(AGENPARL) - Roma, 4 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Sun 04 January 2026 Cia-Agricoltori: sui dazi negli Usa la partita è tutt’altro che vinta
“La partita dei dazi negli Usa è tutt’altro che vinta tenuto conto del
forte peso dell’export del made in Basilicata sui mercati americani che nel
primo semestre del 2025 (dati Banca d’Italia) ammonta, complessivamente, a
86 milioni di euro e che a risentire dei dazi introdotti – anche se
ribassati su alcuni prodotti- sono soprattutto quelli agroalimentari e il
vino”. Così Giambattista Lorusso, presidente Cia-Agricoltori Potenza che
aggiunge: “intendiamo tenere la guardia alta come abbiamo dimostrato a
Bruxelles il 18 dicembre scorso con la grande manifestazione non solo
contro sciagurate ipotesi di taglio della Pac ma anche perché sul fronte
degli scambi economici internazionali decisivo è il ruolo dell’Italia e
dell’Unione Europea”. Nel ricordare la “tremenda” previsione di Svimez
della perdita di 13,8 milioni di euro per l’intero comparto
agro-industria-alimentare lucano per effetto dei dazi Usa, Cia aggiunge che
anche per l’export del vino lucano sui mercati Usa, con i dazi al 15%, il
bicchiere rimarrà mezzo vuoto. Parliamo del 24% delle nostre bottiglie Doc,
soprattutto aglianico, che raggiungono ristoranti e store specializzati
negli Usa. Il giro d’affari complessivo del vino lucano è tra i 13 e i 15
milioni di euro. La bottiglia di aglianico di etichetta pregiata potrebbe
toccare i 25-30 dollari e quindi allontanare i consumatori dirottandoli
verso i vini della California più economici. . L’analisi dell’Ufficio Studi
Nazionale Cia sui dati Istat registra per settembre 2025 un pesante
-11%, quarto mese consecutivo di flessione causata dai nuovi dazi Usa. Un
arretramento che interrompe un ciclo di crescita pluriennale del Made in
Italy oltreoceano e che colpisce in modo significativo la nostra regione
particolarmente esposta per la forza e la riconoscibilità delle sue filiere
agroalimentari.
“L’attenzione resti alta sulla vera emergenza che ha riunito, nel cuore
dell’Europa, 40 organizzazioni aderenti al Copa-Cogeca con più di 10 mila
agricoltori. Fermare la proposta di riforma della Pac, targata Ursula von
der Leyen – afferma il presidente nazionale Cia Cristiano Fini – è sempre
in cima alle nostre priorità e la più stringente ragione della nostra
mobilitazione partita da mesi e non intenzionata a fermarsi -ribadisce
Fini, al rientro dalla protesta con una folta delegazione confederale-.
All’agricoltura, senza la quale non c’è futuro, vanno garantite più risorse
ed equità, non quei tagli di budget che sottraggono all’Italia 9 miliardi
di euro, né la dissoluzione della Pac in un Fondo unico”.
Amaro il bilancio su questo fronte. “Dalla von der Leyen solo parole di
vicinanza. Non serve solidarietà -conclude Fini-. Dalla presidente della
commissione Ue ci aspettiamo responsabilità istituzionale, che riconosca
l’abbaglio e riveda in toto la sua politica per l’agricoltura, per l’export
dei nostri prodotti, e quindi nei rapporti con l’Amministrazione Trump, per
il bene della sicurezza alimentare, per i cittadini di tutta Europa”.
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