
industriale non lo boicotti”
“Prezzo al produttore al di sotto dei costi di produzione. Continua la
battaglia per il giusto valore”
“L’istituzione ufficiale della CUN, Commissione Unica Nazionale del Grano
Duro, è un’ottima notizia. CIA Agricoltori Italiani, in tutti questi anni,
è stata l’organizzazione sindacale degli agricoltori che più ha lottato per
giungere a questo risultato, ma è un punto di partenza, non di arrivo:
l’obiettivo a cui occorre continuare a lavorare, a partire dalla piena
operatività della CUN, è quello di ristabilire condizioni di equità lungo
la filiera, perché oggi il prezzo al produttore per il frumento italiano di
maggior pregio è al di sotto dei costi di produzione”. È con queste parole
che Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA
Agricoltori Italiani, commenta l’avvenuta istituzione ufficiale
dell’organismo che avrà il compito di individuare il prezzo indicativo del
grano duro di produzione nazionale e le sue relative tendenze di mercato.
“Come ha spiegato il ministro Lollobrigida”, aggiunge Sicolo, “la
Commissione sarà il luogo di raccordo tra la parte produttiva e la parte
industriale acquirente che saranno pariteticamente rappresentate al proprio
interno. L’auspicio è che la parte industriale non si sottragga, che non
boicotti la CUN e vi partecipi, accettando e legittimando uno strumento che
nasce per assicurare la trasparenza del mercato, la tracciabilità e i dati
reali anche e soprattutto sul grano duro straniero importato in Italia.
Lollobrigida ha parlato di prezzo equo, è quello che vogliamo per i nostri
agricoltori. Il ministro ha posto l’accento sulla concorrenza leale con i
Paesi terzi e di rafforzamento di controlli alle frontiere in modo che il
grano importato rispetti tutti gli standard di produzione, qualità e
sicurezza alimentare a cui i nostri agricoltori si attengono alla lettera e
scrupolosamente. È esattamente quanto stiamo chiedendo da anni, attraverso
una mobilitazione che ci ha visto protagonisti con migliaia di
cerealicoltori nostri associati a Foggia, Bari, Roma, senza dimenticare la
petizione nazionale sulla nostra piattaforma di richieste, tra cui proprio
la CUN, firmata da quasi 100mila agricoltori e consumatori italiani e a cui
hanno aderito 45 consigli comunali della città del grano pugliesi”, ha
ricordato Sicolo. “Le ultime quotazioni del grano duro, alle Borse Merci di
Bari e di Foggia, hanno quotato il grano duro italiano meno di 300 euro
alla tonnellata, ben al di sotto della media dei costi di produzione
certificati da ISMEA. Occorre che l’istituzione della CUN, assieme a un
solido piano di rilancio della cerealicoltura italiana, ristabilisca equità
lungo la filiera. Ai consumatori italiani rivolgiamo sempre l’appello a
consumare pasta realizzata al 100% con grano duro italiano: in questo modo
si difendono la salute dei nostri figli e il futuro del settore cerealicolo
italiano”.
Francesco Quitadamo
giornalista professionista, copywriter
