(AGENPARL) - Roma, 8 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 08 January 2026 Interrogazione di Arcudi (Tp-Uc), Romizi (FI) e Tesei (Lega), la
presidente Stefania Proietti risponde: “Ci sono stati 6 ordini di
servizio e 20 verbali del coordinatore della sicurezza rivolti
all’impresa. Casa di comunità opera strategica che verrà portata a
compimento anche se la ditta si rivelasse completamente completamente
inadempiente, recuperando risorse economiche alternative al Pnrr”
(Acs) Perugia, 8 gennaio 2026 – L’Assemblea legislativa
dell’Umbria ha discusso oggi l’interrogazione a risposta immediata
su “Blocco dei lavori della casa di Comunità di Monteluce e rischio
di perdita di fondi Pnrr”, presentata dai consiglieri Nilo Arcudi
(Tp-Uc), Andrea Romizi (FI) e Donatella Tesei (Lega).
Illustrando l’atto in Aula, Arcudi ha spiegato che
l’interrogazione chiede alla Giunta “quali siano le reali e
specifiche cause che hanno determinato il blocco del cantiere per la
realizzazione della Casa di Comunità nel quartiere di Monteluce a
Perugia e quali azioni immediate, concrete e risolutive siano state
intraprese nei confronti dell’impresa appaltatrice per imporre
l’immediata ripresa dei lavori; se sia stato formalizzato un nuovo
cronoprogramma, che sia certo e vincolante, in grado di garantire il
completamento definitivo dell’opera entro e non oltre le scadenze
finali imposte dal Pnrr, e quali garanzie oggettive la Giunta possa
fornire sul suo rispetto. Ma anche quale sia il piano alternativo che
la Regione intende attivare qualora l’attuale impresa si dimostrasse
inadempiente, al fine di scongiurare il definanziamento dell’opera e
assicurarne comunque la realizzazione, anche attraverso la risoluzione
del contratto e un nuovo affidamento d’urgenza. Infine si chiede se la
Giunta intenda fornire ulteriori chiarimenti puntuali circa le
interlocuzioni già avviate con la Usl Umbria 1 e con i competenti
organi ministeriali, e se tali soggetti abbiano manifestato eventuali
criticità o rilievi in merito allo stato di avanzamento del progetto.
I lavori per la realizzazione della Casa di Comunità di Monteluce,
formalmente consegnati all’impresa appaltatrice a febbraio 2025,
risultano ad oggi in uno stato di sostanziale blocco. Lo stato di
avanzamento del cantiere appare fermo alle fasi del tutto preliminari.
La piena operatività delle Case di Comunità è un obiettivo
prioritario della Missione 6 del Pnrr, la cui mancata attuazione
comprometterebbe uno dei pilastri della riforma dell’assistenza
sanitaria territoriale. I finanziamenti del Pnrr sono vincolati a
scadenze temporali perentorie, il cui mancato rispetto comporterebbe
la revoca delle risorse con un conseguente, gravissimo danno per
l’Umbria. Le generiche motivazioni addotte dalla Usl 1, che
attribuiscono il fermo a ‘ragioni organizzative’ dell’impresa, non
sono sufficienti a chiarire la gravità della situazione né a
rassicurare sulla sua risoluzione”.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha risposto che
“nell’ottobre 2024 è stato approvato il progetto definitivo della
Casa di comunità di Monteluce. Si era dunque accumulato un ritardo di
tre anni rispetto alle tempistiche del Pnrr. Nel gennaio 2025 questa
amministrazione ha ottenuto la stipula del contratto specifico di
appalto integrato per la realizzazione della struttura. Il 25 febbraio
sono stati consegnati i lavori. Da allora ci sono stati 6 ordini di
servizio e 20 verbali del coordinatore della sicurezza, con la Usl 1
che ha sollecitato ripetutamente l’appaltatore (selezionato
nell’ambito dell’accordo di programma da Invitalia). Abbiamo
fortemente sollecitato l’appaltatore che ha trasmesso un
cronoprogramma dei lavori ribadendo la volontà di terminare il
cantiere nei tempi previsti. Nei due mesi successivi il cantiere è
stato presidiato costantemente dal coordinatore della sicurezza.
Recentemente il ministero della Salute ha precisato che la conclusione
dei lavori non può essere spostata rispetto alla data di marzo 2026 e
di fronte alle acclarate inadempienze della ditta la Usl 1 si riserva
ogni azione di tutela nei confronti dell’impresa, valutando anche le
necessarie azioni per il risarcimento dei danni qualora non venga
rispettato l’impegno preso. Per questa Giunta la Casa di comunità
è strategica e verrà in ogni caso portata a compimento anche se la
ditta si rivelasse completamente inadempiente, recuperando risorse
economiche alternative al Pnrr”.
Il consigliere Arcudi ha replicato: “La risposta conferma le nostre
preoccupazioni e ufficializza che l’obiettivo di indirizzare le
risorse del Pnrr sulla Casa di comunità non verrà raggiunto e che
quelle risorse rischiano di andare perdute. Una operazione non
positiva che responsabilizza tutti e che rappresenta una sconfitta per
tutti. Positivo, comunque, l’impegno della Giunta a voler comunque
completare quell’opera”. MP
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81763
————– parte successiva ————–
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