(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 20 January 2026 Aosta, 21 gennaio 2026
Comunicato stampa congiunto
Gruppi consiliari Alleanza Verdi e Sinistra, PD-Federalisti Progressisti
VdA, Autonomisti di Centro
Il paradosso della Valle d’Aosta: unica Regione in Italia senza poteri
sulle concessioni idroelettriche
«Mentre tutte le Regioni italiane stanno già legiferando sul futuro delle
concessioni idroelettriche, la Valle d’Aosta – paradossalmente proprio nel
campo in cui dovrebbe esercitare la sua massima Autonomia – è l’unica ad
avere le mani legate.» A dirlo sono i gruppi consiliari Alleanza Verdi e
Sinistra, PD-Federalisti Progressisti VdA e Autonomisti di Centro,
ricordando che è passato un anno da quel 28 gennaio 2025, giorno in cui il
Consiglio Valle approvò all’unanimità la norma di attuazione dello Statuto
speciale per sbloccare la gestione delle acque valdostane.
«Quel testo, frutto di sei anni di lavoro tecnico e istituzionale, giace
oggi fermo nei cassetti della Presidenza del Consiglio dei Ministri –
dichiarano i Consiglieri -. Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile.
In questo momento, le Regioni a Statuto ordinario hanno più strumenti
operativi della Valle d’Aosta. Mentre altrove si pianifica il futuro
energetico, noi siamo bloccati da un silenzio romano che dura da dodici
mesi.»
«Superare il blocco attuale non è solo una questione di principio, ma è il
modo di scongiurare un rischio economico e strategico – aggiungono -. Senza
questa norma, la Regione rischia di arrivare alla scadenza delle attuali
concessioni senza gli strumenti giuridici necessari per governare i rinnovi
e le gare, lasciando un settore vitale per l’economia valdostana
nell’incertezza.»
Per rompere l’immobilismo, i gruppi AVS, PD-FP e AdC hanno depositato una
mozione che sarà discussa nel Consiglio regionale del 28 e 29 gennaio.
«L’obiettivo non è la polemica, ma un’azione istituzionale forte –
evidenziano -. Chiediamo che tutto il Consiglio Valle, senza distinzione di
colore politico, alzi la voce. Non possiamo permettere che questa
situazione di stallo comprometta il controllo sulle nostre centrali.
Occorre un segnale politico immediato verso Roma per calendarizzare e
approvare la norma.»
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