(AGENPARL) - Roma, 14 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 14 January 2026 *Energia. Azione, rivedere concessioni per la distribuzione elettricità *
*I costi del monopolio Enel si scaricano sugli utenti*
“Sarebbe necessario riavviare una profonda revisione delle modalità di
remunerazione delle attività in concessione relative alla distribuzione e
alla trasmissione di energia elettrica che sono svolte in regime di
monopolio da E-distribuzione, società del gruppo Enel e regolate da Arera.
Sarebbe questo un modo per riportare i risultati operativi italiani al
livello delle corrispondenti società europee. Il governo, invece, non
interviene e i costi si scaricano sulle bollette dei cittadini e delle
imprese”. Lo dicono Fabrizio Benzoni e Antonio D’Alessio, deputati di
Azione, in occasione del question time alla Camera con il ministro
dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
“Il ministro Pichetto Fratin – proseguono Benzoni e D’Alessio – non ha
risposto a nessuna delle questioni centrali che avevamo posto: gli oneri e
gli investimenti per la distribuzione che vengono confermati erano già
previsti nel rinnovo della concessione; sarebbe stata utile una gara per
individuare soggetti disponibili a fare quegli investimenti a prezzo
minore. L’Italia ha già i costi per la distribuzione più alti in Europa e
il governo Meloni non fa niente per evitare che aumentino. La distribuzione
elettrica è infatti concentrata nelle mani del principale operatore che
serve l’85 per cento dell’utenza. Le concessioni in essere sono state
prorogate per un periodo di 20 anni per la necessità di investimenti
straordinari sulla sicurezza, l’affidabilità e l’efficienza della rete.
Questa giustificazione ci appare pretestuosa sia perché le finalità
indicate già rientrano negli obblighi del concessionario, tutti regolati da
Arera, sia perché non vi è alcun motivo per supporre che altri gestori
vincitori della gara non sarebbero in grado di realizzare i medesimi
investimenti. Anche Arera aveva suggerito di fissare oneri concessori
contenuti in modo da limitare l’impatto sui clienti ma il decreto
ministeriale che avrebbe dovuto realizzare tutto ciò non è ancora stato
emanato. Questo ritardo conferma l’imbarazzo del governo nel giustificare
un così favorevole e immotivato trattamento delle attuali concessionarie”.
*Ufficio Stampa Azione*
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