(AGENPARL) - Roma, 13 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 13 January 2026 regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello,
in merito alla mobilità sanitaria. Con preghiera di diffusione, si
ringrazia. *
*COMUNICATO STAMPA *
*Sanità, Chiorazzo e Vizziello (BCC): “Oltre 400 milioni di euro in tre
anni per la mobilità passiva, altro che inversione di tendenza”. *
“Con riferimento alle dichiarazioni dell’Assessore regionale alla Sanità,
Cosimo Latronico, sui dati relativi alla mobilità sanitaria, riteniamo
doveroso riportare il dibattito su un piano di verità e responsabilità
istituzionale”. Lo dichiarano il Presidente di Basilicata Casa Comune e
Vice Presidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, e il Capogruppo
di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, Gianni Vizziello.
“Negli ultimi tre anni – sottolineano i consiglieri di BCC – la Regione
Basilicata ha pagato oltre 400 milioni di euro per prestazioni sanitarie
erogate ai lucani fuori regione, non sempre riconducibili a cure di alta
specialità. Un dato strutturale, pesantissimo sul piano finanziario e
indicativo del livello di fiducia dei cittadini verso il sistema sanitario
regionale, che non può essere ridimensionato con operazioni di maquillage
comunicativo”.
“Parlare di inversione di tendenza – aggiungono Chiorazzo e Vizziello –
appare francamente imbarazzante, se si considera che nel 2024 il saldo
della mobilità sanitaria registra un recupero di poco più di un milione di
euro rispetto al 2023. A questo ritmo, e tenuto conto che il Presidente
Bardi e il centrodestra governano la sanità lucana da sette anni, dovremmo
attendere decenni prima di vedere risultati tangibili in termini di
preferenza dei lucani a curarsi in Basilicata anziché affrontare viaggi
della speranza fuori regione”.
“Non ci sorprende la narrazione dell’Assessore Latronico – proseguono i
consiglieri – ormai immolato a una difesa ad oltranza dell’esistente, fino
ad assumere tratti che rasentano il negazionismo istituzionale. Ci
sorprende, invece, il silenzio o le sporadiche prese di posizione
giornalistiche di chi aveva fatto della sanità una bandiera programmatica,
arrivando persino a firmare un ‘patto’ con i lucani in pieno stile
berlusconiano, salvo poi limitarsi a interventi episodici, spesso in
coincidenza con le nomine del management sanitario”.
“La nostra posizione – chiariscono i consiglieri – resta quella della
collaborazione responsabile per superare la crisi profonda del sistema
sanitario lucano. Abbiamo presentato, e continueremo a presentare, proposte
concrete per ridurre le liste di attesa, contenere la spesa farmaceutica,
ottimizzare le risorse finanziarie assegnate al sistema sanitario
regionale”.
“Risorse che invece – evidenziano Chiorazzo e Vizziello – continuano a
essere gestite in modo opaco e discutibile, come dimostra il progetto
Basilicata On Health. Risorse importanti, 50 milioni di euro per giunta
sottratti alle compensazioni ambientali destinate a progetti di sviluppo
sostenibile, che avrebbero dovuto potenziare anche la sanità territoriale,
e di cui attendiamo da mesi risposte puntuali dall’Assessore sulla reale
destinazione e sui risultati conseguiti. Nel frattempo, in molti comuni
lucani non si riesce più a garantire neppure la continuità assistenziale.
Mentre altre regioni investono per rendere più attrattivi i piccoli comuni,
prevedendo incentivi aggiuntivi per i medici, così come abbiamo proposto da
tempo, in Basilicata si continuano a disperdere risorse senza garantire il
diritto fondamentale alla salute”.
“Per queste ragioni – concludono Chiorazzo e Vizziello – chiediamo al
Presidente Bardi di intervenire seriamente sulla sanità, recuperando un
approccio collaborativo e superando autoreferenzialità e isolamento che non
producono alcun risultato. A partire dalla presentazione e discussione del
Piano Sanitario Regionale, di cui, al netto di una fugace apparizione in
una riunione di giunta di fine anno, continuiamo a non conoscere le scelte
strategiche. Senza una visione chiara e condivisa, il sistema sanitario
lucano rischia davvero di implodere, con costi sociali ed economici che i
lucani non possono più permettersi”.
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