(AGENPARL) - Roma, 2 Gennaio 2026L’amministrazione del presidente Donald Trump ha avviato una stretta significativa sulle green card ottenute tramite matrimonio, ponendo di fatto fine alla percezione diffusa che sposare un cittadino statunitense garantisca automaticamente la residenza legale negli Stati Uniti. Il cambio di rotta arriva nel contesto di una più ampia repressione contro le frodi sui visti matrimoniali, un fenomeno che, secondo le autorità federali, sarebbe in costante crescita.
Sebbene il matrimonio con un cittadino americano non abbia mai costituito una garanzia assoluta per l’ottenimento della green card, per anni è stato considerato uno dei percorsi più solidi verso la regolarizzazione. Oggi, tuttavia, gli U.S. Citizenship and Immigration Services (USCIS) stanno adottando criteri di valutazione molto più severi, alimentando preoccupazione tra avvocati e richiedenti.
L’avvocato specializzato in immigrazione Brad Bernstein, dello studio Spar & Bernstein, ha dichiarato che l’agenzia federale sta esaminando i matrimoni con un livello di scetticismo senza precedenti. “Sposare un cittadino statunitense non è più una garanzia quasi assoluta di residenza legale”, ha spiegato, avvertendo i clienti di un cambiamento sostanziale nell’approccio dell’USCIS.
Uno degli elementi centrali della nuova linea è la convivenza effettiva tra i coniugi. Secondo Bernstein, l’amministrazione Trump ha dato priorità al domicilio condiviso, un requisito che in passato non era considerato determinante. “Agli ufficiali dell’immigrazione non importa perché vivete separati – lavoro, studio, difficoltà economiche o comodità – se non vivete nella stessa casa tutti i giorni, il matrimonio viene messo in discussione”, ha affermato.
Una volta che il matrimonio viene ritenuto sospetto, le autorità avviano indagini approfondite che possono includere visite domiciliari e verifiche incrociate. “Quando iniziano a indagare, cercano di negare la richiesta. Se volete una green card basata sul matrimonio, dovete convivere. Punto”, ha sottolineato l’avvocato.
L’USCIS ha ribadito ufficialmente che il matrimonio deve essere autentico e contratto in buona fede, con l’intenzione reale di costruire una vita insieme, e non un accordo di comodo finalizzato ad aggirare le leggi sull’immigrazione. Le richieste presentate da coppie sospettate di frode vengono respinte senza esitazione.
La linea dura non riguarda solo le nuove domande. A novembre, l’amministrazione Trump ha lasciato intendere che anche le green card già rilasciate potrebbero essere sottoposte a riesame. In un messaggio pubblicato nel giorno del Ringraziamento, il direttore dell’USCIS Joseph Edlow ha annunciato l’avvio di un controllo “rigoroso e completo” su ogni green card rilasciata a cittadini stranieri provenienti da Paesi considerati sensibili.
“La protezione di questo Paese e del popolo americano rimane fondamentale”, ha dichiarato Edlow, aggiungendo che “la sicurezza americana non è negoziabile” e che i cittadini non devono pagare il prezzo delle politiche migratorie giudicate irresponsabili della precedente amministrazione.
Parallelamente, la Casa Bianca ha anche annullato il programma della lotteria per i visti di diversità, che consentiva ogni anno a circa 500.000 migranti di ottenere lo status legale. La decisione è arrivata dopo l’arresto del cittadino portoghese Claudio Manuel Neves Valente, accusato di sparatorie mortali presso la Brown University e il MIT, entrato negli Stati Uniti proprio attraverso la lotteria dei visti nel 2017.
Nel complesso, la nuova politica segnala un cambio strutturale nella gestione dell’immigrazione: meno automatismi, più controlli e un’enfasi crescente sulla sicurezza nazionale e sulla verifica della genuinità dei legami familiari. Per migliaia di coppie miste, il matrimonio non rappresenta più una scorciatoia, ma l’inizio di un percorso lungo e sottoposto a un esame rigoroso.
