(AGENPARL) - Roma, 31 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Wed 31 December 2025 Nota di Enrico Melasecche (Lega): “Un peso insostenibile per
famiglie e imprese”
(Acs) Perugia, 31 dicembre 2025 – “Dalle prime simulazioni Inps e
dalle buste paga di gennaio 2026 che lavoratori e pensionati umbri
stanno consultando in questi giorni emerge con chiarezza l’impatto
della stangata fiscale da 184 milioni di euro voluta dalla Giunta
regionale guidata da Stefania Proietti”. Lo dichiara Enrico
Melasecche, capogruppo della Lega all’Assemblea legislativa
dell’Umbria.
“In queste settimane di fine anno – spiega Melasecche – incontro
quotidianamente cittadini preoccupati e arrabbiati, che stanno
verificando sul proprio profilo Inps o sul cedolino aziendale quanto
peserà l’aumento dell’addizionale regionale Irpef. Lo sconcerto
è diffuso e i social network sono pieni di segnalazioni che parlano
di un raddoppio della trattenuta rispetto a gennaio 2025. Mi è stato
riferito da più persone che l’incremento mensile viene paragonato a
una sorta di multa ricorrente, destinata a protrarsi fino al 2028, con
un impatto concreto su bilanci familiari già messi a dura prova dal
costo della vita, dai mutui e dalle spese sanitarie. Il giorno della
Vigilia di Natale ho incontrato un pensionato che percepisce circa 36
mila euro lordi annui: per lui l’aumento dell’addizionale
regionale comporterà una riduzione complessiva delle competenze di
circa 750 euro nei tre anni deliberati dalla Giunta Proietti. Una
cifra tutt’altro che trascurabile, soprattutto se si considera che
molti sono costretti sempre più spesso a rivolgersi alla sanità
privata perché il Cup non è in grado di garantire nemmeno una data a
distanza di mesi, neppure a costo di spostarsi di chilometri rispetto
al domicilio. Un altro cittadino mi ha raccontato di dover sostenere,
oltre all’aumento dell’Irpef regionale, anche costi sanitari
privati per almeno 150 euro a prestazione. È evidente che questa
pressione fiscale non tiene conto delle condizioni reali di vita delle
persone. Ho incontrato anche pensionati che, pur percependo circa
1.800 euro al mese, si vedono ridurre il reddito disponibile a poco
più di 1.500 euro a causa di prestiti personali o rate per
l’acquisto dell’auto, senza che l’addizionale incrementata
consideri minimamente queste situazioni. Mi chiedo se la presidente
Proietti consideri davvero ‘ricchi’ questi cittadini”.
“C’è poi – prosegue il consigliere di opposizione – chi ricorda
le promesse fatte in campagna elettorale, come quella di un presunto
abbuono di 150 euro per i redditi sopra i 28 mila euro che avrebbe
annullato gli effetti della stangata. Ma le buste paga di gennaio
raccontano una realtà completamente diversa. Dopo un anno e mezzo di
promesse disattese sulle liste d’attesa sanitarie e sui grandi
progetti infrastrutturali, è difficile credere anche alle
dichiarazioni secondo cui l’aumento potrebbe essere ridotto se nei
prossimi tre anni crescesse il reddito degli umbri. È legittimo
domandarsi chi possa credere che nel 2029 questa stangata non venga
rinnovata, rendendo definitivo un aumento che già oggi colloca
l’Umbria tra le regioni con la pressione fiscale più alta
d’Italia. A pagare saranno non solo lavoratori e pensionati del ceto
medio, con redditi tra i 40 e i 50 mila euro lordi, che perderanno
diverse migliaia di euro nel triennio – evidenzia il capogruppo
della Lega – ma anche professionisti, medici, funzionari, quadri
intermedi e dirigenti che, dopo aver già visto erodere quasi il 50%
del valore reale del proprio reddito negli ultimi vent’anni,
subiranno ulteriori prelievi per 5 mila euro e oltre. Come Giunta di
Centrodestra, nel quinquennio 2019/2024, pur migliorando non poco le
prestazioni dei servizi alle famiglie e il sostegno alle imprese,
merito riconosciuto pubblicamente da vari rappresentanti di categoria,
non abbiamo aumentato di un solo euro il carico fiscale regionale,
ricorrendo alla lotta agli sprechi, alla riduzione dei premi di
produttività ai dirigenti quando i risultati non c’erano,
contrattando con le banche piani di rientro da debiti assurdi che
producevano a loro volta interessi ragguardevoli, riducendo sia il
numero delle partecipate che in parte il personale non necessario
della Regione e delle partecipate, che veniva assunto negli anni
talvolta per ragioni partitiche e che oggi la Proietti dichiara di
voler di nuovo aumentare piuttosto che gratificare chi già lavora in
base al merito riconosciuto e misurabile”.
“L’attuale maggioranza di sinistra – conclude Melasecche – ha
scelto la strada opposta: aumentare le tasse invece di riformare la
macchina regionale. ‘Non metterò mai le mani nelle vostre tasche’
è una promessa elettorale tradita. E a giudicare dalle buste paga di
gennaio, gli umbri lo hanno già capito”. RED/mp
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81756
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