(AGENPARL) - Roma, 8 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 08 January 2026 A Matteo Giambartolomei (FdI) risponde la presidente Stefania
Proietti: “è volontà della Giunta affrontare con celerità le
tematiche inerenti al personale con particolare attenzione ai criteri
per il riparto destinati all’indennità di pronto soccorso”
(Acs) Perugia, 8 gennaio 2026 – L’Assemblea legislativa
dell’Umbria ha discusso oggi l’interrogazione a risposta immediata
“Convocazione sede di contrattazione integrativa comparto sanità.
Intendimenti della Giunta”, presentata dal consigliere Matteo
Giambartolomei (FdI).
Illustrando l’atto in Aula, Giambartolomei ha detto che
l’interrogazione chiede “quando la Giunta regionale intenda
procedere alla convocazione della sede di contrattazione integrativa
per la definizione dei criteri di utilizzo e riparto delle risorse;
quando si intenda dare corso all’assoggettamento fiscale e alla
conseguente corresponsione degli arretrati dell’indennità di pronto
soccorso al personale avente diritto”.
“Ricordo che il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro del
comparto sanità – ha detto Giambartolomei illustrando il suo atto
-, sottoscritto il 27 ottobre 2025, ha aggiornato l’importo pro
capite dell’indennità di pronto soccorso sulla base delle risorse
specificamente stanziate e ripartite per ciascuna Regione. Tali
risorse determinano una differenziazione degli importi in relazione
alle diverse categorie professionali, in ragione delle funzioni svolte
e delle peculiari criticità operative dei servizi di
emergenza–urgenza. Il fondo destinato all’indennità di pronto
soccorso è finalizzato a compensare le condizioni di elevata
complessità, rischio, stress lavorativo e carico assistenziale che
caratterizzano strutturalmente i pronto soccorso. In assenza di
adeguati riconoscimenti economici e organizzativi, si registra un
crescente fenomeno di dimissioni volontarie e di progressivo
disinteresse verso l’attività di emergenza–urgenza, con
conseguente difficoltà nel garantire la piena operatività dei
servizi. Regioni come la Lombardia e l’Emilia Romagna hanno già
provveduto ad attivare la contrattazione integrativa e a liquidare gli
arretrati dell’indennità di pronto soccorso”.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha risposto che
“questa Amministrazione sta operando nel rispetto della tempistica
dettata dal nuovo contratto nazionale di lavoro del comparto sanità
sottoscritto lo scorso 27 ottobre 2025. Il dettato contrattuale
prevede un termine di novanta giorni dall’entrata in vigore per
l’avvio del confronto regionale sulle materie di indirizzo generale
strategiche, termine che scadrà il prossimo 26 gennaio. A tale
proposito la Direzione Regionale Salute e Welfare ha già programmato
e formalmente comunicato, lo scorso 23 dicembre, l’avvio delle
procedure, fissando un primo incontro per il giorno 12 gennaio
prossimo. Tale convocazione, che anticipa sensibilmente la scadenza
prevista, testimonia la volontà della Giunta di affrontare con
celerità le tematiche inerenti al personale con particolare
attenzione proprio ai criteri per il riparto destinati all’indennità
di pronto soccorso. L’avvio del confronto è stato preceduto da una
doverosa e approfondita analisi del panorama normativo e sindacale
resasi necessaria a seguito della particolare situazione determinatasi
a livello nazionale, che ha visto alcune importanti sigle non
sottoscrivere il nuovo contratto nazionale di lavoro 2022-2024. In
questo scenario emerge un marcato pluralismo in cui le organizzazioni
che non hanno firmato il contratto nazionale rappresentano quasi il 40
per cento della forza lavoro totale e altre il 55 per cento del
personale sindacalizzato. Pur nel rigoroso rispetto delle prerogative
negoziali riservate al contratto alle sole sigle firmatarie, la
Regione ha inteso integrare il programmato avvio della fase del
confronto regionale prevista dall’articolo 7 del contratto nazionale,
che spetta in via esclusiva le sole sigle firmatarie, con un
successivo incontro di ascolto e illustrazione allargato anche alle
sigle non firmatarie, maggiormente rappresentative. Questo approccio,
aperto alla partecipazione di tutte le sigle maggiormente
rappresentative, è volto ad assicurare che le scelte strategiche
regionali godano della necessaria conoscenza da parte di tutte le
parti sociali dotate di ampia legittimità politica anche al fine del
conseguimento della più larga auspicata pacificazione sociale e
conseguentemente dell’efficacia del servizio sanitario. Tuttavia, tale
approccio inclusivo non rallenterà l’iter negoziale. Per quanto
riguarda l’erogazione degli arretrati, l’iter amministrativo prevede i
seguenti passaggi giuridici: la definizione dell’accordo regionale con
le sigle firmatarie; il recepimento tramite delibera di Giunta
regionale; l’assegnazione delle risorse alle singole aziende del
servizio sanitario regionale. Obiettivo della giunta è concludere la
fase negoziale e l’adozione della delibera in tempi brevi, consentendo
alle Aziende di procedere alla liquidazione delle somme spettanti nel
più breve tempo possibile. In merito al trattamento fiscale, la
Regione non ha il compito istituzionale di fornire indicazioni in
merito, spettando tale valutazione esclusivamente alle singole Aziende
che in qualità di sostituti d’imposta individueranno i corretti
regimi fiscali da applicare, ma a tal fine mi piace sottolineare che
la Regione sta effettuando un coordinamento tra le direzioni
amministrative delle Aziende per l’individuazione dei corretti
uniformi regimi fiscali da applicare”.
Nella replica, Giambartolomei ha detto che “a prescindere da tutte
quelle che sono le difficoltà amministrative e burocratiche che ben
comprendiamo, è nota l’importanza e la criticità del comparto
dell’emergenza-urgenza, in particolar modo nella nostra regione. Oggi
più che mai sono evidenti i problemi legati al reperimento del
personale. Per questo dovremo fare di tutto affinché chi lavora in
questo comparto dell’emergenza urgenza venga motivato e garantito
per un avere un servizio efficiente e di qualità. Quello
dell’emergenza urgenza è un comparto particolarmente esposto ad
ogni tipo di rischio, fino ad arrivare ad aggressioni fisiche e
verbali. Quindi credo che, a prescindere da tutti quelli che sono
chiaramente i rallentamenti amministrativi e burocratici, è
necessario accelerare al massimo i tempi”. AS/
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81770
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