(AGENPARL) - Roma, 19 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Fri 19 December 2025 Federico Marini
CALDAIE – Una norma mette a rischio le verifiche sugli impianti di
riscaldamento: nell’Isola sono oltre 300mila. Allarme degli impiantisti sardi
per i rischi sull’incolumità. Giuseppe Tatti (Confartigianato Sardegna):
“Controlli e verifiche effettuati da tecnici specializzati sono fondamentali per la
sicurezza delle persone e tutela dell’ambiente”.
Associazioni In Sardegna sono più di 300mila i sistemi di riscaldamento, come caldaie
Territoriali domestiche e piccoli impianti termici, presenti negli immobili, che rischiano di non
Sud Sardegna
venir più ispezionati fisicamente dagli enti pubblici, attraverso verifiche in presenza
Cagliari svolte da tecnici qualificati e specializzati.
Via Riva Villasanta 241
per la bozza del Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che,
Oristano
Via Campanelli, 41 per tutti gli impianti termici di potenza inferiore ai 35kw di potenza, prevede
Nuoro distanza. Tale proposta comprometterebbe la sicurezza e l’incolumità di decine di
Via Brig.Sassari, 37 migliaia di cittadini sardi e milioni di cittadini italiani, senza contare i danni per
l’ambiente.
Sassari Secondo gli impiantisti dell’Associazione Artigiana le caldaie domestiche e i
Via Alghero, 30
impiantistico nazionale. La loro corretta manutenzione riduce il rischio di incidenti, di
Gallura Olbia
Via Sangallo 67 intossicazioni da monossido di carbonio e di malfunzionamenti; garantisce un
gestione; contribuisce concretamente alla riduzione delle emissioni inquinanti, in
particolare delle polveri sottili PM10, che continuano purtroppo a rappresentare una delle
principali criticità ambientali e sanitarie nel nostro Paese.
“I controlli e la manutenzione delle caldaie domestiche effettuati da tecnici
altamente specializzati, sono essenziali per la sicurezza e la tutela della salute delle
persone e della qualità dell’aria – commenta Giuseppe Tatti, impiantista e dirigente
regionale di Confartigianato Imprese Sardegna – negli ultimi anni, infatti, le caldaie
domestiche sotto i 35 kW sono diventate sempre più semplici da acquistare e installare.
Oggi si trovano anche online o nella grande distribuzione e vengono spesso percepite
come un normale elettrodomestico, al pari di una lavatrice. Ma una caldaia non è un
Confartigianato Imprese Sardegna
elettrodomestico”. “Una caldaia è collegata a gas, GPL o gasolio, produce combustione
e fumi, ed è installata all’interno delle abitazioni. I rischi che comporta sono ben diversi:
fughe di gas, intossicazioni da monossido di carbonio, inquinamento dell’aria, sprechi
energetici e, nei casi peggiori, incidenti gravi – continua Tatti – proprio perché questi
impianti sono milioni e diffusi nelle case di tutti, i controlli in presenza svolgono un ruolo
fondamentale. Non servono solo a verificare i documenti, ma a controllare che ciò che è
scritto corrisponda davvero alla realtà dell’impianto. Togliere o ridurre le verifiche sul
posto significa affidarsi solo alla “buona fede”, senza più un controllo terzo e
indipendente”.
In Italia i numeri degli incidenti parlano chiaro: tra il 2019 e il 2023, secondo i dati
del Comitato Italiano Gas, quelli legati al malfunzionamento degli impianti a gas
domestici sono stati 1.119, con 128 morti e 1.784 feriti. Dietro questi dati ci sono storie di
famiglie coinvolte in incidenti domestici causati da malfunzionamenti degli impianti
termici come esplosioni o intossicazioni da monossido di carbonio.
“Quando manca il controllo in presenza, l’unica verifica reale arriva dopo, in caso
di incidente, attraverso assicurazioni, periti e tribunali. Ma a quel punto il danno è già
avvenuto e il controllo non tutela più né le persone né le famiglie – sottolinea il Dirigente
impiantista – è un po’ come decidere di non controllare più di persona le auto private,
basandosi solo su autocertificazioni, e verificare sul campo solo camion e autobus. Il
risultato non sarebbe maggiore sicurezza, ma più irregolarità e più rischi per tutti”.
Per questo, a livello nazionale Confartigianato Impianti ha scritto al Ministero
dell’Ambiente ricordando che ogni eventuale revisione normativa deve prevedere la
consultazione preventiva delle Organizzazioni di Categoria; coinvolgere il Ministero per
le Imprese e per il Made in Italy, cui compete la regolazione e la sorveglianza sulle
imprese impiantistiche; garantire controlli effettivi e verificabili sugli impianti, evitando
che essi si riducano a mere verifiche documentali; valorizzare il ruolo dei responsabili
tecnici abilitati; coniugare semplificazione amministrativa, sicurezza di persone e beni e
tutela ambientale.
“Ridurre i controlli sulle caldaie più piccole non è una semplificazione: è uno
spostamento dei rischi sui cittadini e sulle famiglie, soprattutto nei contesti urbani più
popolati – conclude Tatti – come rappresentanti delle imprese impiantistiche artigiane,
riteniamo che la sicurezza delle persone, la qualità dell’aria e il corretto uso dell’energia
non possano essere affidati solo ai documenti, ma debbano continuare a basarsi anche su
verifiche reali e concrete”.
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Confartigianato Imprese Sardegna
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