(AGENPARL) - Roma, 22 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Mon 22 December 2025 COMUNICATO STAMPA
L’Associazione dei riciclatori: “nell’appalto si privilegia l’impiego di materia prima vergine, non si fa
riferimento all’uso di aggregati riciclati e vengono richiamate obblighi e norme non più vigenti da
anni”.
ANPAR segnala all’ANAC: “appalto di Roma Capitale da 720 milioni di €
per opere stradali non conforme alle recenti norme ambientali”
Roma, 22 dicembre 2025 – ANPAR, l’Associazione Nazionale Produttori di Aggregati Riciclati che
aderisce ad Assoambiente, si è rivolta all’ANAC per segnalare come Roma Capitale, nella gara di
appalto per interventi urgenti e ordinari di manutenzione stradale (valore complessivo di 720 milioni di
€ su 15 lotti), abbia palesemente violato le recenti norme relative ai Criteri Ambientali Minimi (CAM)
Infrastrutture.
In particolare, l’Associazione ha evidenziato all’Autorità come nell’appalto siano state totalmente
disattese le norme tecniche oggi vigenti, sottolineando ad esempio che:
le norme CAM sono citate genericamente solo nella parte amministrativa, ma non in quella tecnica
del capitolato;
si prevede l’obbligo di richiedere agli operatori l’iscrizione al repertorio di riciclaggio, che da 10 anni
è stato chiuso dal MASE;
le temperature di posa e di confezionamento delle miscele bituminose e i requisiti degli impianti da
cui gli operatori si devono rifornire sono in totale violazione delle norme CAM;
non si fa riferimento alcuno ai coefficienti di rifrazione previsti dai CAM strade per evitare le isole di
calore;
si prevede l’utilizzo dei soli aggregati naturali di cave per la realizzazione di strati di fondazione
stradale e non anche di materiali riciclati, come previsto dai CAM;
il capitolato fa riferimento a norme tecniche e prove sui materiali non più in vigore da anni.
L’appalto, di importo particolarmente elevato, è in fase di aggiudicazione.
“L’economia circolare si attua pienamente quando e solo se le materie prime ottenute dalle raccolte
differenziate e dal successivo riciclo vengono impiegate concretamente per sostituire materie prime
vergini. Questa vicenda è esemplificativa di ciò che spesso avviene nel nostro Paese, con ottime
performance di riciclo realizzate dalle imprese che poi vengono disattese nella pratica. Stupisce che a un
anno dall’entrata in vigore delle norme sui criteri ambientali minimi non se ne preveda concreta
applicazione in un appalto così rilevante e strategico per la capitale d’Italia e questo contenga anzi
riferimenti a norne non più vigenti”, evidenzia Paolo Barberi – Presidente di ANPAR.
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