(AGENPARL) - Roma, 2 Gennaio 2026(AGENPARL) – Fri 02 January 2026 Regione Sicilia: Confael e on. Figuccia presentano Documento programmatico per sanare la situazione di 5mila dipendenti
Figuccia, svolgono mansioni superiori a quelle per cui sono assunti. Martinez, nonostante i contributi versati non raggiungeranno mai il minimo vitale
Roma, 2 gennaio 2026 – Risolvere la questione dei dipendenti della Regione Sicilia che sono stati assunti per svolgere determinate mansioni, ma che ricoprono ruoli superiori; permettere a coloro che hanno raggiunto i limiti di età, ma non hanno conseguito un trattamento pensionistico adeguato, di proseguire l’attività professionale fino ai 70 anni; creare un Fondo di Solidarietà per colmare i vuoti contributivi. Sono le misure contenute in un Documento programmatico che ha redatto la Confael insieme all’on. Vincenzo Figuccia (Prima l'Italia Salvini Premier) per sanare la situazione di circa 5mila dipendenti regionali che si trovano in un vero e proprio limbo contrattuale. Il testo è stato presentato ufficialmente nel corso de “Il Convegno alla rovescia, la base che parla. Valorizzazione e futuro del personale regionale”, organizzato dal Segretario Regionale Confael Ignazio Martines; dal Segretario Nazionale Autonomie Locali della Confael, Pietro Martinez; e dal Segretario Confederale Regionale, Girolamo Crivello.
“Insieme a Confael – spiega l’on. Figuccia, – intendiamo affrontare la questione di quelle fasce del personale regionale che per la maggior parte della giornata lavorativa svolgono funzioni superiori a quelle per le quali risultano assunte. Se questi dipendenti si fermassero un solo giorno, espletando solo le loro mansioni da contratto, la Regione andrebbe in tilt. Bisogna creare le condizioni per una riqualificazione di tutto il personale riconoscendo le mansioni superiori svolte e creare un Fondo per garantire una pensione netta di almeno mille euro a lavoratore in modo da restituire a questo personale la dignità a cui ha diritto. Ho preso questo impegno e – conclude – lo porterò avanti fino alla fine”.
Il problema dell’inquadramento si ripercuote sul trattamento pensionistico: pur avendo lavorato per tutta la vita nella Pubblica Amministrazione, infatti, questi addetti non raggiungeranno mai un assegno pari al minimo vitale. “Nella Regione Sicilia – spiega Pietro Martinez, – dal 1996, ovvero da quando si è passati dal sistema pensionistico retributivo a quello contributivo, ci si trova in presenza di due categorie di lavoratori. In maniera colloquiale, vengono chiamati contratto 1 e contratto 2: il 2 è quello successivo alla riforma e per il trattamento pensionistico si applica esclusivamente il sistema contributivo. In sostanza, chi ha il contratto 1 beneficia del sistema misto, e per gli anni di lavoro svolti fino al 1996 il calcolo pensionistico viene effettuato con il sistema retributivo. Gli altri invece stanno andando o andranno in pensione interamente con il sistema contributivo”.
In questa condizione si trovano circa 5mila dipendenti della Regione. “Nella maggior parte dei casi – prosegue Martinez, – si tratta di persone che sono state inquadrate come Lavoratori Socialmente Utili per una decina di anni, dal 1996 al 2005; poi sono state assunte con dei contratti a tempo determinato dal 2006 al 2010; e dal 2011 hanno ottenuto il tempo indeterminato. Per il periodo di LSU, i contributi sono figurativi, questo vuol dire che quei dieci anni circa vengono considerati come periodo temporale ai fini pensionistici, ma i contributi non sono stati versati effettivamente. Altri dipendenti degli Enti Locali poi, pur avendo ottenuto la stabilizzazione, non sono mai stati inquadrati a tempo pieno”.
Ci sono insomma forti differenze tra un caso e l’altro, ma il dato comune è che tutti questi lavoratori non possono raggiungere la pensione pari al minimo vitale. “Nella maggior parte dei casi, l’assegno si fermerà a 600 euro al mese – conclude il Segretario Nazionale Autonomie Locali della Confael. – I più fortunati arriveranno forse a 900 euro, ma sono comunque una minoranza”.