(AGENPARL) - Roma, 14 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 14 January 2026 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 14/01/2026, ore 16:06
Nota ai media!
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I lavori del plenum vengono trasmessi in diretta sulla homepage www.consiglio-bz.org e sul canale YouTube del Consiglio provinciale. Su quest’ultimo è possibile interrompere lo streaming per rivedere i passaggi precedenti, in caso di interesse a specifici interventi. Alla pagina web www.consiglio-bz.org/it/filmati-delle-sedute-del-consiglio è disponibile invece, di norma dal giorno successivo alle riprese, una riproduzione strutturata delle stesse, con la possibilità di cercare e selezionare la discussione su un determinato atto e gli interventi dei singoli consiglieri/delle singole consiglieri.
Consiglio
Lavori Consiglio: Obbligo vaccinale pediatrico, incaricato/a delle questioni linguistiche
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha evidenziato che la mozione era di 43 pagine, il che era legittimo, ma sarebbe stato opportuno un minor numero di pagine: “Mi sembra che ogni mese votiamo sullo stesso tema”, ha aggiunto, ovvero che i bambini non vaccinati non vengano esclusi dal sistema educativo provinciale. Lei ritiene che tutti i bambini dovrebbero avere il diritto di frequentare scuole e asili e che nessuno debba essere escluso, nemmeno i bambini non vaccinati. Ha proposto di votare il punto 2. solo fino alla parola “poiché”, e lo stesso al punto 3., votando da questa parola separatamente.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto che emozioni e percezioni sono soggettive, ma se si legge la mozione essa riguarda la Conferenza Stato-regioni, ovvero la sua convocazione; le motivazioni sono state spiegate. Questo sarebbe da approvare, perché è anche nell’interesse della Provincia che ci siano nuovi sviluppi e si cerchino soluzioni. Paradossale è la componente europea, ovvero la gestione differente negli stati UE: si ha l’impressione che la scienza non sia universale. Il tasso di vaccinazione è a volte più alto dove non c’è un obbligo, comunque le decisioni in merito sono chiaramente politiche e non scientifiche.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che l’obbligo vaccinale, che non tutti i paesi introducono, è una tutela della salute. In Italia c’è da molti anni, la novità sono le sanzioni e il collegamento con l’iscrizione scolastica. Le opinioni in merito possono essere diverse, ma non si mette in discussione l’efficacia del vaccino. Holzeisen chiede di convocare la Conferenza, ma è il Ministro della Salute che può convocarla, insieme ad altri organi, per decidere se l’obbligo può essere abolito. La Provincia non ha diritto di convocare la Conferenza. In quanto alle vaccinazioni, l’Alto Adige è la regione con il tasso di vaccinati più basso, già prima dell’obbligo. Se non convoca gli organi previsti, il Ministro deve redigere una relazione, ma se non lo fa non succede niente, non c’è una sanzione. La maggioranza è convinta che la tutela vaccinale sia molto importante e abbia salvato molte vite umane: l’Italia ha deciso di intraprendere questo percorso, e ci sono state molte voci critiche, ma convocare la Conferenza Stato-Regioni non è sensato né previsto dalla legge. Holzeisen ha replicato che Kompatscher ha il diritto di iniziativa e può chiedere al Ministro di convocare la Conferenza Stato-Regioni, e che solo dopo aver sentito questa e gli altri organi il Ministro può decidere. I Verdi, che sono a favore della trasparenza, in questo contesto non la difendono, perché non contestano il fatto che il Ministro della Salute ormai da 10 anni non ottemperi all’obbligo di verifica. La mozione è stata posta in votazione per punti separati e voto nominale e respinta: le premesse con 7 sì, 24 no e 1 astensione, il punto 1. con 16 sì e 16 no, l’1.1. con 16 sì e 16 no, l’1.2. con 15 sì, 16 no e 1 astensione, l’1.3. con 15 sí, 16 no e 1 astensione, l’1.4. con 15 sí e 17 no, l’1.5. con 7 sì e 25 no, l’1.6. con 7 con 15 no e 9 astensioni, il 2. fino a “famiglie interessate con 15 sì e 16 no, il 3. Fino a “compreso il servizio tagesmutter” con 15 sì e 17 no.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi presentato la Introduzione della figura dell‘incaricato/incaricata delle questioni linguistiche per garantire il rispetto del bilinguismo nel pubblico servizio (presentata dai conss. Rabensteiner, Knoll, Atz e Zimmerhofer il 18/12/2025), con la quale chiedeva di chiedere al Consiglio provinciale di deliberare quanto segue: 1. Introdurre la figura dell’incaricato/incaricata delle questioni linguistiche. Si incarica la Giunta provinciale di introdurre la figura di incaricato/incaricata delle questioni linguistiche presso l’Ufficio lingue ufficiali e diritti civici. Questa figura collabora con l’Ufficio in termini organizzativi, dispone però di funzioni indipendenti di controllo e di verifica per garantire il rispetto dell’obbligo di bilinguismo nel servizio pubblico. 