(AGENPARL) - Roma, 22 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Mon 22 December 2025 Lo scenario attuale è quello di una possibile ed auspicata
partecipazione di Invitalia. Sul tavolo anche una manifestazione di
interesse di un soggetto produttivo manifatturiero israeliano. Dopo
l’appello di sindacati e lavoratori l’impegno condiviso ed
unitario della Commissione a fare quadrato per una soluzione urgente
della situazione.
(Acs) Perugia, 22 dicembre 2025 – “Serve un’azione forte e
condivisa da parte di tutte le istituzioni per dare una soluzione
concreta alla grave crisi finanziaria che sta attanagliando la
Moplefan, una rilevante realtà del polo chimico di Terni. Si tratta
di una situazione particolarmente delicata che sta mettendo a dura
prova i lavoratori”. È questo l’appello lanciato stamani in
Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini che si è riunita
a Terni (Centro multimediale) per trattare il delicato ed attuale tema
della vertenza Moplefan. Presente alla riunione l’assessore
regionale Francesco De Rebotti il quale, dopo aver ripercorso le varie
tappe che hanno portato alla situazione di oggi, ha assicurato
l’impegno costante della Regione informando i presenti dell’ultimo
scenario che si è aperto, annunciato dal Ministero, e che è quello
di Invitalia che dovrebbe partecipare con una parte di credito e la
partecipazione diretta alla governance per un quinquennio. Oltre a
ciò ci sarebbe sul tavolo del Ministero anche una manifestazione di
interesse di un soggetto produttivo manifatturiero israeliano. La
presidente della Commissione, Michelini, a margine degli interventi,
facendo proprie le indicazioni emerse sia dai rappresentanti
sindacali, quanto dall’assessore De Rebotti, da quello del Comune di
Terni, Cardinali e dagli stessi consiglieri regionali presenti, si è
impegnata a predisporre un atto di indirizzo condiviso di impegno per
la Giunta regionale e per un coinvolgimento complessivo di tutti i
parlamentari umbri affinché in maniera unitaria si possa intervenire
fattivamente sul ministro Urso e sul tavolo ministeriale garantendo
una concreta soluzione alla vertenza.
Per le organizzazioni sindacali sono intervenuti: Stefano Ribelli
(Cgil), Simone Sassone (Cisl), Doriana Gramaccioni (Uiltec), Diego
Mattioli (Ugl chimici), David Lulli (Rsu Moplefan). Tutti hanno
rimarcato le preoccupazioni dei lavoratori rispetto alle loro
spettanze e quindi per la situazione debitoria dell’azienda alle
prese anche con ingiunzioni di pagamento da parte dei creditori. Si
tratta di un’azienda – è stato detto – importantissima non solo
per Terni, ma anche per l’economia dell’intera regione. È
necessario insistere sul Ministero per trovare un soluzione, serve un
segnale forte da parte di tutte le istituzioni e della politica in
generale.
L’assessore regionale Francesco De Rebotti ha ripercorso le varie
tappe della questione spiegando che “i problemi di liquidità che
interessano l’azienda sono stati portati ad aprile sul tavolo
nazionale quando l’azienda, grazie alla validazione di Kpmg (ente
certificatore) poteva proiettarsi meglio sul sistema bancario. Da qui
è partito un obiettivo condiviso, sotto la regia del Ministero, di
creare cioè le condizioni per l’inserimento nella partita di Sace
(Gruppo assicurativo-finanziario partecipato al 100% dal Ministero
dell’Economia e delle Finanze). Si è trattato di una lunga
trattativa finché Sace ha deciso di garantire il 50 per cento
rispetto al prestito che le banche dovevano fare all’azienda (circa
10 milioni di euro). Contestualmente c’è stata anche la
disponibilità del sistema delle banche umbre, in quota parte minore
per 500mila euro. La vicenda è stata seguita dall’inizio da un
tavolo territoriale del quale fa parte anche il Comune di Terni e a
settembre è emerso che le banche hanno dato una risposta negativa
fermando sostanzialmente quel percorso. Nella fase di crisi aziendale
abbiamo auspicato e chiesto all’azienda una maggiore attenzione e
coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori.
Abbiamo lavorato e fatto in modo che prima dell’ultimo incontro al
Ministero ci fosse l’avvio del percorso di cassa integrazione. Gli
ultimi giorni mi sono particolarmente interessato in proposito ed oggi
parte una nuova lettera indirizzata al Ministero, speriamo più
efficace, affinché possa essere riconosciuta la cassa integrazione.
Lo scenario che si è aperto dopo il ritiro delle banche e che ci è
stato annunciato dal Ministero è quello di Invitalia che dovrebbe
partecipare con una parte di credito e la partecipazione diretta alla
governance per un quinquennio. Per quanto riguarda l’altra parte del
credito che servirebbe all’azienda ci è stato annunciato al
Ministero che esisterebbe un soggetto (impresa) che ha fatto una
manifestazione di interesse di investimento. Si tratta di un soggetto
produttivo manifatturiero israeliano che sarebbe pronto ad investire
circa 5 milioni di euro, ma con la presenza di Invitalia.
Nell’ultimo incontro ci è stato comunicato l’avvio delle
procedure di scambio di documentazione fra l’azienda e Invitalia. Se
vogliamo confidare su questo percorso ed accorciare i tempi è
necessario intervenire tutti insieme testimoniando l’urgenza della
conclusione del percorso di verifica e di partecipazione di Invitalia.
Il tutto deve concludersi entro breve, nell’interesse
dell’economia umbra. Siamo di fronte ad una situazione che rischia
ogni giorno di peggiorare creando condizioni non più gestibili.
Insieme al Ministero condividiamo l’unico strumento in campo che è
quello di Invitalia. Oggi abbiamo urgente bisogno di elementi di
chiarezza per capire in che direzione dobbiamo lavorare”.
L’assessore del Comune di Terni, Sergio Cardinali, ha parlato di
“incapacità dell’insieme istituzionale a supportare questa
criticità. A questa azienda sono state promesse risorse pubbliche che
a distanza di 5 anni non sono state mai messe in campo. Oggi Terni e
l’Umbria rischiano di perdere un pezzo di manifatturiero importante
o comunque che rischia di generare un percorso di
deindustrializzazione all’interno del polo chimico. Al ministro
Urso, insieme alla Regione e ai sindacati abbiamo chiesto di
intervenire in prima persona sulla questione. Serve agire con estrema
immediatezza”.
Intervenendo a margine delle audizioni, Enrico Melasecche (Lega-vice
presidente Commissione), ha ricordato che “come Giunta precedente
abbiamo previsto 15 milioni del fondo sviluppo e coesione per il polo
chimico per renderlo competitivo migliorando, tra l’altro, i fattori
localizzativi, chiedo pertanto se fosse possibile mettere parte di
quelle risorse specificamente a disposizione di questo sito specifico.
È importante attivarci immediatamente tutti su vari fronti a partire
da quello nazionale”. AS
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81733
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