(AGENPARL) - Roma, 18 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Thu 18 December 2025 PRESENTAZIONE RAPPORTO CNEL SULL’IMMIGRAZIONE 2025
“CONOSCERE PER INCLUDERE”
18 dicembre 2025
Intervento del presidente Renato Brunetta
BRUNETTA: IMMIGRAZIONE REGOLARE È UN ‘AMMORTIZZATORE’ DEL PROGRESSIVO CALO DEMOGRAFICO
“Gli oltre cinque milioni di cittadini stranieri residenti in Italia, ai quali se ne aggiungono circa altri due milioni già divenuti italiani, rappresentano una sorta di ‘ammortizzatore’ del progressivo calo della popolazione autoctona e del processo di invecchiamento demografico. L’immigrazione regolare svolge, quindi, anche una significativa funzionalità sul piano economico. E per questo è tanto più importante che il percorso d’inclusione degli stranieri nella nostra società proceda in modo spedito, superando le criticità legate tanto alla loro collocazione nel mercato del lavoro quanto al loro rapporto con le istituzioni e le reti sociali”. È quanto ha dichiarato il presidente del CNEL Renato Brunetta intervenendo alla presentazione del Rapporto sull’immigrazione 2025 “Conoscere per includere”.
L’ITALIA HA IMPARATO POCO DALLA SUA ESPERIENZA STORICA DI EMIGRAZIONE
“Il tema dell’immigrazione in Italia – ha aggiunto Brunetta – ha avuto varie fasi nella sua storia. Dapprima, siamo stati un Paese di emigrazione. L’Italia si è poi trovata, dopo il boom economico, a sperimentare processi di immigrazione, ma senza imparare molto da quella sua esperienza storica e secolare. È una storia per molti versi dolorosa. Basti pensare alla tragedia di Marcinelle, di cui l’anno prossimo ricorrono i 70 anni. All’origine c’era un accordo: braccia in cambio di carbone. Questa era la realtà del nostro Paese agli inizi degli anni ’50. E l’Europa sociale nasce lì, a Marcinelle, da quella tragedia. E la cosa più triste è che tutto questo si è poi riproposto in Italia con i nostri immigrati. Tutte le ombre del nostro mercato del lavoro indigeno le abbiamo riprodotte e peggiorate per il mercato del lavoro dei nostri immigrati. Non abbiamo imparato nulla dai difetti, dalle carenze, dagli squilibri, dalle ingiustizie del nostro mercato del lavoro indigeno. Ma abbiamo replicato tal quale – se mai abbiamo anche peggiorato – le cattive regole, il nero, l’irregolare, il caporalato, lo sfruttamento”.
ABBIAMO AVUTO QUASI TOTALMENTE MIGRAZIONI DA OFFERTA
“Nonostante tutto – ha affermato il presidente del CNEL – abbiamo un mercato del lavoro di immigrati che non sono più stranieri ma sono nuovi italiani, che lavorano con noi, producono con noi, vivono con noi. Non possiamo che esserne felici. E questo è avvenuto quasi totalmente attraverso migrazioni da offerta e non da domanda. L’immigrazione da domanda è quella che i settori produttivi chiedono, che le economie chiedono. Ha una sua selettività, una sua regolazione. Ecco, di questa immigrazione da domanda noi ne abbiamo avuta molto poca. Il resto è immigrazione da offerta, cioè immigrazione di gente disperata che scappa e che viene nel nostro Paese, arriva caoticamente, carica di sogni e bisogni e di tante illusioni”.
UN QUADRO PIENO DI OMBRE MA ANCHE DI TANTE LUCI
“La cosa straordinaria è che questo capitale umano arrivato in Italia in questo modo caotico ha comunque trovato una collocazione, un matching, un lavoro, percorsi di vita, percorsi di studio, percorsi professionali. E questo è un miracolo, anche del tessuto economico, sociale, culturale del nostro Paese, che è meno peggio di quanto lo descriviamo. Il tessuto culturale e sociale italico, più la forza endogena di queste realtà, ha prodotto questo miracolo. Perché oggi stiamo parlando di una dimensione che è ancora piena di ombre, ma anche di tante luci. Il Rapporto presentato oggi dal CNEL ci dice questo”.
SERVE IMMIGRAZIONE REGOLARE DA DOMANDA
“Molto si potrebbe ancora fare – ha sottolineato Brunetta – per avere sempre più immigrazione da domanda, più immigrazione regolare. Gli enti bilaterali, che formano il capitale umano, lo potrebbero fare già nei Paesi di origine, quindi con una selettività qualificante. È il sogno di avere percorsi di immigrazione qualificata, formata, regolata. Dobbiamo chiedere alle aziende di formare e selezionare già nelle fasi di individuazione della forza lavoro. Serve immigrazione regolare da domanda, con regolari contratti di lavoro, con regolari percorsi professionali e percorsi di vita, nei settori ovviamente trainanti. Più c’è immigrazione da domanda e più riesci a limitare quella da offerta alle ragioni umanitarie, che non si possono assolutamente cancellare”.
RAGIONARE SU PIÙ QUADRANTI: QUELLO DELL’IMMIGRAZIONE MA ANCHE QUELLO DEI RITORNI
“Abbiamo tanto bisogno di nuovi italiani. Ne abbiamo talmente bisogno che è anche necessario andare a riprenderci gli italiani che sono andati all’estero e che potrebbero tornare. Perché i nuovi italiani forse non bastano rispetto agli squilibri demografici, alla glaciazione demografica. Bisogna ragionare su tanti quadranti: quello dell’immigrazione ma anche quello dei ritorni”.
UN PAESE PIÙ ATTRATTIVO PER TUTTI
“È bene che il Paese sia attrattivo, per tutti, con una strategia finalizzata. Senza far fare a chi arriva in Italia il percorso che è stato fatto fare agli immigrati nei decenni passati. Troppo dolore e troppi costi. Il matching è avvenuto ma ha prodotto un’enorme quantità di costi umani e di costi economici. È stato troppo inefficiente e ingiusto. Questo è l’obiettivo a cui punta il CNEL. Ad esempio, lavoriamo sul decreto flussi. I click day andrebbero rivisitati. Su tante richieste per quanti avviene il matching? Quanti hanno contratti di lavoro regolari, percorsi di vita e di carriera regolari? Le percentuali sono limitate. Quindi, vuol dire che i flussi sono ancora generici, per non parlare degli abusi. Il nostro impegno è trasformare il fenomeno migratorio da emergenza a risorsa strategica, per la tenuta del nostro welfare e della nostra economia”.
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