(AGENPARL) - Roma, 18 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Thu 18 December 2025 Quando, 35 anni fa, nel 1990 l’Onu propose la Convenzione internazionale
dei diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, a ratificarla
furono unicamente i Paesi di emigrazione. Ad oggi gli Stati UE, Italia
compresa, se ne sono guardati bene dal farlo, anzi, con le loro politiche
da fortezza, si comportano in maniera esattamente opposta. La Convenzione
prevede: Diritto alla vita, libertà, sicurezza e dignità; divieto di
schiavitù, lavoro forzato e tortura; Libertà di espressione e informazione;
Diritto di informare le autorità consolari; Diritto a un equo compenso,
salute e istruzione per i figli; Divieto di espulsioni collettive; ogni
caso deve essere valutato individualmente. Gran parte di questi obblighi,
derivanti da quelli che vengono pomposamente definiti “valori occidentali”,
sono stati disattesi, basti pensare che nel 2024 sono stati respinti,
illegalmente e in maniera collettiva, 125 mila richiedenti asilo, che il
salario delle lavoratrici e lavoratori migranti è mediamente inferiore del
30% rispetto a quello degli autoctoni, a fronte di orari e mansioni più
gravose. E ancora chi ci governa acquista consenso affermando che il
pericolo in Italia sono i “clandestini”. Dove si sono garantiti diritti c’è
stato un complessivo miglioramento della vita per tutti. Dal 2000, il 18
dicembre è divenuta la “Giornata internazionale dei migranti”, sparito ogni
riferimento alla Convenzione riporta a quelle giornate ipocrite in cui
tutti rimuovono gli orrori e gli errori che si commettono negli altri 364
giorni dell’anno.
Stefano Galieni, resp nazionale Immigrazione, PRC-S.E.
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