(AGENPARL) - Roma, 15 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 15 January 2026 Roma, 15 gennaio 2026
A cura della Direzione centrale Studi e Ricerche e del Coordinamento generale Statistico Attuariale
Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, con particolare riferimento alle eterogeneità territoriali settoriali e generazionali
Il documento “Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, con particolare riferimento alle eterogeneità territoriali settoriali e generazionali” analizza l’andamento delle retribuzioni lorde annuali dal 2014 al 2024 nel settore privato e in quello pubblico.
L’analisi delle retribuzioni nette, piuttosto che di quelle lorde, evidenzia incrementi più elevati e una maggiore tenuta del potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto per le fasce di reddito medio-basse. In altre parole, i redditi alti si sono difesi di più sul mercato, sebbene in maniera incompleta rispetto all’inflazione; i redditi medi e bassi, invece, sul mercato (retribuzione lorda) hanno ottenuto risultati inferiori, ma sono stati soccorsi dagli interventi a carico della fiscalità generale, quasi annullando l’impatto dell’inflazione.
Un’analisi complementare condotta da Bianchi, De Paola e Schivardi, allarga l’arco temporale di analisi agli ultimi 50 anni e mostra un progressivo rallentamento del tasso di crescita dei salari reali a partire dai primi anni Ottanta, con una crescita media che si riduce gradualmente fino a raggiungere valori prossimi allo zero tra il 1996 e il 2000. Negli anni successivi, la dinamica salariale continua a oscillare intorno allo zero, raggiungendo un minimo di -0,6% nel periodo 2020-2024, in larga parte a causa dello shock inflattivo esogeno osservato nel biennio 2022-2023. I risultati suggeriscono che le componenti legate alle imprese, come la produttività, il potere contrattuale e le politiche retributive, potrebbero aver giocato un ruolo nel rallentamento della crescita salariale. Il contributo dell’effetto fisso dei lavoratori risulta invece più contenuto.
In risposta a questa dinamica, il governo ha adottato politiche fiscali e contributive a favore dei redditi medi e medio-bassi, riducendo la pressione fiscale e contributiva e incentivando con varie misure l’aumento della disponibilità reale dei lavoratori, come la detassazione del lavoro festivo, notturno, straordinario, degli aumenti contrattuali e dei buoni pasto.
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