2. Definire chiaramente i compiti di questa figura professionale. Si incarica la Giunta provinciale di deliberare i seguenti compiti per il profilo della persona incaricata delle questioni linguistiche: a) controlli in loco in caso di lamentele – in caso di segnalazioni pervenute la persona incaricata è autorizzata a recarsi personalmente presso gli uffici, i servizi o le strutture per verificare direttamente il problema. Le sedi interessate devono fornire informazioni esaurienti e accesso agli atti; b) verifica dell’uso effettivo della lingua – la persona incaricata delle questioni linguistiche verifica in modo mirato se il personale in possesso di valido certificato di bilinguismo utilizza correttamente e conosce la seconda lingua, sia nell’uso orale che nello scritto; i controlli vengono effettuati regolarmente, sia in caso di segnalazioni pervenute sia a campione, al fine di garantire comunque il rispetto dell’obbligo di bilinguismo; c) conseguenze in caso di conoscenze linguistiche insufficienti – se la persona incaricata dovesse constatare che dipendenti in possesso di un valido certificato di bilinguismo al lavoro non usano la seconda lingua come previsto per legge è autorizzata: a sospendere l’erogazione dell’indennità di bilinguismo, ad imporre un esame di verifica delle conoscenze linguistiche, a trasmettere una segnalazione all’ufficio personale competente per verificare ulteriori provvedimenti disciplinari; d) documentazione dell’attività svolta – la persona incaricata delle questioni linguistiche e l’Ufficio lingue ufficiali e diritti civici redigono annualmente una relazione contenente: il risultato dei controlli, in quali sedi sono state effettuate le verifiche, le misure adottate, le sedi in cui le conoscenze linguistiche sono generalmente migliorate/peggiorate. Secondo Rabensteiner, il diritto all’uso della madrelingua tedesca è un pilastro della nostra autonomia e il presupposto per un servizio pubblico funzionante in provincia; tuttavia, numerose lamentele pervenute mostrano che l’obbligo di bilinguismo non è rispettato ovunque, e le proteste aumentano. Di frequente ci si deve confrontare con competenze linguistiche insufficienti del personale che portano a difficoltà di comprensione e disservizi., ma così come nel privato ci sono molti e rigorosi controlli, e tutto questo non è un problema, anche nel servizio pubblico è necessario controllare, tramite una verifica mirata, indipendente ed effettuata direttamente sul posto per constatare se le prescrizioni di legge in materia di bilinguismo siano effettivamente rispettate e se il personale in possesso di un attestato di bilinguismo le applichi correttamente anche nel lavoro quotidiano, altrimenti si tratta di “una frode nei confronti dei contribuenti”.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha evidenziato l’importanza dell’utilizzo della madrelingua nei servizi pubblici; ha chiesto poi come il proponente si immagina le verifiche proposte, e se l’incaricato dovrebbe andare di persona nei vari posti. In quanto al punto c, sospendere l’indennità di bilinguismo non è possibile, essa nell’azienda sanitaria fa parte dello stipendio base, al contrario di quanto avviene per i docenti. Ha chiesto anche come funzionerebbe la verifica obbligatoria e in cosa consisterebbero i provvedimenti disciplinari; si tratta di persone che spesso hanno un contratto a tempo indeterminato. Il tutto dovrebbe essere meglio definito e molte affermazioni sono sbagliate.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha evidenziato che ottenere l’autonomia è stata una lotta, e bisogna continuare a sostenerla, ma la mozione non tiene conto di quanto è stato raggiunto in provincia di Bolzano. Ci sono apposite commissioni che certificano le competenze linguistiche, che allora non avrebbero più senso; quanto proposto non è realizzabile nella pratica, ma ció che è molto grave è che non si considera che il bilinguismo è un diritto conquistato e va preso sul serio, mentre con queste mozioni non si tiene conto di quanto è giá stato raggiunto e delle strutture che sono state create. Il patentino di bilinguismo è uno strumento a disposizione della convivenza e una garanzia affinché tutti possano parlare la propria lingua.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, ha risposto a Foppa che anche la patente va rinnovata da una certa etá in poi, e questa non è una mancanza di rispetto nei confronti dle medico che aveva fatto la prima verifica; anche i contadini devono superare degli esami per irrorare. Ha quindi ricordato l’audizione dei candidati alla Difesa civica, con alcuni candidati con patentino che non erano in grado di rispondere a domande in lingua tedesca. Nel corso degli anni ci si può anche dimenticare l’altra lingua.Quando si va in tribunale, né il portiere né i funzionari della sicurezza parlano in tedesco. Se ci si trova davanti a un addetto, per esempio alle poste, che non parla tedesco, si potrebbe segnalare all’incaricato che verificherebbe di persona, cosa che il commissariato del Governo non fa.
