(AGENPARL) - Roma, 19 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 19 January 2026 *COMUNICATO STAMPA DEL 19 GENNAIO 2026*
*Pitti Filati, la 98a edizione al via il 21 gennaio con un nutrito gruppo
di imprese pratesi*
Si apre il 21 gennaio, per chiudersi due giorni dopo, la 98a edizione di
Pitti Filati, incentrata sulle collezioni per la maglieria della
primavera-estate 2027
Il gruppo dei produttori pratesi in fiera è come sempre molto nutrito: 30
filature – una in più rispetto alla corrispondente edizione 2025 – alle
quali si affiancano altre imprese del territorio appartenenti a settori
collaterali e di servizi. Di fatto il plotone pratese è andato assumendo
nel tempo un peso crescente, rispetto all’intera compagine degli
espositori, anche nelle edizioni dedicate alla primavera-estate
tradizionalmente meno congeniali alla tradizione produttiva pratese.
“Primavera-estate significa da sempre soprattutto fibre come cotone e lino,
oltre che seta, viscosa, altre artificiali e sintetiche; però soprattutto
quest’anno, più ancora che il passato, molti produttori pratesi puntano per
la primavera anche su fibre naturali solitamente invernali come lana,
cashmere, mohair e alpaca – spiega *Stefano Borsini*, imprenditore del
settore, espositore e componente il Comitato tecnico di Pitti Immagine -.
Naturalmente si tratta di filati ben diversi da quelli invernali, e non
solo per il titolo bensì anche per caratteristiche di leggerezza che li
rendono estremamente confortevoli anche in stagioni intermedie. In questo
senso Prato riesce a far tesoro della sua indiscussa competenza nel settore
laniero, proponendo filati di eccellente qualità adattissimi alla
primavera. Ma se questo è un tratto comune a diverse aziende, sono numerose
anche le proposte del tutto diverse: la forza delle imprese del distretto
sta anche nella capacità di offrire prodotti estremamente diversi fra loro,
sempre vari e in grado di fornire stimoli differenti. Interessantissima
come sempre l’area tendenze, che si proietta in avanti di ben tre stagioni
aprendo orizzonti conoscitivi importanti all’intero settore moda. Pitti
Filati si conferma un evento espositivo di alto livello, oggetto di
attenzione da parte di tutto il mondo della moda a livello internazionale.”
Sono 75 le imprese produttrici di filato del distretto pratese che in media
d’anno 2024 hanno impegnato 1800 addetti diretti, con un fatturato di circa
650 milioni di euro, in contrazione del 5% rispetto al 2023. Anche i filati
per maglieria non sfuggono alle dinamiche particolarmente complesse che
coinvolgono il settore moda. Dalle rilevazioni del Centro studi di
Confindustria Toscana Nord emerge con nettezza che se il 2022 fu un anno
particolarmente positivo per i filati pratesi, dal 2023 si è assistito a un
arretramento progressivo delle attività – anche fisiologico – proseguito
nel 2024 fino al 2025. Nei dati dei primi 9 mesi del 2025 (quelli
sull’intero anno saranno disponibili a inizio febbraio) la produzione si
presenta nel complesso negativa rispetto allo stesso periodo del 2024, a
quota -2,6%, mentre le esportazioni in valori segnano -7,6%. Mediamente il
40% del fatturato del comparto pratese è realizzato con l’estero; i
produttori di filati per maglieria esportano oltre la metà della produzione
in valori, mentre i filati da tessitura sono assorbiti per lo più dal
mercato interno e l’incidenza del fatturato estero è inferiore.
Significativi e degni di attenzione e approfondimento i dati sull’export in
rapporto ai mercati, con paesi dell’Europa occidentale che crescono, anche
a due cifre, quelli dell’Europa orientale che viceversa decrescono (Polonia
e Slovacchia sono fra le poche eccezioni positive) e paesi extraeuropei che
per lo più anch’essi decrescono (con le eccezioni di Stati Uniti, Vietnam e
pochi altri che portano il segno più ma partendo da quote molto esigue). In
definitiva la quota maggiore dell’export pratese di filati per maglieria
spetta alla Germania, che consolida il suo primato e vale il 13,5% del
totale; a seguire Romania, Portogallo e Francia tutti sopra l’8% del totale
ma con la Romania in regresso. Il clima di fiducia dei produttori di filati
dà segnali di miglioramento, nonostante il problema dei dazi statunitensi e
una situazione valutaria che non favorisce le esportazioni dai paesi euro.
“Quella dei produttori di filati per maglieria è una nicchia all’interno
del sistema produttivo tessile pratese – commenta *Gabriele Innocenti*,
coordinatore del gruppo Produttori di filati della sezione Sistema moda di
Confindustria Toscana Nord -. Ma una nicchia di grande prestigio, con
livelli di eccellenza riconosciuti da tutti gli addetti ai lavori, che ha
in Pitti Filati il suo punto di massima visibilità nella promozione verso
la clientela internazionale. La concorrenza è comunque sempre più
agguerrita e le nostre aziende si trovano con la propria competitività
minata da fattori penalizzanti come i costi energetici, in Italia molto
pesanti. Un altro elemento negativo che colpisce l’intero settore a livello
mondiale è invece costituito dai prezzi delle materie prime tessili, ora in
rialzo. Assieme al dato generale del ristagno dei consumi, tutto questo
contribuisce fortemente a frenare le nostre produzioni e a creare tensioni
sulla remunerazione del lavoro nell’intera filiera. Ed è proprio la tenuta
della filiera la preoccupazione più grande per il distretto tessile
pratese. Occorre che vi sia una presa di coscienza degli squilibri che
minacciano un sistema produttivo reso fragile da scossoni come la pandemia
e da tanti fattori di destabilizzazione. Il problema di una più equa
distribuzione del valore lungo la filiera della moda nella sua interezza
rimane un nodo in gran parte irrisolto, ma deve essere una priorità
assoluta, alla quale sono legati direttamente o indirettamente anche temi
cruciali come la trasparenza e la legalità. Intanto iniziative come la
progettazione della piattaforma Didip per la condivisione dei dati fra le
aziende dimostra come il mondo produttivo sia consapevole della necessità
di qualificare le relazioni di filiera rendendole più agevoli e
tracciabili. Un obiettivo, quello della tracciabilità, che a Prato è reso
complicato dalla frammentazione delle fasi di lavorazione e che proprio da
Didip potrà avere un impulso fondamentale.”
*Allegate foto*
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