(AGENPARL) - Roma, 27 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Sat 27 December 2025 *Manovra, Bonetti: “Conti in ordine, ma mancano scelte per crescita,
giovani e coesione”*
“È positivo che i conti pubblici siano tenuti in ordine e che questo
consenta all’Italia di accedere agli strumenti europei per la difesa, come
il SAFE. È un atto di responsabilità verso la Repubblica e la democrazia,
in linea con quanto ha ricordato il presidente Mattarella, e bene lo si
faccia senza sottrarre risorse a capitoli strategici come sanità e scuola”.
Lo ha dichiarato la presidente di Azione, Elena Bonetti, intervenendo in
Commissione Bilancio della Camera.
Bonetti ha riconosciuto l’accoglimento di alcune proposte di Azione, a
partire da Industria 4.0 su cui ha lavorato con il governo il segretario
Calenda. “Bene in Senato l’estensione temporale e l’aggiornamento
dell’elenco degli investimenti incentivabili, richieste avanzate da Azione.
Ma non considerare l’impatto positivo di queste misure sul PIL solleva una
domanda evidente: significa forse che il resto della manovra ha effetti
recessivi?”.
Per Bonetti, le risorse limitate avrebbero richiesto scelte nette: “Quando
i fondi sono pochi, servono priorità strategiche. Giovani e donne avrebbero
dovuto esserlo, invece restano esclusi. L’impatto generazionale della
manovra è iniquo: dall’IRPEF all’ISEE, i giovani non ne trarranno benefici
concreti”. Sulle politiche familiari, l’ex ministra ha riconosciuto una
parziale continuità con la scorsa legislatura, dai congedi fino ai 14 anni
ai centri estivi, ma ha insistito sull’assenza di una visione integrata:
“Si disperdono risorse in misure bandiera che per ammissione dello stesso
ministro Giorgetti non funzionano, come la rottamazione o interventi sulle
pensioni costosi e dannosi”.
Un’occasione mancata anche sul fronte sanitario: “Serviva il coraggio di
riforme strutturali che non si sono viste. Non sono tollerabili
inefficienze territoriali che lasciano i cittadini soli”.
“Sul capitolo previdenziale – ha proseguito Bonetti – tanto rumore per
nulla: il risultato finale è la cancellazione di una norma che lo scorso
anno la maggioranza aveva introdotto celebrandola come un grande successo”.
“Il fatto che il Parlamento non possa modificare la legge di bilancio
svilisce la democrazia e la qualità stessa della politica. Proprio per
questo, nonostante tutto, continueremo a presidiare gli strumenti che una
democrazia oggi fragile ci mette a disposizione”, ha concluso.
*Ufficio Stampa Azione*
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