Paul Köllemsperger (Team K) ha detto che bisogna anche proporre soluzioni applicabili, come era stata quella del collega Ploner che aveva proposto per il personale sanitario esami di bilinguismo specifici per il settore. Ha ricordato che nel settembre 2024 era stato deciso il potenziamento dell’Ufficio questioni linguistiche, proprio per verificare il rispetto delle norme, e chiesto a Kompatscher cosa era stato fatto di concreto.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha detto a Knoll che non proponeva di ripetere l#esame di bilinguismo ogni 5 anni, ma di introdurre una sorta di polizia del bilinguismo. L’obiettivo è avere tanti funzionari pubblici che parlino bene entrambe le lingue, ma questo non si raggiunge minacciando le persone di sanzioni, bensì investendo nel plurilinguismo e riconoscendo i bisogni di ulteriore sostegno. Ha quindi ricordato la proposta di interpreti simultanee nell’azienda sanitaria. Il sistema del patentino funziona bene, non si può abolire così. La proposta di rabensteiner non risolve la questione.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha chiarito che si tratta di un tema centrale per l’autonomia, che merita risposte serie ed equilibrate; la tutela delle lingue ufficiali e il diritto all’uso della madrelingua sono valori fondamentali. Ha ricordato le tante iniziative promosse dal PD per l’apprendimento precoce della seconda lingua, mentre in quegli anni la destra italiana rivendicava il “siamo in italia e si parla italiano”. Il problema della mozione non è l’obiettivo, ma l’impostazione: essa propone una risposta quasi esclusivamente sanzionatoria; una sorta di Sprachpolizei che non porta miglioramenti ma produce un clima di paura e sospetto. Il bilinguismo diffuso non esiste, ma non vanno scaricate sui lavoratori responsabilità che sono politiche.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA WIrth Anderlan) ha ricordato l’articolo 19 per il quale gli antenati si erano battuti, e certificato la posizione di Foppa. Chi ottiene il patentino deve sapere che dopo 5 anni viene controllato, mentre ora il diritto alla madrelingua negli uffici pubblici non viene garantito: questo non ha nulla a che vedere con la convivenza, come vorrebbe Repetto.
Il diritto alla madrelingua nel servizio pubblico è sancito nell’Accordo di Parigi e nello Statuto, ha ricordato il presidente della Provincia Arno Kompatscher, mentre patentino e bilinguismo sono nelle norme di attuazione. È legittimo chiedersi come e dove si può migliorare,perché è vero che non dappertutto funziona, non è corretto dire che dal 1972 la situazione è sempre peggiorata: un tempo erano pochi i funzionari che parlavano tedesco. Ci sono sempre stati casi di mancanza di segnaletica in una lingua, spesso il tedesco, ma ci sono anche casi, nei Comuni, in cui bisognerebbe aggiungere l’italiano. Nell’accordo di governo è stato stabilito che è necessario intervenire, e si sta in effetti lavorando in questa direzione. Si presenteranno anche delle proposte, perché è giusto verificare come migliorare. Teoricamente, si potrebbe anche allontanarsi dal principio della certificazione definitiva, ma la proposta in esame non va bene: non è creando un incaricato e prevedendo delle sanzioni che si risolve il problema. Per migliorare si punterà anche su nuovi strumenti, come l’AI, ma tutto questo non deve cambiare ciò che è stato sancito con l’Autonomia. Il presidente ha fatto riferimento anche all’identificazione di certificati falsi, che sono stati denunciati. La STF può fare delle proposte, ma devono essere attuabili; inoltre, ci vuole l’impegno e la consapevolezza di tutti, e bisogna sensibilizzare in questo senso. Vero è che non sempre le cose funzionano come dovrebbero, ma negli ultimi decenni è stato fatto molto. Rabensteiner ha chiarito che la sua era una proposta di miglioramento, ma ogni volta che si fanno delle proposte queste vengono respinte, e la sinistra cerca sempre il pelo nell’uovo e deride. Gli imprenditori sono ben abituati ai tanti controlli, essi devono essere possibili anche per garantire un diritto fondamentale dei cittadini. Messa in votazione, la mozione è stata respinta con 7 sí, 24 no e 2 astensioni.
**MC**
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