(AGENPARL) - Roma, 7 Gennaio 2026(AGENPARL) – Wed 07 January 2026 *Progetto eolico Phobos, la Regione Umbria si è costituita in giudizio.
L’assessore Thomas De Luca: “Ecco cosa accadrà ovunque se il Governo non
modifica il decreto Transizione 5.0 e non ritira l’impugnativa contro la
legge regionale umbra”*
(aun) – Perugia, 7 gennaio 2026 – “Se oggi siamo costretti a costituirci
in giudizio è perché la Regione Umbria nel 2025 ha concluso l’iter
autorizzativo con un esito negativo, a differenza della Presidenza del
Consiglio dei Ministri che con la deliberazione del 27 giugno 2023 ha dato
esito positivo. Decreto, a firma di Giorgia Meloni, che ha visto
l’unanimità del Governo nonostante il parere contrario del Ministero della
Cultura. Una scelta pienamente discrezionale del Governo a favore di questo
impianto che non abbiamo condiviso e che non condividiamo”. Così
l’assessore regionale Thomas De Luca a proposito del Progetto Phobos,
impianto eolico di sette aerogeneratori da 6 MW ciascuno per una potenza
complessiva di 42 MW nei comuni di Castel Giorgio e Orvieto. Con la DGR n.
1367 del 30 dicembre 2025, ben prima di avere notizia della Sentenza del
Consiglio di Stato, la Regione Umbria si è costituita in giudizio sul
ricorso della società proponente avverso al diniego all’autorizzazione da
parte della Regione.
“Il mio è un appello a tutti i parlamentari umbri della maggioranza di
Governo, a partire dai Sen. Franco Zaffini e Antonio Guidi, in quanto il
decreto Transizione 5.0 approderà prima al Senato, ma successivamente agli
On. Raffaele Nevi, Catia Polidori, Emanuele Prisco e Virginio Caparvi ad
accogliere le proposte emendative avanzate in sede di Conferenza
Stato-Regioni. In particolare l’emendamento 20 che prevede il ripristino
delle aree non idonee – prosegue l’assessore De Luca – senza queste
modifiche quello che è successo a Castel Giorgio accadrà ovunque in Umbria.
Le scelte miopi del Governo trasformeranno radicalmente il paesaggio
orvietano ed umbro. Anche con un esito negativo dell’autorizzazione
regionale, con una VIA nazionale favorevole l’esito viene sistematicamente
ribaltato vanificando qualsiasi tutela territoriale”.
Questa situazione si inserisce nel quadro di riferimento
dell’impugnazione da parte del Governo della legge regionale n. 7/2025. “La
nostra legge regionale è nata per governare il territorio, escludendo tutte
le visuali identitarie dell’Umbria, Orvieto e la sua rupe in primis,
dall’installazione di impianti industriali, come pale eoliche alte 250
metri. Il Governo Meloni ha impugnato la nostra legge perché secondo loro
non dovremmo farlo. La liberalizzazione selvaggia – conclude l’assessore De
Luca – favorisce esclusivamente interessi estranei a quelli nazionali e del
territorio umbro, danneggiando per sempre l’identità paesaggistica
dell’Umbria. Inutile riconoscere la cucina italiana come patrimonio UNESCO,
per poi cancellarne i luoghi dove i suoi alimenti d’eccellenza vengono
prodotti”.
